Recupero Password
Il significato del 25 aprile a Molfetta
24 aprile 2010

MOLFETTA - Sul significato del 25 aprile il Circolo Arci “Il Cavallo di troia”, L’ Associazione Culturale Linea5, il  Partito della Rifondazione Comunista,  Sinistra, Ecologia e Libertà, La Fabbrica di Nichi-Molfetta,  Le Macerie- Baracche Ribelli, il Partito Democratico e la Camera del Lavoro-CGIL hanno diffuso un odcumento in cui sottolineano che «è il giorno in cui festeggiamo la liberazione dell’Italia dall’oppressione del nazi – fascismo sfociata nella nostra Costituzione fondata sull’antifascismo. Esponenti del governo e forze di maggioranza parlamentare (PdL e Lega) hanno più volte ribadito di voler “riformare” la vita politica e sociale nel nostro paese (mentre migliaia di famiglie, nel disinteresse del governo, precipitano nella povertà e la Lega lavora indisturbata alla distruzione dell’unità nazionale). Per giustificare queste “riforme” ripetuti sono gli attacchi portati alla Costituzione, massimo strumento di garanzia democratica per il popolo italiano, dall’attuale presidente del consiglio, in particolare a persone e istituti costituzionalmente rappresentativi (il capo dello Stato, la corte costituzionale, il sistema giudiziario). E, come se non bastasse, a diritti fondamentali come l’informazione libera, l’insegnamento e l’apprendimento scolastici e universitari, il ripudio della guerra. Riconoscendosi nei valori tutelati dalla Costituzione, sopra tutto nel diritto al lavoro (contro tutti gli attacchi portati ai lavoratori occupati, disoccupati, precari), nel diritto alla solidarietà (contro tutte le forme di razzismo), nella difesa dei beni comuni (contro la privatizzazione dell’acqua e l’installazione delle centrali nucleari), nel ripudio della guerra (contro la favola sulle missioni militari umanitarie), nella difesa dei diritti umani(contro la repressione di stato).

Il Coordinamento a difesa dei valori della Costituzione, ripropone la validità della celebrazione del 25 aprile per ribadire la volontà di difesa della costituzione sul solco dell’antifascismo e contro tutte le ipotesi neo-autoritarie.
E invita tutti coloro che si riconoscono nei valori della Costituzione a due presidi antifascisti che si terranno: sabato 24 aprile ore 19 corso Umberto Altezza Galleria Patrioti Molfettesi e domenica 25 alle ore 9.30 in villa comunale presso la statua di Giuseppe Di Vittorio».
Nominativo  
Email  
Messaggio  
Non verranno pubblicati commenti che:
  • Contengono offese di qualunque tipo
  • Sono contrari alle norme imperative dell’ordine pubblico e del buon costume
  • Contengono affermazioni non provate e/o non provabili e pertanto inattendibili
  • Contengono messaggi non pertinenti all’articolo al quale si riferiscono
  • Contengono messaggi pubblicitari
""
Dedicato a tutti coloro i quali credono nella Storia. L'Italia si riscatta con la resistenza. Allo sfacelo della nazione, seguito all'armistizio dell'8 settembre 1943, e alla clamorosa abdicazione alle proprie responsabilità delle autorità civili e militari, nelle regioni non ancora raggiunte dall'avanzata alleata c'è chi reagisce unendosi ai Tedeschi e chi mettendosi in stato di prudente attesa. Ma c'è anche chi prende le armi e comincia a battersi per il riscatto del Paese: nelle città si ergono barricate, nelle campagne si costituiscono le prime formazioni partigiane. Così in tutto il Paese, sulle montagne, nelle valli, nelle città, si accese la rivolta e s'iniziò la tremenda cronologia delle azioni condotte in nome della Resistenza e delle inumane, atroci ritorsioni tedesche e fasciste. Molti soldati della IV Armata, ritirata dalla Francia meridionale da Badoglio, presero la via delle montagne mettendosi in abiti civili e una fascia al braccio, la divisa del partigiano. Ed è a Boves, un paesino della provincia di Cuneo che si recita il primo atto della lotta. Contro due tedeschi uccisi, si decide subito la rappresaglia. Un certo maggiore Peiper delle SS fa rinchiudere il sindaco, il parroco, nella chiesa del paese e poi la fa incendiare. Subito dopo i tedeschi appiccicano il fuoco a tutto il paese. Non si saprà mai quanti furono i morti. Otto giorni dopo, all'estremo opposto dell'Italia, a Napoli, la popolazione insorge: sono le famose quattro giornate di Napoli. Scugnizzi, intellettuali, operai e borghesi si rivoltano spontaneamente contro i tedesachi, costringendoli a lasciare la città, dopo essersi fatto scudo di 47 ostaggi per avere salva la vita Il 1° Ottobre quando gli alleati entrano a Napoli, la trovano in festa: Napoli è la prima città italiana liberato dagli stessi italiani............ Per gli Italiani la Liberazione avviene con grande festa. Si apre una nuova era: era il titolo di giornale del giugno 1944.
Quindici OnLine - Tutti i diritti riservati. Copyright © 1997 - 2024
Editore Associazione Culturale "Via Piazza" - Viale Pio XI, 11/A5 - 70056 Molfetta (BA) - P.IVA 04710470727 - ISSN 2612-758X
powered by PC Planet