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Il costruttore Spadavecchia condannato anche in Appello
25 febbraio 2001

MOLFETTA – 25.2.2001 Il costruttore Vincenzo Spadavecchia è stato condannato anche in Appello alle spese di parte civile e a restituire agli acquirenti degli appartamenti da lui venduti, le somme che si era fatto versare “in nero”. Gli acquirenti truffati hanno ancora una volta avuto ragione per la vicenda delle case di edilizia convenzionata. Si tratta degli appartamenti costruiti in via Pio La Torre, in via Molfettesi d’Argentina e in altre zone della città. Il costruttore molfettese era stato condannato nel ’99 dal Tribunale di Trani. L’inchiesta partì proprio dalla denuncia di alcuni acquirenti, difesi dall’avv. Vincenzo Tritta. Spadavecchia ha presentato ricorso in appello contro quella sentenza, ma anche stavolta ha avuto torto, perché la Corte di Appello di Bari ha assolto Spadavecchia dai reati fiscali e da quello di abuso d’ufficio «perché estinto per prescrizione», ma ha confermato le sanzioni civili stabilite dal Tribunale di Trani, condannando l’imputato a ulteriori spese di parte civile. Ora Vincenzo Spadavecchia sarà costretto a restituire le somme pretese “in nero” da chi voleva acquistare un appartamento. La somma complessiva sarebbe di circa 300 milioni. Le case di edilizia convenzionata – come è emerso dal dibattimento in Appello - venivano vendute a prezzi convenienti: a chi era interessato all’acquisto si richiedevano soldi in contanti, una prima somma da versare subito senza il rilascio di ricevuta, da integrare successivamente con altri pagamenti. In primo grado i testi dell’accusa avevano sostenuto che, qualche giorno prima della visita della Guardia di Finanza, era stato loro chiesto di sostenere di non aver versato quei soldi in contanti. Inoltre, secondo la testimonianza dei proprietari truffati gli appartamenti di edilizia convenzionata venivano presentati come «civili abitazioni». Per Vincenzo Spadavecchia i guai giudiziari non sembrano essere finiti: in concorso con il figlio Nicola dovrà rispondere di concussione per gli stessi fatti nel processo-stralcio che si terrà il 28 settembre prossimo davanti ai giudice della Sezione promiscua del Tribunale di Trani.
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