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Il Carro dei Comici: si alza il sipario della stagione teatrale 2009/10
10 novembre 2009

MOLFETTA - Volti genuini, sguardi schietti durante la rassegna stampa per la presentazione della nuova stagione teatrale 2009/10 dell’Associazione culturale “Il Carro dei Comici”, in programma dal 14 novembre al 17 aprile, che si compone di una rosa di 10 spettacoli di teatro di prosa, si fregia di una rassegna di teatro per ragazzi e una rosa di spettacoli musicali.                                                                                 
                            Il palco del Teatro del Carro ospiterà, oltre alla stessa compagnia formata da Francesco Tammacco (attore, autore e regista), Matilde Bonaccia (attrice, regista e operatrice culturale), Rosa Tarantino (attrice), Pantaleo Annese (attore, burattinaio, cantante e musicista), Matteo Altomare e Gianluca De Pinto (scenografi) con la collaborazione di Di Pierro Service, nomi del panorama teatrale di fama nazionale tra i quali Stefano Onofri, attore del Piccolo di Milano e doppiatore di alcuni personaggi dei cartoni animati più amati dai ragazzi, Tiziana Schiavarelli dell’Anonima G.R., presente anche in conferenza stampa, il regista Carlo Formigoni che avrà l’onore di inaugurare la stagione con La tragedia del Dott. Faust di Wolfgang Goethe e Pino L’Abbate che invece farà calare il sipario con La sveglia della compagnia Mediaetas Teatro.             
         “Sette pazzi” come ha ironicamente precisato Francesco Tammacco, presidente dell’ associazione, quando riferendosi agli altri componenti del gruppo ne ha voluto sottolineare l’unità d’intenti nello smuovere la coscienza culturale della collettività, ormai addormentata da parecchio tempo, attraverso la nuova rassegna di prosa dal titolo Fuoco centrale, ispirato ad una silloge di poesie dell’attrice-poetessa Mariangela Gualtieri.            
         “Il fuoco - sottolinea Tammacco - è un termine evocativo che ci rimanda a quello fotografico di una centralità fisica, oppure si può interpretare come riverbero della passione con cui si fa questo mestiere”.
Guglielmo Minervini, assessore regionale alle Politiche Giovanili, in pieno accordo con Francesco Tammacco ha confermato che: “ci vuole molto coraggio nell’ assumere queste scommesse; io sono stato malato dello stesso morbo quando cercavo talenti in questa città. Quella del Teatro del Carro è una scommessa che prende corpo in questa zona periferica, di una città periferica del Mezzogiorno. Il teatro è un farmaco, serve a curare il disagio del nostro tempo che non ci permette più di conquistare il centro, una malattia dei nostri giorni dovuta alla perdita d’ identità di sé. Molfetta ha potenzialità per accrescere il proprio spessore culturale attraverso i ragazzi che hanno doti inespresse e questi sono luoghi nati per esercitare queste potenzialità, spazi per raccontare la storia che stiamo vivendo. La nuova generazione deve prendersi la scena, è il caso di dire, per raccontare la voglia di futuro piuttosto che la nostalgia del passato”.   
A proposito di passato, occorre sottolineare l’importanza storica di un vecchio frantoio adibito a teatro e rimesso a nuovo dalle mani dell’intera compagnia sotto la direzione dei due scenografi. Non a caso il Teatro del Carro, in via Giovene 23, si trova in una delle strade cittadine legate ai ricordi di una tradizione contadina, protagonista della macina delle olive che, oltre a rappresentare una ricchezza materiale, era soprattutto fonte di ricchezza culturale e luogo d’incontro e dell’anima della civiltà.  
La trasformazione strutturale del frantoio in teatro ha un unico valore simbolico dello stare insieme, mutuato dalla società del passato come ha detto Antonello Zaza, ex assessore provinciale, durante il suo intervento: “il teatro è comunità che si ritrova in un luogo di socialità che era rappresentato dal frantoio”. 
Nonostante le difficoltà materiali che incontra l’attore del panorama italiano, dove sono stati tagliati i finanziamenti al F.U.S. (Fondo Unico per lo Spettacolo), come fatto notare da Antonio Loprieno del Consorzio della Centrale dell’ Arte, Matilde Bonaccia, con grande fermezza sostiene che “fare arte è la nostra vita, perché non siamo attaccati ai soldi, ai pensieri materiali, noi vogliamo far pensare la gente, sognare gli adulti, gli anziani e i bambini”. 
 Il Teatro del Carro è dunque un gran contenitore di arti, viste e considerate nelle più svariate sfaccettature è perciò che a far da cornice alla conferenza c’era una foto originale, stampata su tela che ritraeva la poetessa Alda Merini da poco scomparsa, alla quale il musicista Vincenzo Mastropirro, che l’ha conosciuta 14 anni fa, ha reso un omaggio musicale ispirandosi alle sue poesie.  
E' dedicato a tutti noi, quindi, il lavoro della compagnia del Carro dei Comici che, 
in un’epoca dove i non luoghi dei centri commerciali la fanno da padroni, crede ancora nella forza dei luoghi del cuore e munitasi di una sana follia, determinazione e tanta speranza fa della diffusione dell’ arte della rappresentazione il proprio credo.
          Per ulteriori dettagli su Il Carro dei Comici consultare il sito www.ilcarrodeicomici.it                                                     

                                                                                                                           
Autore: Marta de Gennaro
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