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Il referendum è storia? La proposta di Pisapia e la reazione della sinistra
12 dicembre 2016

Dai risultati scrutinati nella notte fra domenica 4 e lunedì 5, sappiamo tutti che la RIFORMA costituzionale, per l’approvazione della quale era stato celebrato il referendum, è cosa cancellata: la COSTITUZIONE repubblicana, antifascista che, da settant’anni, ha regolamentato la vita civile della Nazione continuerà, nel bene e nel meno bene, a regolare la vita civile nazionale.

In questa settimana, a parte le consuete, dovute analisi statistiche, demografiche su chi ha votato e come, su come si è distribuito, geograficamente parlando, il voto di quel circa 70%  di Cittadini che ha votato, abbiamo assistito ad una serie di eventi (previsti) ma che comunque non hanno perso in drammaticità: il Premier si è dimesso; il Parlamento ha conservato le sue caratteristiche politiche di schieramento, quindi è perfettamente in grado di legiferare, così come ha fatto prima del 4 dicembre. Il Presidente della Repubblica ha accettato – con riserva – le dimissioni del presidente Renzi. Dopo la necessaria pausa, che ha dato modo a tutti (pro e contro) di metabolizzare l’esito referendario, il presidente Mattarella ha dato avvio alle consultazioni che daranno un nuovo Esecutivo, avendo chiaramente ammonito TUTTI! (pro e contro) che nuove elezioni politiche anticipate, nella attuale situazione nazionale ed internazionale, non sono auspicabili, né accettabili. La ragione è semplicissima: il Parlamento è operativo; c’è una Maggioranza ed un’Opposizione - oddio, da quel che si sa, l’Opposizione sembra monolitica solo nella misura in cui chiede, all’unisono,  l’allontanamento del Premier il quale, come più volte contestato a coloro che lo definiscono abusivo, è stato nominato da un Presidente della Repubblica (G. Napolitano), ha subito i passaggi parlamentari di rito, ed ha quindi assunto la carica conferitagli! Questi sono fatti!

Il tormentone è passato?

NO!

Dunque, il Partito di maggioranza relativa: il Partito Democratico, la Sinistra in generale, l’area politico/culturale definita progressista è in gran subbuglio. Sembra che regni, specie nel P.D., un’atmosfera da …un, due, tre liberi tutti! Il nucleo che si era aggregato intorno al Segretario/Premier, si sta sfaldando; molti che hanno condiviso scelte politiche e procedurali –ante referendum – ci stanno ripensando?  I leaders avversi (alla Riforma) che coagulavano intorno alla loro tesi una parte del Partito (e, con motivazioni diverse, ma inusitatamente coincidenti con quelle dell’Opposizione vera e propria, costituita dai Partiti appunto d’opposizione) gridano vittoria, sembra abbiano festeggiato stappando addirittura spumante per la vittoria del NO?! (speriamo che sia la solita iperbole dei media).
Pochi hanno mantenuto la freddezza d’animo che, in circostanze così drammatiche della Nazione e della politica nazionale, deve essere mantenuta. Uno di questi personaggi, semi-sconosciuto (politicamente), fino a pochissimi anni fa – il Giuliano Pisapia (nella foto con l'ex sindaco di Molfetta Paola Natalicchio) ex Sindaco di Milano, un avvocato prestato alla politica e che ha svolto, secondo l’opinione di tantissimi, con serietà e passione civile il suo onere di Sindaco della seconda Città italiana e prima Capitale economico/finanziaria, moderatamente militante della Sinistra… un po’ più a sinistra, ha recentemente invitato ad abbassare il tono della voce ed a dedicarsi, quale dovere civico da parte della Politica, a cominciare a ricostruire sulle macerie del dopo referendum, per dotare – per davvero - la Nazione di un POLO PROGRESSISTA, di sinistra, attento alla solidarietà, all’accoglienza, al pensare più al bene comune e meno a quello degli interessi di”bottega”, concorrere TUTTI coloro ai quali sta a cuore la Nazione Italia per affrontare le sfide, non solo locali, ma continentali/mondiali che drammatizzano la vita di tutti i giorni, con ripercussioni immani sui più ‘deboli’!: una sorta di …riconciliazione, dopo le laceranti prove alle quali abbiamo assistito.  Nel suo appello, non ha fatto nomi, non ha proposto nulla se non un’azione, una volta tanto sinergica di TUTTA la Sinistra, per opporsi all’onda populista/demagogica che sta investendo TUTTE  le Democrazie a livello planetario ed anche la nostra fragile… democrazia o oligarchia, secondo alcuni punti di vista.

Sembra di intravvedere una certa dose di buon senso in una proposta che ha il pregio di non indicare obiettivi demagogici, cervellotici, al limite dell’irrealizzabile, volti solo a disfare del tutto quanto di buono (per alcuni: pochissimo) si cerca di fare, non solo in Italia, ma in Europa e nel Mondo globalizzato – di cui siamo parte integrante, piaccia o no.

Le reazioni a Sinistra e della Sinistra? Vanno da un’alzata di spalle, ad un  silenzio eloquente, ad un assenso – almeno come punto di partenza per  alte figure istituzionali e, niente di meno che, l’attuale Sindaco di Milano Giuseppe Sala, che non sembra essere mai stato particolarmente attivo a Sinistra), ad una stroncatura senza se e senza ma da parte di leader della sinistra, più a sinistra!

Ma, la vogliamo più bella? E’ l’istinto della Sinistra?: farsi male, non a causa delle azioni… esterne, ma farsi male dall’interno! E’ eloquente, a questo proposito, la diagnosi fatta da un noto giornalista il quale, dopo alcune di queste bizzarre prese di posizione,  definisce (sarcasticamente) la proposta del sig. Pisapia per quella che è nel nostro, italico orizzonte istituzionale: (cito)… la proposta di Giuliano Pisapia ha un grave difetto: è sensata, non è settaria. Difetta quindi dei requisiti cari alla sinistra-sinistra più tipica, che sono il settarismo e l’insensatezza…! Conclude questa mini-diagnosi con una realtà, che persino il più sprovveduto Cittadino sembra aver capito da tempo, sull’indole della Sinistra italica: l’odio per il nemico interno è molto più potente, come ‘motore politico’ di qualunque proposta onesta che… si possa fare politica per costruire qualcosa (e, diciamo noi) non solo per stroncare sempre e comunque. Questo sarebbe un compito che, nella normale dialettica politica, spetta alle Opposizioni.

E’ dura, molto dura accettare l’idea che chi si oppone, sempre e comunque, sia dei …NOSTRI!

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Autore: Tommaso Gaudio
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