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Il Liberatorio Politico chiede chiarezza sulla centrale elettrica da oli combustibili Inviato un esposto a Comune, Regione e Procura della Repubblica
28 luglio 2007

MOLFETTA - Il Liberatorio Politico torna ad interessarsi alla vicenda della realizzazione, in agro di Molfetta (e precisamente in Contrada Ciardone), di un impianto di produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili, attraverso l'utilizzo di oli vegetali combustibili, ed ha avviato una petizione, inviata a diverse istituzioni, per vederci più chiaro su una questione che presenterebbe alcuni profili oscuri. Sono 54 i firmatari dell´esposto promosso dal movimento guidato da Matteo D'Ingeo ed indirizzato alla Procura della Repubblica di Trani, ai Carabinieri di Molfetta, al Presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, all'Assessore all'Ecologia della Regione, Michele Losappio, all'Assessore allo Sviluppo, Sandro Frisullo, oltre che al Comune di Molfetta ed a quello di Giovinazzo. I promotori di questa iniziativa chiedono alle autorità pubbliche che, ove siano ravvisate sussistenti e fondate ragioni, vengano bloccati i lavori per la costruzione della centrale elettrica della PowerFlor srl (società facente parte del gruppo Ciccolella, leader del mercato nella produzione ed esportazione in tutto il mondo di fiori) e vengano verificate eventuali responsabilità di natura amministrativa o penale a carico di chi ha richiesto o autorizzato la realizzazione dell'impianto in Contrada Ciardone, qualora lo stesso risultasse in contrasto con le procedure e le leggi vigenti, con particolare riferimento alla normativa in materia ambientale. I firmatari dell'esposto, infatti, ritengono che quell'intervento dovesse necessariamente passare attraverso la Valutazione di Impatto Ambientale cui invece, non sarebbe stato sottoposto. Vedremo quali sviluppi avrà la vicenda. Pubblichiamo di seguito il dettagliato esposto del Liberatorio Politico: E S P O S T O Oggetto: Esposto - Costruzione ed esercizio di un impianto di produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili di potenza totale di 39 Mwe (77 Mwt) alimentato ad oli vegetali, con relativo ciclo combinato a turbina, nella Contrada Ciardone del Comune di Molfetta. Autorizzata con Determinazione del Dirigente Regionale Settore INDUSTRIA del 29 settembre 2006, n. 1379 Istanza presentata dalla Società Powerflor srl - Molfetta. I sottoscritti, Matteo d'Ingeo, in qualità di primo firmatario e coordinatore pro-tempore del movimento “LIBERATORIO Politico”, alcuni cittadini molfettesi e/o residenti in Contrada Ciardone o conduttori di attività produttive nel settore agro–alimentare insistenti nell'area in oggetto, avendo appreso da cartelli apposti dal Comune di Molfetta della costruenda centrale elettrica, espongono quanto segue. Premesso che dalla lettura della Determinazione del Dirigente Regionale Settore ECOLOGIA del 20 marzo 2006 n. 145 e la Determinazione del Dirigente Regionale Settore INDUSTRIA del 29 settembre 2006, n. 1379 si evince che: - la Società POWERFLOR Srl con sede legale in Via Patrioti Molfettesi n. 8 - Molfetta, a firma del suo Legale Rappresentante Vincenzo Ciccolella ha presentato istanza con nota prot. n. 38/10275 del 29.11.04 ai sensi dell'art. 12 del D. Lgs. 387/2003, per il rilascio di autorizzazione a realizzare e gestire un impianto di produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili; - il rappresentante del Comune di Molfetta con pratica edilizia n. 3650/2005 del 4.10.2005 rilascia il proprio parere favorevole sotto l'aspetto Urbanistico ed edilizio; - con nota prot. n. 62013 del 07.12.2005 veniva trasmessa l'attestazione dell'avvenuta affissione all'albo pretorio dell'avviso pubblico, nei tempi (dal 4.11 al 5.12.2005) e con le modalità previsti dall'art. 16, comma 3, L.R. n. 11/2001, specificando che non erano pervenute osservazioni in merito all'intervento proposto. Con la stessa nota giungeva il parere favorevole dell'amministrazione comunale interessata; - la Società POWERFLOR Srl con nota prot. n. 38/362 del 20.1.2006, chiedeva al Settore Industria ed Energia,della regione puglia, l'autorizzazione unica per la costruzione e l'esercizio di due motogeneratori (gruppi elettrogeni) a ciclo combinato con turbina, di potenza complessiva di 39 MWe (77 Mwt) alimentato ad oli vegetali da ubicare alla Contrada Ciardone in agro del Comune di Molfetta; poichè la società Powerflor ha deciso di sostituire la obsoleta tecnologia a biomasse solide con una recentissima tecnologia di produzione con biomasse liquide (oli vegetali). - la Società POWERFLOR Srl, con nota prot. n. 38/662 del 2.2.2006, invia le ricevute di trasmissione dei documenti agli Enti interessati; - il Dirigente regionale del Settore Ecologia con la Determinazione n. 145 del 20 marzo 2006, escludendo il progetto proposto dall'applicazione delle procedure di V.I.A., esprime parere favorevole alla realizzazione dell'opera; - con nota prot. N. 38/2554 del 23 marzo 2006 vengono inviati gli elaborati tecnici integrativi al progetto definitivo; - con nota prot. n. 38/2890 del 29 marzo 2006 il Settore Industria ed Energia ha chiesto alla società la modifica al progetto iniziale e l' adeguamento dell'intera documentazione alla D.G.R. n. 716/2005; - il Dirigente regionale del settore ecologia con la Determinazione n. 198 del 10 aprile 2006 esprime parere favorevole al rilascio dell'Autorizzazione Unica per l'impianto di produzione di energia alimentati a biomasse liquide (oli vegetali); tenuto conto: - che la suddetta DETERMINAZIONE DEL DIRIGENTE REGIONALE SETTORE INDUSTRIA del 29 settembre 2006, n. 1379 con cui si rilascia l'autorizzazione unica alla costruzione della centrale elettrica in oggetto, nell'esposizione cronologica documentale pare evidenziare alcuni passaggi, in relazione alla corretta applicazione della procedura, che andrebbero chiariti e verificati, per una corretta lettura della procedura adottata per il rilascio dell'autorizzazione a favore della POWERFLOR; - che la Legge Regionale n. 11, del 12.4.2001- Norme sulla valutazione dell'impatto ambientale- tra gli elenchi dell'allegato B.2 – Interventi soggetti a procedura di verifica di assoggettabilità a V.I.A. – (di competenza della Provincia) al comma B.2g- prevede gli impianti termici per la produzione di energia, vapore e acqua calda con potenza termica complessiva superiore a 50 MWt. Si chiede alle SS.LL., nell'esercizio dei propri poteri e competenze, di valutare e verificare: - se sia stato rispettato il D.Lgs. Governo n° 387 del 29/12/2003 Art.12- comma 7) - Gli impianti di produzione di energia elettrica, di cui all'articolo 2, comma 1, lettere b) e c), possono essere ubicati anche in zone classificate agricole dai vigenti piani urbanistici. Nell'ubicazione si dovra' tenere conto delle disposizioni in materia di sostegno nel settore agricolo, con particolare riferimento alla valorizzazione delle tradizioni agroalimentari locali, alla tutela della biodiversita', cosi' come del patrimonio culturale e del paesaggio rurale di cui alla legge 5 marzo 2001, n. 57, articoli 7 e 8, nonche' del decreto legislativo 18 maggio 2001, n. 228, articolo 14; - se le modalità previste dall'art. 16, comma 3-4, L.R. n. 11/2001 siano state rispettate, tenuto conto che gli scriventi sono venuti a conoscenza della costruenda centrale elettrica solo casualmente e che, quindi, non hanno potuto presentare le osservazioni all'autorità competente; inoltre se non siano ravvisabili gravi omissioni, nel rispetto della procedura dell'art. 16 comma 2, della L.R. n. 11/2001; tenuto anche conto del fatto che, con nota prot. n. 38/2890 del 29 marzo 2006 il Settore Industria ed Energia della Regione Puglia ha chiesto alla società la modifica al progetto iniziale e l' adeguamento dell'intera documentazione alla D.G.R. n. 716/2000; - se, quindi, non si sarebbe dovuto interrompere il procedimento e quindi riaprire i termini per le osservazioni; - se sia stata rispettata la Legge Regionale n. 11, del 12.4.2001- Norme sulla valutazione dell'impatto ambientale. L'impianto di cui si tratta, essendo superiore a 50MWt di potenza termica complessiva, così come recita la L.R. n.11/'01 al comma B.2g , dovrebbe essere tra gli interventi soggetti a procedura di verifica di assoggettabilità a V.I.A. (valutazione d'impatto ambientale); - se le autorizzazioni rilasciate dagli uffici comunali, regionali e di altri enti abbiano tenuto conto che la zona su cui dovrebbe nascere la centrale elettrica non è servita dall'Acquedotto Pugliese; se il notevole fabbisogno giornaliero, di acqua, di cui avrà bisogno la centrale possa essere soddisfatto dall'unico pozzo che la società Powerflor “dichiara di avere in proprietà”; - se l'utilizzo delle acque sotterranee, in via progettuale, sia stata esercitata nel rispetto della LEGGE REGIONALE 5 maggio 1999, n. 18 ''DISPOSIZIONI IN MATERIA DI RICERCA ED UTILIZZAZIONE DI ACQUE SOTTERRANEE'' ; - se le relazioni tecniche allegate al progetto evidenzino l'esatta tipologia di oli vegetali che verranno bruciati, la loro provenienza e tengano conto dell'elevata quantità giornaliera di prodotto da stoccare all'interno dell'impianto che potrebbe costituire un pericolo per l'incolumità pubblica; - se il tipo di emissioni che si produrranno nell'atmosfera non abbiano potenziali impatti negativi per la salute pubblica e per le numerose e pregiate attività agro-alimentari presenti in zona; se dalla combustione degli oli vegetali saranno prodotti possibili residui solidi ed effluenti liquidi (spurghi vari, drenaggi del ciclo termico, reflui civili, residui di prodotti per la pulizia dei serbatoi, lubrificanti esausti e residui di purificazione, ecc. ) e che destinazione finale avranno e se saranno tossici; - se si sia tenuto conto della pericolosità e degli effetti del traffico indotto sulla Strada Provinciale n. 55 Molfetta–Bitonto, connesso all'esercizio della centrale che potrà avere serie ripercussioni anche nelle zone adiacenti. Nella fattispecie, dai dati disponibili si evince che saranno necessari circa 7.000 kg/h di combustibile, ossia circa 170.000 kg al giorno; - se le dichiarazioni rese dalla Powerflor corrispondano alla realtà delle cose, quando viene affermato che “la stessa ha deciso di sostituire la obsoleta tecnologia a biomasse solide con una recentissima tecnologia di produzione con biomasse liquide” (nota prot.n.38/362 del 20/1.2006 contenuta nella determinazione regionale del 29.sett.2006 n. 1379). Il sito del progetto in oggetto (particella n.236 del foglio catastale n.36), infatti, non ha mai avuto alcun tipo d'impianto per la produzione di energia elettrica e non è mai stato confinante con le proprietà del Gruppo Ciccolella; come può evincersi dalle stesse dichiarazioni del rappresentante legale della Powerflor rese nell'agosto 2005 quando chiese al Comune di Molfetta il permesso a costruire le opere per l'installazione dei due motogeneratori; - se per il rilascio delle necessarie autorizzazioni a costruire la centrale elettrica in Contrada Ciardone (sulla strada vicinale S.Liuzzi, confinante con il territorio di Giovinazzo) sia stato interpellato e interessato anche il Comune di Giovinazzo; le prescrizioni, infatti, contenute nella Determinazione del Dirigente regionale settore Ecologia del 20 marzo 2006 n. 145 richiedevano “che fosse garantito un efficiente sistema di monitoraggio sia della qualità dei fumi che della qualità dell'aria in un intorno significativo dell'area che tenga conto della distanza di ricaduta degli inquinanti. I dati devono essere certificati da laboratorio autorizzato e devono essere messi a disposizione delle autorità deputate a controllo (ARPA) nonchè pubblicati regolarmente sottoforma di report informativi per i cittadini dei comuni di Molfetta e Giovinazzo”; - se, quindi, sia corretto il mancato coinvolgimento del Comune di Giovinazzo, sia nella partecipazione alla conferenza di servizi del 28 aprile 2006, sia alla procedura della L.R. n. 11/2001 art. 16 comma 3, per le eventuali osservazioni e/o opposizioni al progetto. I sottoscritti, quindi, chiedono che ove siano ravvisate sussistenti e fondate ragioni, siano bloccati i lavori per la costruzione della centrale in oggetto e la verifica di eventuali responsabilità amministrative e/o penali a carico di dirigenti, funzionari pubblici e/o cittadini che abbiano contribuito, a qualsivoglia titolo, a favorire la costruzione della centrale elettrica in Contrada Ciardone, qualora la stessa risultasse in contrasto con le procedure e leggi vigenti. Si chiede, infine, di essere posti a conoscenza dell'esito della prima fase processuale, ovvero delle indagini preliminari da effettuarsi in relazione ai fatti esposti, nonché dell'eventuale richiesta di archiviazione. Per le comunicazioni si chiede di contattare il primo firmatario sig. Matteo d'Ingeo residente in via Cavour n. 17, Molfetta.
Autore: Giu. Cal.
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