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Il “Molfetta calcio” scivola nel finale e chiude al quarto posto CALCIO - La società al lavoro per programmare il prossimo campionato con Terracenere in panchina
15 maggio 2004

Neanche il tempo di smaltire le tossine della stagione appena conclusa e il “Molfetta calcio” ha piantato il primo importante tassello per la prossima annata. Angelo Terracenere, la più qualificata espressione molfettese nel calcio professionistico di Serie A e B del passato recente, siederà sulla panchina biancorossa. “Ho accettato esclusivamente per la voglia di riportare entusiasmo attorno alla squadra, a questa società e alla mia città, che merita palcoscenici certamente più prestigiosi. Con la società stiamo lavorando per approntare un organico competitivo e soprattutto per riportare al “P. Poli” la passione degli sportivi molfettesi. E' la mia prima esperienza in panchina, ma non sono uno sprovveduto. Da giocatore mi consideravano l'allenatore in campo e come tale mi comportavo. E' fuori luogo fare delle promesse. Certamente metterò a disposizione per questo progetto tutta la mia esperienza e il mio entusiasmo”. E' un Angelo Terracenere visibilmente entusiasta e convinto del suo compito, come pure il presidente Giuseppe de Nicolò, segno che la società sta già programmando la prossima stagione che per adesso riguarda il torneo di Promozione, anche se non è escluso del tutto un ripescaggio. Infatti, una o due squadre potrebbero godere di questo privilegio, perché per il ripescaggio non conta solo la posizione in classifica, ma anche altri parametri come blasone, bacino d'utenza, solidità societaria. Su questi aspetti la società ha buone carte da far valere. Ci sarà tempo e modo di parlare dei futuri scenari, mentre è opportuno analizzare il torneo appena concluso vinto dal Bisceglie, davanti a Palagianello e Lucera. Il Molfetta si è piazzato al 4° posto a 50 punti, in virtù delle 13 vittorie, 11 pareggi, 6 sconfitte, 31 gol fatti e 21 subiti. Un'annata iniziata male, ma che strada facendo il molfettesi hanno raddrizzato, fino a sfiorare la terza posizione sfumata nelle ultime giornate. La stagione è stata caratterizzata da due momenti distinti. Una prima fase, fino alla sconfitta in casa contro il Barletta (1-2) alla 10ª giornata, dal magro bottino: 10° posto, 3 vittorie, 3 pareggi e 4 sconfitte. Un inizio condizionato dalla sciagurata gara interna, alla seconda giornata, contro il Palagianello segnata da: sconfitta, arbitraggio scandaloso, nervosismo della squadra, intemperanze dei tifosi, stop di 5 anni a Tuberoso per una presunta aggressione all'arbitro per altro mai provata, due giornate al “P. Poli”. Insomma il “Molfetta calcio” sembrava destinato ad un torneo mediocre, anche perché la squadra peccava in consistenza. Invece la società è corsa ai ripari con l'innesto di Abatantuono e Martinelli in difesa, Buccheri e M. Carlucci (che purtroppo dopo 3 gare si è infortunato) a centrocampo e Loprieno in avanti. Da quel momento la squadra ha disputato un altro campionato.Gara dopo gara i molfettesi crescevano in personalità ed anche se spesso il gioco lasciava a desiderare, la determinazione e la voglia di lottare, si dimostravano le armi vincenti. Nelle successive 20 gare il “Molfetta calcio” ha conquistato 38 punti, contro i 41 del Bisceglie, i 34 del Palagianello e i 32 del Lucera. Il culmine di questa rimonta alla 27ª giornata con la scalata al 3° posto con un punto di vantaggio sul Lucera. Nelle ultime tre gare il “Molfetta calcio” doveva difendere la classifica che nel frattempo si arricchiva di un nuovo scenario. Infatti, in Eccellenza il San Paolo Bari, guidato dal tecnico molfettese ex biancorosso Riccardo di Giovanni, con l'accesso alla finale di Coppa Italia si assicurava il salto di categoria e di conseguenza si profilava la possibilità di un ripescaggio per le meglio piazzate del torneo di Promozione. Ma proprio sul più bello i molfettesi, forse traditi da un certo appagamento dopo la lunga rincorsa, mancavano nelle successive due partite. La gara determinante non è stata la sconfitta contro il Lucera (0-2), che ci poteva stare considerate le avversità ambientali, quanto il successivo pareggio interno contro l'A. Andria (1-1). In quella gara i biancorossi, dopo il vantaggio, avevano la gara in pugno, ma non mostravano la consueta voglia di chiudere la partita, e gli andriesi agguantavano nel finale il pareggio. Quasi una beffa per la contemporanea sconfitta del Lucera. Senza storia l'ultima giornata: il Lucera vinceva in casa e il “Molfetta calcio” espugnava il campo del Capurso (1-0). Quarto posto quindi, come l'anno scorso, che tutto sommato deve essere considerato positivo pensando agli inizi. Per quanto visto in campo, il punto di forza è stata la difesa con i 21 gol subiti, la meno perforata dopo quella del Bisceglie, incentrata sul portiere Panebianco, i centrali Abbatantuono e A. Carlucci, affiancati di volta in volta da Sigrisi, Martinelli, Di Vittorio, Del Vescovo, Lamanuzzi e de Pinto. A centrocampo le pecche più evidenti per la mancanza di un uomo d'ordine ed un incontrista di peso, nonostante la buona volontà dei vari Anaclerio, Buccheri, Columbo e Savino. Inevitabile l'unico tema tattico del lancio in profondità a servire gli attaccanti. In avanti, nonostante una sterilità di fondo con le sole 31 reti, le cose sono migliorate con il lancio in prima squadra del giovane Murolo, giocatore dotato di discreta tecnica e promettente visione di gioco, che trovava subito un'ottima intesa con il bomber Uva, consentendo a quest'ultimo una maggiore libertà d'azione, come dimostrano i 12 centri realizzati. Un ruolo non secondario lo ha avuto il tecnico Barione, un allenatore sicuramente con delle qualità, ma forse non completamente, almeno all'inizio, in sintonia con la squadra. Variazioni tattiche, spostamento di giocatori in ruoli diversi, mai la stessa formazioni per due gare di seguito, insomma una creatività che stravolgeva le gerarchie all'interno dello spogliatoio e quindi non sempre capita, soprattutto da coloro che non hanno giocato con continuità. Calato il sipario sul campionato, ora si pensa al futuro. Non si parte da zero e con qualche innesto di qualità, soprattutto nella pattuglia degli under, si innalzerebbe la competitività. Certamente il nuovo tecnico avrà fatto le sue valutazioni e individuato i giocatori da confermare e seguire. Riteniamo che con Angelo Terracenere si è partiti con il piede giusto e significa che la società intende fare un ulteriore salto di qualità, che sicuramente, almeno ce lo auguriamo, susciterà un rinnovato interesse ed entusiasmo negli sportivi molfettesi, vecchi e nuovi. Amaro invece il verdetto in 2ª Categoria: il “Pro Molfetta” pur fermo a 30 punti da qualche settimana non ha corso rischi salvando la categoria, la “V. Mazzola” invece nelle ultime tre gare ha portato a casa solo i tre punti di una vittoria, fermandosi a quota 26 e al penultimo posto. Per i granata molfettesi, retrocessi anche l'anno scorso ma graziati poi da un ripescaggio, forse si è chiuso un ciclo legato a persone come Giacinto La Forgia e Sergio Azzollini, che per anni hanno tirato da soli la carretta di un club che ha dato molto al calcio molfettese. Francesco del Rosso francesco.delrosso@quindici-molfetta.it Classifica finale P v p s rf rs Bisceglie 69 21 6 3 54 20 Palagianello 59 16 11 3 49 27 Lucera 51 15 6 9 50 33 Molfetta 50 13 11 6 31 21 S.G.Rotondo 44 12 8 10 34 26 Castellaneta 43 11 10 9 34 34 Castellana 38 10 8 12 34 38 Capurso 37 9 10 11 31 32 A. Trani 37 10 7 13 36 42 Barletta 36 9 9 12 33 34 N. Altamura 35 9 8 13 30 40 Cerignola 33 7 12 11 23 32 S.Severo 31 7 10 13 29 41 Polignano 30 7 9 14 30 48 Corato 27 6 9 15 38 52 A. Andria 27 5 12 13 24 40 Bisceglie e Palagianello promosse in Eccellenza Polignano, Corato e A. Andria retrocedono in 1ª Categoria
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