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Il presidente del collegio IPASVI di Bari, Saverio Andreula, propone la "rivoluzione copernicana" sulla situazione infermieristica in Puglia
23 febbraio 2010

MOLFETTA - Pubblichiamo il comunicato stampa del Presidente del collegio IPASVI di Bari, Saverio Andreula (foto), riguardo la sua candidatura alle elezioni regionali.
"Nonostante numerosi sforzi attuati dai Collegi professionali pugliesi nella loro qualità di Enti di diritto pubblico regolatori della professione infermieristica e di controllo della qualità delle prestazioni infermieristiche erogate, la situazione professionale pugliese è in una condizione di precarietà assoluta con forti ricadute, purtroppo, sulla qualità delle cure erogate ai cittadini.
Il presidente del Collegio IPASVU di Bari (Ente di diritto pubblico rappresentativo della professione infermieristica e di garanzia per il cittadino nelle cure sanitarie) Saverio Andreula si fa promotore di una "rivoluzione copernicana" nella salute pugliese che non può che passare, come afferma lo stesso, attraverso delle iniziative finalizzate a garantire uno standard qualitativo superiore per i pazienti.
Il Piano della salute 2008 - 2010 della Regione Puglia non individua con quali strumenti o con quali metodi definire il fabbisogno delle risorse infermieristiche che si debbono far carico di questi bisogni.
A tutt'oggi, infatti, nelle Aziende sanitarie della regione Puglia, differentemente dalle altre Regioni d'Italia non sono ancora stati adottati sistemi espliciti e formalizzati di programmazione della dotazione organica.
Di contro la Puglia ha attivato, grazie a fondi comunitari, corsi di formazione per Operatori Socio Sanitari illudendo tantissimi giovani destinati a conseguire un'attestazione inutile. Nessuno ha mai detto loro che il sistema sanitario pugliese non è assolutamente in grado di assorbire tale forza lavoro.
Se si considera, infatti, che il rapporto ottimale infermieri/pazienti deve essere di 4,4 ogni 1000 abitanti, in Puglia il rapporto è addirittura di 3,2 ogni 1000. Risulta quindi uno scostamento numerico di ben 10.000 unità infermieristiche dalla attuale dotazione organica, senza considerare che il rapporto ottimale definito dai parametri OCSE è di 7 ogni 1000.
Un "buco" di forza lavoro preziosa per l'assistenza sanitaria che non giustifica lo sfruttamento degli infermieri attualmente in servizio, che non possono contare sull'importante collaborazione delle figure di supporto e sono spesso oberati di lavoro più di quanto sia tollerabile, con l'inevitabile conseguenza di influire negativamente sulla qualità degli standard assistenziali
Ritiene di riuscire in questa rivoluzione? << Occorre provarci - esclama convinto il Presidente Andreula - e poi chi non prova non può risultare vincente.
Certo le difficoltà ci sono ma abbiamo di fronte a noi una grande sfida che io personalmente, su pressione dell'intera categoria professionale oltre che da numerose rappresentanza di cittadini, mi appresto ad affrontare candidandomi>>".
 

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