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I commercianti di Molfetta "spengono" la città contro le aperture domenicali Questa sera insegne e vetrine dei negozi al buio contro la decisione dell'amministrazione di derogare all'obbligo di chiusura nei giorni festivi
09 febbraio 2007

MOLFETTA - Le associazioni di commercianti locali non si arrendono e rilanciano la loro protesta contro l'amministrazione che – come si ricorderà – con una recente ordinanza firmata dal sindaco Azzollini ha deciso di consentire l'apertura domenicale degli esercizi commerciali fino al prossimo 4 marzo, andando incontro alle esigenze della grande distribuzione (Fashion District, in primis) ma penalizzando fortemente, in tal modo, i commercianti al dettaglio che per cercare di sostenere la concorrenza di strutture dimensionalmente molto diverse, stanno già da tempo sopportando ritmi di lavoro massacranti. E così, dopo l'assemblea generale dello scorso 5 febbraio che aveva visto una partecipazione modesta di addetti ai lavori, i promotori della protesta e le tante associazioni di categoria che stanno facendo fronte comune (come mai in passato), non si sono certo scoraggiati e si sono recati "porta a porta" presso gli esercizi al fine di raccogliere direttamente le opinioni, i sentimenti, gli umori e gli stati d'animo di una categoria che vive momenti di grande difficoltà. Ma sono stati tanti anche gli imprenditori che si sono spontaneamente rivolti alle organizzazioni di rappresentanza per non sprecare la possibilità di manifestare il proprio dissenso in ordine ad una vicenda di così rilevante importanza per il commercio urbano. E così, forti del consenso diffuso che è stato riscontrato, le associazioni hanno deciso di intraprendere due strade: una legale ed una sindacale. La prima consisterà nella proposizione di un ricorso al Tar contro l'ordinanza sindacale che ha derogato la chiusura domenicale fino al 4 marzo 2007, in quanto assunta senza aver siglato alcun accordo con le associazioni di categoria, così come previsto dalle norme vigenti. Immediatamente, poi, partirà la mobilitazione dei commercianti con la prima clamorosa iniziativa organizzata per questa sera con un gesto di civile protesta, finalizzata a sensibilizzare l'opinione pubblica e le istituzioni. E così stasera, dalle 19 alle 20 tutte le insegne dei negozi saranno spente e sarà affisso un manifesto con lo slogan dell'iniziativa: "Non è un blackout: è il commercio che si sta spegnendo in città". Una città senza luci e con le vetrine spente, così apparira Molfetta stasera. "Non una serrata – fanno sapere gli organizzatori della protesta – ma una dimostrazione per far capire quanti servizi irrinunciabili offrano i negozi. Un'azione unitaria, di forte impatto, che intende dare un segnale positivo sulla compattezza dei commercianti, i quali avranno la grande opportunità di dimostrare alla comunità la fondamentale valenza economica e sociale del commercio di prossimità". I rappresentanti delle associazioni promotrici della protesta saranno dalle 18.30 al Corso Umberto (altezza Galleria P. Molfettesi) per seguire l'evolversi dell'iniziativa assieme ai giornalisti delle testate locali, ai cittadini ed ai rappresentanti delle istituzioni che vorranno partecipare, per commentare insieme gli sviluppi della vicenda e le iniziative da intraprendere in futuro. Pubblichiamo di seguito il comunicato integrale pervenuto dalle associazioni di categoria. "Le città, con la loro arte, cultura, monumenti da valorizzare costantemente a beneficio dell'interesse collettivo, a prescindere da ogni “strumentale” riconoscimento quali “città d'arte o turistiche”, sono sempre più il cuore pulsante della nostra vita, animata quotidianamente da attività culturali, sociali ed economiche. Il commercio è parte irrinunciabile di queste qualità e senza il suo apporto tutto sarebbe più difficile e più triste. Per questo si rende necessario tutelare la permanenza nei centri urbani delle piccole attività commerciali e artigianali, anche in funzione della vivibilità e della sicurezza delle città. Una funzione, quindi, quella assolta dal commercio, non solo economica, ma anche sociale. Oggi qualcuno vuole dare mano libera alle grandi catene commerciali a discapito delle città, che rischiano così di “oscurarsi”, perdendo la loro genuina ed antica vitalità, fatta di aggregazione sociale, di confronto culturale, di conservazione del patrimonio popolare sempre più in estinzione. Brillano e splendono, al contrario, le città “virtuali”, quelle fittizie, ricostruite nei centri commerciali extraurbani, verso i quali migrano i cittadini-consumatori, ai quali viene propinata una realtà “apparente”, presente ormai solo in certe soap televisive, così astrattamente lontane dalle asperità della vita quotidiana Non possiamo più stare con le mani in mano! Pertanto, a seguito dell'assemblea generale tenutasi nella giornata di lunedì 5 febbraio u.s. sul tema delle aperture domenicali, nonostante la modesta affluenza registratasi, le locali associazioni di categoria non si sono scoraggiate, anzi, hanno cercato, con ferma determinazione, di coinvolgere i commercianti molfettesi, recandosi “porta a porta” presso gli esercizi al fine di raccogliere direttamente le opinioni, i sentimenti e gli umori di una categoria “in difficoltà”. A conforto dell'impegno profuso, vi è stata anche la spontanea proposizione di numerosi imprenditori cittadini, che hanno deciso di non sprecare la possibilità offertagli per manifestare il proprio dissenso in ordine ad una vicenda di rilevante importanza per il commercio urbano. Vista poi la perdurante ostinazione da parte dell'amministrazione comunale, nell'evitare confronti mirati a riprendere costruttivamente certi dialoghi “interrotti” con la categoria, si è deciso, forti del consenso ricevuto in questi ultimi giorni, di intraprendere due vie: una legale e l'altra sindacale. La via legale si esplicherà nella presentazione di un ricorso al T.A.R. avverso la recente ordinanza sindacale, che ha derogato la chiusura domenicale fino al 4 marzo 2007, non supportata da alcun accordo siglato con le associazioni di categoria, secondo le vigenti norme, e/o avverso eventuali successive ordinanze, che il sindaco di Molfetta deciderà di emanare. La via sindacale, quella più immediata, si concretizzerà invece nella mobilitazione generale della categoria, con un gesto di civile protesta, finalizzata a sensibilizzare l'opinione pubblica e le istituzioni riguardo alla problematica in argomento. La protesta consisterà nello spegnimento delle insegne per il giorno venerdì 9 febbraio p.v. dalle ore 19 alle 20 preannunciato con l'affissione sulle vetrine del logo dell'iniziativa denominata “NON È UN BLACKOUT: È IL COMMERCIO CHE SI STA “SPEGNENDO” IN CITTA'”. Abbiamo solidalmente deciso di far trovare la città senza luci, con le vetrine spente. Non una serrata, ma una dimostrazione per far capire quanti servizi irrinunciabili offrano i negozi. Un'azione unitaria, di forte impatto, che intende dare un segnale positivo sulla compattezza dei commercianti, i quali avranno la grande opportunità di dimostrare alla comunità la fondamentale valenza economica e sociale del commercio “di prossimità”. Lo spegnimento totale delle luci sarà seguito dai rappresentanti delle scriventi associazioni, i quali si daranno appuntamento alle ore 18,30 circa in Corso Umberto I (altezza Galleria P. Molfettesi). Un appuntamento che i promotori dell'iniziativa, ringraziando anticipatamente per la fattiva collaborazione, intendono estendere ai giornalisti delle testate locali, ai cittadini tutti, ai rappresentanti delle locali istituzioni e delle realtà associative cittadine per commentare insieme gli sviluppi della vicenda e le iniziative future. Ne siamo, ora più che mai, convinti: se non vive il commercio non vive la città". Ascom/Ced – Assimprese - Associazione Ponente - Associazione M. Di Savoia Associazione Via XX Settembre Assoimprese - Confdettaglianti – Confesercenti - Molfetta Shopping – Unimpresa – Associazione Commessi – Cidec Comitato “La Domenica Non Si Tocca” – Comitato “Quasi Mai Di Domenica”- Unione Commessi Bari
Autore: Giu. Cal.
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