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Il centrodestra vuole liberarsi dell'asilo Filippetto Insorgono insegnanti e “Salveminiani”. L'opposizione darà battaglia
15 dicembre 2006

Ogni anno in tutta Italia si assiste ad un disimpegno dei Comuni nella gestione delle scuole materne comunali, con il passaggio del servizio alle scuole statali. Una scelta di mutua convenienza: i Comuni tagliano le spese correnti, le scuole statali con l'arrivo dei piccoli utenti possono ampliare l'offerta formativa e, cosa non secondaria, mantenere o incrementare il numero complessivo delle classi, con tutto ciò che significa in termini di prestigio dell'istituto, personale docente e amministrativo, in un'epoca di progressivo decremento demografico. L'amministrazione comunale di centrodestra, fedele alla scelta programmatica di esternalizzare i servizi possibili, con una delibera di Giunta ha espresso la volontà di chiudere l'esperienza gestionale della scuola materna comunale e paritaria Filippetto e trasferirne la gestione allo Stato, molto probabilmente alla scuola Cesare Battisti. All'inizio dell'anno scolastico c'erano state delle avvisaglie. L'assessore ai servizi sociali, Annamaria Brattoli, aveva chiesto agli insegnanti di collaborare nella maniera migliore per portare a termine l'anno. Ciononostante la notizia è stata accolta come una saetta improvvisa, perché arrivata quasi per caso. È piombata sulla testa del personale composto dalla direttrice, Augusta Elia, 12 insegnati, tra cui due Lsu e un inserviente, età media 50 anni, 5 classi, 130 bambini. Il futuro del “Filippetto” più volte in passato è sembrato incerto ed è stata anche paventata l'idea di una possibile uscita dall'ambito comunale. Sei anni fa, con l'arrivo della dott. Augusta Elia alla direzione, l'aggiornamento professionale delle insegnanti, una certa consolidata solidarietà e disponibilità interna che permetteva di sopperire alle varie mancanze, con alcuni progetti di qualità come la lingua inglese, la scuola “Filippetto” si è conquistata una certa considerazione. Con la definizione di “scuola paritaria” essa ottiene anche un finanziamento statale di 60mila euro l'anno. Anche se tutto è opinabile, è incontestabile che le iscrizioni non sono mai calate. Le insegnanti sono scese sul piede di guerra e hanno voluto incontrare l'amministrazione comunale. Come da prassi, anche loro si sono dovute accontentare di qualche assessore, per la proverbiale assenza del sindaco, Antonio Azzollini, sempre impegnato a Roma. L'incontro è stato una sorta di “Tutti contro uno”, anzi due perché oltre all'assessore Annamaria Brattoli (Servizi Sociali) era presente Doriana Carabellese (Personale). L'assessore Brattoli ha parlato di costi esosi, circa 500mila euro. Inoltre ha evidenziato l'impossibilità dell'amministrazione comunale di assumere personale sia per sostituire chi va in pensione sia per sopperire alle varie assenze. “La scuola materna rimane – ha detto l'assessore – è la gestione che passa allo Stato. Le insegnanti rimarranno dipendenti comunali. Saranno professionalizzate per coprire incarichi produttivi nell'apparato burocratico”. “Dopo tanti anni cosa mai potremmo fare? Scalderemo solo qualche sedia nell'attesa di riscuotere lo stipendio a fine mese. Dopo 30-35 anni d'insegnamento abbiamo acquisito esperienza, conoscenze didattiche e professionalità che manderemo al macero insieme alla nostra dignità”, sono alcuni amari commenti delle dirette interessate. Le contestazioni sono state energiche anche nel merito del risparmio per le casse comunali. Gli insegnanti che andranno a fare gli impiegati continueranno ad essere pagati dal Comune, le spese correnti (manutenzione ordinaria e straordinaria della struttura “Filippetto”) rimarranno a carico del Comune; si perderà il contributo statale, proprio quando il governo centrale ha previsto dalla nuova Finanziaria più risorse per le scuole paritarie. Insomma dov'è il risparmio? Non è mancato il canonico “evidentemente sotto c'è dell'altro”. Quando però ha preso la parola l'avv. Carmine Spadavecchia, 83 anni, “salveminiano” doc, è uscita la cronaca spicciola ed è entrata la Storia. Con passione, veemenza a tratti commovente per come questo signore ha difeso “Filippetto”. Carte alla mano l'avv. Spadavecchia ha contestato la scelta prima sotto profilo giuridico, asserendo che struttura, funzione e gestione è un'unica cosa che risponde alla volontà del lascito di Gaetano Salvemini. “Con questa delibera – ha concluso Spadavecchia rivolto all'assessore – di fatto s'intacca la figura di Gaetano Salvemini, sotto il profilo storico e morale”. Insomma l'iniziativa della Giunta, si direbbe in termini calcistici, per molti è un'entrata a gamba tesa nella Storia. La vicenda sicuramente approderà in un Consiglio Comunale che si preannuncia a tinte forti. Le opposizioni daranno battaglia e per motivi storici, politici, giuridici e morali, chiederanno il ritiro della delibera.
Autore: Francesco Del Rosso
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