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I cani e la paura del mondo esterno
15 novembre 2016

Il proprietario di Jack, un barboncino di 9 mesi mi telefona disperato, il suo cane non vuole più uscire di casa; quando si accorge che il proprietario prende il guinzaglio si infila subito sotto il letto e solo dopo ripetuti tentativi con una scopa riesce a farlo uscire dal suo rifugio e a costringerlo ad andare all’esterno. Jack vive in un palazzo di un piccolo condominio in centro città, il tragitto per arrivare al parco è abbastanza lungo e tranne che nelle ore notturne sempre molto frequentato. Jack ha il sacro terrore del mondo esterno. Molto spesso questi cani hanno sviluppato reali fobie, risultato di una cattiva gestione del periodo sensibile del cane, ossia dalla nascita al quinto, sesto mese di vita. Il primo consiglio è di non avere fretta di risolvere il problema. Pensare di risolvere un problema di questo tipo con uno o due consigli, magari per telefono è impossibile. Se il cane sta bene in casa focalizziamoci su questo punto e pensiamo a tutto quello che in casa possiamo fare con lui. Organizziamo qualche gioco o esercizio per rinforzare la nostra relazione col cane in modo che lui non ci veda solo come chi gli fornisce cibo e spavento portandolo fuori subito dopo i pasti. Per affrontare situazioni di questo tipo consiglio di proporre al cane dei “giochi di naso”: ad esempio si prende un ossicino finto o uno snack a lui particolarmente gradito e fare in modo che lui debba scovarlo. Una volta trovato sarà gratificato dal poterlo mangiare (auto rinforzo). Se non possiamo giocare con il nostro cane fuori casa cerchiamo di farlo in casa incrementando la nostra relazione, stimolando la sua curiosità verso il nuovo, facendoci vedere rilassati e allegri aiutandolo ad acquisire una forma mentale più aperta. Dobbiamo cercare di convincere il cane che stare con noi è divertente e che al nostro fianco non potrà accadergli nulla di brutto; questa convinzione si costruisce a piccolissimi passi. Jack all’interno della casa è ben socializzato con tutti, salta addosso per salutare e si fa accarezzare senza problemi, gli piace giocare con la pallina e se la si lancia la riporta. Dopo qualche minuto di gioco ho aperto la porta di casa mi sotto messo a sedere sulla soglia di casa con la porta aperta e ho iniziato a giocare con lui da questa posizione. Mi sono recato a casa di Jack e, se all’inizio era un pochino timoroso, dopo pochi minuti si è concentrato sul gioco e non gli interessava più la porta aperta. Terminato il gioco mi sono spostato sul pianerottolo e gli lanciavo dei piccoli snack dentro casa e lui sempre più fiducioso si avvicinava alla soglia. Raccomando sempre di non avere fretta, se volgiamo bruciare i tempi e il cane si sente ingannato perderà al fiducia verso di noi e non riusciremo più ad ottenere nulla. Ci potrà volere una settimana o un mese prima che il cane cominci a riconsiderare la sua immagine della porta: ma ci si arriverà, perché lui comincerà a pensare che può fidarsi, proprio perché nessuno gli ha mai teso trappole. Si fiderà di più della “zona porta” e soprattutto si convincerà che può a fidarsi di noi. In seguito, sempre a porta aperta dobbiamo entrare e uscire ripetutamente, il cane imita i comportamenti di chi ha fiducia. Se il cane ci segue dobbiamo essere pronti a far cadere uno snack in modo che lui possa associare il mondo esterno a qualcosa di molto piacevole condiviso con la nostra presenza. Una volta rientrati, niente più bocconcini o coccole, in modo da convincere il cane che le cose belle avvengono fuori e non più in casa. Un altro consiglio è quello di aumentare la sua “autostima” con giochi di attivazione mentale, come aprire cassetti, scatole o sollevare oggetti per trovare dei premi, questi giochi stimolano la gratificazione personale e aumentano la fiducia in loro stessi, infine, ribadisco di non avere assolutamente fretta, cercare di bruciare le tappe porta inesorabilmente ad un insuccesso. Marco Catellani, Biologo e Medico Veterinario

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