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Hockey. Intervista esclusiva all'assessore regionale Guglielmo Minervini
16 marzo 2009

MOLFETTA - Nel momento in cui, l'Hockey Club Molfetta, sta tornando a far parlare di sè ed è in piena lotta per la promozione nella massima serie, abbiamo avvicinato in esclusiva, l'assessore regionale Guglielmo Minervini, da sempre molto attento alle attività sportive, che ci ha parlato della squadra del presidente De Palma e dell'attenzione che il governo regionale pone verso le varie discipline agonistiche. Assessore Minervini, in una fase in cui il nostro Paese affronta una grave crisi economica, dove si moltiplicano notizie di cronaca nera e la perdita di valori morali è sotto gli occhi di tutti, lo sport può ancora rappresentare, secondo lei, uno degli elementi in grado di cambiare in meglio la nostra società? «Lo sport è una metafora della vita: la tenacia, la lotta con i propri limiti, la capacità di resistenza, l'esercizio continuo, il gioco di squadra, il rispetto delle regole non sono solo gli ingredienti costitutivi della pratica sportiva ma anche i tratti fondamentali di quella gara lunga che è la vita. Lo sport serve alla società, specie nei momenti di crisi, per due ragioni. Innanzitutto lo sport, di fronte alle difficoltà, esorta ad attingere alle energie più profonde piuttosto che arrendersi, nello sport i limiti sono sfide non barriere insormontabili. E poi lo sport, quello sano, educa all'idea che ciò che conta non è perdere ma perdersi: si può vincere o perdere, fa parte del gioco, ma una volta che uno perde se stesso perde tutto. Così è anche per una società: se perde qualche punto di pil può sempre recuperare ma se perde se stessa, la propria anima, i propri valori, perde tutto». Restringendo il campo alla nostra città, tra le tante realtà sportive presenti a Molfetta, una in particolare sta tornando ad entusiasmare e a far parlare di se. Mi riferisco all'Hockey Club Molfetta. E' aggiornato sui risultati positivi ottenuti dalla squadra biancorossa? «Certo, seguo nei week end con ansia i risultati e sono stato partecipe dagli spalti e come tifoso di alcune belle prestazioni. La società ha subito recuperato l'attimo di debolezza degli scorsi anni, è riuscita a rinnovare profondamente se stessa e sta riportando l'hockey ai livelli di eccellenza della sua tradizione. Perché ormai l'hockey costituisce una componente delle vocazioni sportive di questa città, un capitolo della storia e della tradizione. Di questo ne sono certo». La formazione del presidente De Palma è impegnata nella lotta per la promozione nella massima serie. A suo parere, ci sono i presupposti per tentare il salto di categoria? «E perché no? Certo, come accade dappertutto, il successo causa molti problemi…finanziari. Siamo in un territorio in cui l'economia tarda ad accorgersi del potenziale sportivo e così lo sport quando raggiunge i vertici dell'eccellenza incontra enormi difficoltà di sussistenza. Come Regione ci stiamo inventando varie forme di sostegno allo sport di vertice, quindi non mi sottraggo all'impegno verso l'hockey di Molfetta, magari anche…dal prossimo campionato». Qualora la squadra di mister Vianna dovesse raggiungere la serie A1 però, ci sarà subito un problema da dover affrontare: l'agibilità del Pala Don Sturzo. Al momento infatti, l'impianto sportivo non rispetta i regolamenti imposti dalla Lega Hockey per la serie A1. Sarebbe un peccato, che la squadra fosse costretta a giocare in un'altra città, non crede? «Sarebbe una beffa: vincere e come premio andare via. Credo che l'amministrazione locale dovrebbe riservare un'attenzione adeguata all'impiantistica sportiva. Ricordo che gli ultimi nuovi impianti realizzati, la piscina e il Palapoli, sono della fine degli anni '90 e che a quel periodo risalgono gli ultimi interventi di manutenzione straordinaria degli altri impianti. Da allora una lunga distrazione accompagna lo sport molfettese». In passato, la Regione Puglia, ha sponsorizzato lo sport, legando il proprio nome a numerose realtà sportive regionali. Crede che in futuro, questa iniziativa, possa essere riproposta coinvolgendo magari anche l'Hockey Club Molfetta? «La misura di sostegno alle sponsorizzazioni è riservata alle società di massima serie ed è prevista dalla legge sullo “sport per tutti”, promossa dal mio assessorato e redatta dall'intero mondo sportivo. Dunque, con impazienza attendiamo un'altra squadra di Molfetta, accanto ai pongisti, nel rango delle realtà di eccellenza del territorio regionale». La zona Asi e soprattutto la zona Industriale di Molfetta, si stanno popolando di nuove e molteplici realtà produttive. L'imprenditoria locale però, e la Molfetta Calcio ne è un esempio lampante, è restia ad investire nello sport. Qual è la sua opinione a riguardo? «Penso che le imprese abbiano dello sport un'idea ancora molto antiquata. Concepiscono la sponsorizzazione sportiva come una forma di assistenza non come un investimento intelligente, come un marketing efficace. Non hanno ancora colto la straordinaria popolarità di alcune discipline sportive: bisognerebbe prendere alcuni dirigenti di azienda e portarli nei palazzetti durante le partite. Eppure qualche timido segnale di inversione di tendenza si sta verificando: l'hockey stesso, con le sue sponsorizzazione di riferimento in questo campionato, sta dimostrando come lo sport può divenire un potente vettore di promozione dei nostri migliori prodotti locali. Si può fare di più, e su questo obiettivo continuate a contare su di me».
Autore: Massimiliano Napoli
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