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Il pronto soccorso dell’ospedale è nel caos completo La denuncia di una lettrice a “Quindici”
15 gennaio 2023

Il pronto soccorso dell’ospedale don Tonino Bello di Molfetta è nel caos più completo. A denunciarlo è una lettrice di “Quindici” che ci ha scritto una lettera che non ha bisogno di commenti, ma che è la fotografia della gravità della situazione di cui nessuno parla. Ecco la denuncia: «Il primo gennaio sono finita in pronto soccorso del don Tonino Bello dove mi hanno prestato le prime cure. Poi è cominciato ad emergere il problema: carenza di sedie, di lettini, di spazi, carenza di personale ed operatori, mentre i locali si riempivano sempre di più di gente perché, secondo nuove disposizioni, Molfetta deve coprire tutto Bari Nord. Terlizzi e Corato non hanno più pronto soccorso e pare arrivassero anche ambulanze dalla BAT. Volevano rimandarmi a casa ma ero ancora in dispnea e non ho voluto muovermi. In effetti alle 3 di notte ho avuto un’altra pericolosa crisi che il medico di turno ha contenuto. Dopo 5 giorni finalmente mi hanno trasferita a pneumologia di Terlizzi dove ci sono medici adatti al mio caso. La condizione del pronto soccorso molfettese è paragonabile a quella di un povero paese africano. Ho visto che hanno preso una guardia giurata per arginare le proteste dei pazienti. Malgrado l’enorme disservizio la baracca tira avanti nel disordine, nell’abbandono istituzionale, contando solo sulle collaborazioni istintive ed umane tra operatori di ogni ordine e grado, pazienti veramente “pazienti” e parenti che fanno quello che possono. Ora che sono a Terlizzi mi sembra di stare in una clinica svizzera al confronto con l’inferno del pronto soccorso molfettese. Possibile che i giornali locali non conoscano la situazione? Possibile che a distanza di pochi chilometri ci siano tali differenze. Noi molfettesi dobbiamo mobilitarci». I giornali locali non possono conoscere tutte le situazioni del territorio, perché non possono essere dovunque. Ecco perché ringraziamo i lettori che ci segnalano le disfunzioni, che ci permettono di affrontare gli argomenti e portarli alla conoscenza dell’opinione pubblica. Denunciate, perché solo così le carenze vengono alla luce. Ma ci chiediamo, dove sono i nostri politici che vantano, un giorno sì e l’altro pure, le loro iniziative a favore del nuovo ospedale del nord barese, per raccogliere consensi elettorali? Prima di pensare a quello che verrà (fra 10 anni) sarebbe utile far funzionare quello che esiste. Così si amministra una città e si fa l’interesse delle proprie comunità: lo diciamo all’amministrazione comunale di Molfetta e al consigliere regionale Tammacco che si vanta di cose inutili: su questo fronte reale, invece, silenzio. Eppure da queste situazioni si valuta l’impegno di un amministratore, non sul comunicato stampa di propaganda per raccogliere voti e meriti che non si hanno. Vedremo se dopo questa denuncia si muoverà qualcosa (l’opposizione, nella quale sono presenti due medici, ora è informata e potrà farsi sentire). Altrimenti staremo ancora a parlare del nuovo ospedale del nord barese e di altre ipotesi di là da venire, mentre i bisogni della gente sono altri e non vengono soddisfatti. A che serve parlare e vantarsi magari di un nuovo apparecchio che il pronto soccorso, servizio essenziale, non funziona? Meno chiacchiere e più fatti, cari politici. © Riproduzione riservata

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