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Grano contaminato, il Tribunale del Riesame annulla l'arresto del medico del porto di Bari
15 febbraio 2006

BARI – 15.2.2006 Il Tribunale del Riesame ha annullato l'ordinanza di custodia cautelare (ai domiciliari) del dirigente dell'ufficio di sanità marittima del porto di Bari, il molfettese Antonio Delzotti di 52 anni, emessa dal Gip del tribunale di Trani il 23 gennaio scorso e avvenuta nell'ambito dell'inchiesta del grano all'ocratossina che aveva portato all'arresto di Francesco Casillo dell'omonimo Molino di Corato (nella foto). Il dirigente, già rimesso in libertà il 4 febbraio scorso su richiesta del Pm Savasta, secondo il tribunale del riesame non andava arrestato “per carenza di gravi indizi di colpevolezza”. Le accuse dei magistrati a Delzotti erano di omissione di atti di ufficio, abuso d'ufficio e falso ideologico. Secondo gli investigatori, Delzotti, per agevolare l'importazione del grano contaminato, abusando del suo ufficio e omettendo controlli e analisi per micotossine e metalli pesanti sulla partita di grano giunta dal Canada nel settembre scorso, avrebbe emesso «illegittimamente» il nulla osta sanitario all'importazione: avrebbe così formato «un atto ideologicamente falso», attestando «in modo esplicito» che erano state compiute analisi di laboratorio che in realtà non erano mai state fatte. Questo consentì che il grano duro canadese che era giunto in porto a Bari con la nave Loch Alyn - 58.000 tonnellate - venisse sdoganato senza che fosse sottoposto a vincolo sanitario. Delzotti nel corso del suo interrogatorio aveva negato ogni addebito sostenendo che le procedure seguite prima di sdoganare il carico contenuto nella nave canadese “Loch Alyn”, erano state assolutamente regolari, anche perché, prima dell'approdo del cargo incriminato, erano stati già fatti controlli su un altro carico contenuto in una nave russa, e si era così raggiunta la soglia del 5% settimanale fissata dalle norme sui controlli di laboratorio per i prodotti alimentari provenienti da paesi extracomunitari. Dunque i controlli sulla “Loch Alyn” potevano per legge limitarsi all'esame della documentazione, come effettivamente fu fatto. Ora il Tribunale del riesame ha annullato l'arresto perché non sono stati ravvisati gli estremi del dolo nel comportamento del dirigente sanitario.
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