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Il mercato dell'inganno, come autotutelarsi Interessante convegno dell'ITCGT con la Federconsumatori sulla pubblicità ingannevole
15 marzo 2005

La pubblicità ingannevole è stata la centro di un progetto dell'ITCGT “Salvemini” di Molfetta, presentato alla Fabbrica di San Domenico, e promosso anche dalla Federconsumatori Puglia, con il patrocinio del Comune di Molfetta e della Camera di Commercio di Bari. Gli studenti hanno realizzato disegni, esposti nel chiostro e alcuni dei quali premiati, che hanno messo in luce originali idee in difesa del cittadino consumatore, oltre a un cortometraggio (”Fate luce sulle truffe”), proiettato durante un convegno alla Fabbrica S. Domenico, che ha rilevato quanto gli adolescenti siano spesso abbagliati da pubblicità e dai messaggi promozionali che promettono miracoli in tutti i campi: dalla perdita dei chili alla soluzione di problemi d'amore. Sarebbe meglio non cadere in queste trappole. È questo il messaggio scandito dai relatori intervenuti durante il convegno: Domenico Romito, coordinatore della Federconsumatori Puglia; Flavio Papadia, funzionario dell'Autorità garante della concorrenza e del mercato; Giovanni Serrano, analista finanziario; Felice de Sanctis, giornalista economico della “Gazzetta del Mezzogiorno” e direttore di “Quindici”. “La pubblicità oggi è diventata la colonna sonora della nostra vita - ha spiegato Romito - talmente invasiva da condizionare le nostre scelte, ci sono poche possibilità per il consumatore di essere indipendente nelle decisioni”. Il caso più comune è quello riguardante il contratto con le banche. “Tra la banca e il consumatore c'è un rapporto totalmente impari - ha continuato Romito - non sono pochi i casi di denunce del consumatore che si trova a combattere da solo contro un complesso creditizio, quando si accorge dei rischi delle operazioni finanziarie, spesso sponsorizzate in modo allettante, ma ingannevole (come nel caso della Banca 121). Non si può certamente pensare ad un mercato giusto basato sulla fiducia dell'acquirente che si pone totalmente nelle mani del contraente”. A questo punto interviene l'Autorità statale garante della Concorrenza: “Un'istituzione pubblica che opera solo su denunce riconoscibili - dice Flavio Papaia - cerchiamo di rispondere a tutti, in maniera tale che il consumatore frodato abbia delle risposte concrete, non solo in merito al risarcimento ma anche a livello giudiziario”. Affidarsi a persone competenti in campo economico può essere una soluzione per non cadere nella trappola. L'analista finanziario, come Giovanni Serrano, è una nuova figura del mercato, un consigliere, che indirizza le scelte dei risparmiatori, anche se “bisogna sempre leggere e stare attenti ai prospetti informativi in caso di operazioni che promettono vantaggi economici esagerati”, ha ricordato Serrano. “Quello dei giornalisti economici è un lavoro delicato – ha spiegato Felice de Sanctis - non sono pochi i casi in cui giornalisti vengono anticipatamente a conoscenza di notizie finanziarie riservate o anticipazioni di movimenti di società (aumenti di capitale, vendite, ecc.) che, se pubblicati, possono far scattare una denuncia per “insider trading” (chi sfrutta a proprio beneficio informazioni riservate, falsando il regolare gioco del mercato) o per aggiotaggio (manovra tendente a provocare movimenti artificiosi nei titoli di Borsa per trarne illeciti profitti). Ad essere più esposti a questo rischio sono proprio i giornalisti economici che operano in uno spazio angusto, tra l'informazione ufficiale, spesso reticente, e quella di fonti riservate, la cui attendibilità non è sempre facile verificare. Ora una direttiva dell'Unione europea chiede ai giornalisti economici la stessa trasparenza degli analisti finanziari. Come comportarsi? Svelare le fonti significa non fare più informazione, togliere vitalità al nostro mestiere e non scoprire gli scandali, ma pubblicare una sorta di Gazzetta Ufficiale, perdendo in incisività e libertà. Ma proprio la libertà di stampa deve avere il sopravvento, tenuto conto, comunque, dei necessari controlli da fare (deontologici e di mercato). Ho l'impressione che si voglia spostare il tiro: gli scandali finanziari sono imputabili alla gestione sbagliata di alcune imprese, non certo alla carta stampata specializzata”. In Parlamento si sta discutendo la nuova “legge sul risparmio” che dovrebbe tutelare i risparmiatori. Ma occorre che il cittadino provveda ad una sorta di autotutela: per fare questo occorre essere più informati e avere più attenzione ai problemi economici e del risparmio. Laura Amoruso laura.amoruso@quindici-molfetta.it
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