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Il Comune di Molfetta: catturare i cani randagi serve a tutelare i cittadini Il dirigente del Settore Territorio invia una lettera alla Lega per la Difesa del Cane in cui motiva gli interventi di accalappiamento dei randagi
06 ottobre 2010

MOLFETTA - L'eventuale cattura di cani randagi avviene secondo protocolli operativi prestabiliti dalle norme ogni qualvolta si verifichi una denuncia di aggressione nei confronti di un cittadino.
Lo precisa Rocco Altomare, dirigente del Settore Territorio, in una missiva inviata alla Lega nazionale Difesa del Cane. Con riferimento alla cattura di un cane randagio risalente al 24 settembre scorso, gli uffici comunali hanno operato seguendo una prassi consolidata a tutela dell'incolumità dei cittadini e quindi con una segnalazione all'ufficio veterinario per l'accalappiamento dei cani.
"Verificato che il cane era sprovvisto di microchip e non sterilizzato si è provveduto alla sua cattura" dichiara Altomare.
 "Trattandosi di un cane aggressore e considerata l'impossibilità di ricovero nel canile sanitario di Molfetta (che in quel momento era saturo), è stato disposto il ricovero presso una struttura privata. L'intervento, infatti, è stato disposto non a seguito di una mera segnalazione (nel cui caso si procede al ricovero solo in caso di box disponibile nel canile sanitario) ma a una denuncia di aggressione che prevede, come da regolamento comunale, l'accalappiamento urgente del cane."
"Ora - conclude Rocco Altomare - come dirigente non spetta a me valutare l'aggressività del cane, cosa deputata ai medici veterinari; né tocca a me verificare il referto del pronto soccorso. Agli uffici comunali spetta soltanto garantire il rispetto dei regolamenti e la tutela dell'incolumità dei cittadini, siano essi vigili urbani e non." 
 

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"Catturare i cani randagi serve a tutelare i cittadini":per la mente umana! Per la mente di un cane: "Aggredire e spaventare gli umani serve a tutelare i randagi"(cani,la maggior parte,abbandonati e traditi dagli uomini). I conflitti che possono insorgere fra cane e uomo riguardano essenzialmente l'invio di segnali non coerenti o addirittura discordanti che mettono il vostro amico in una situazione nella quale non sa voi chi siete (dal suo punto di vista) e non sa bene neanche chi è lui. Significa che in qualche modo gli mancano quei segnali che gli affidano un ruolo all'interno della famiglia o che quei segnali non sono coerenti e costanti. Il cane: un predatore addomesticato o il miglior amico dell'uomo? Da un amico però non ci aspettiamo obbedienza e meccanica esecuzione di ordini e comandi, bensì affetto, sincero attaccamento, comunicazione di stati d'animo e compassione: un cane può darci tutto questo. E' già accaduto in passato se, come ipotizzano alcuni antropologi, i gruppi di ominidi che prevalsero, dando origine a noi Homo sapiens, non furono proprio quelli che si accompagnarono ai cani, riuscendo ad addomesticare i cuccioli. Cane e uomo si sarebbero dunque condizionati reciprocamente e questo potrebbe aver provocato la condivisione di alcuni meccanismi mentali che ci permettono di vivere insieme ancora oggi: l'ambiente naturale del cane sarebbe infatti la famiglia umana. Crisi di convivenza allora, così come in crisi la convivenza umana dovuta al risveglio della " bestia primordiale" per una naturale o forse innaturale "involuzione" della razza umana, che si sta trascinando anche l'innocente mondo animale.

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