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Franco Visaggio: “Il garofano rosso non può che stare nel centrosinistra”
03 gennaio 2006

MOLFETTA – 3.1.2005 Esprime “viva soddisfazione” il consigliere regionale del Nuovo Psi, Franco Visaggio (nella foto) nel commentare la notizia riguardante la sentenza con cui, in sede cautelare, il Tribunale Civile di Roma ha accolto, qualche giorno fa, il ricorso presentato da Bobo Craxi nei confronti di Gianni De Michelis, riconoscendo in capo al primo il ruolo di nuovo segretario nazionale del Nuovo Psi ed affidandogli la piena titolarità legale del nome e del simbolo del partito, lo storico “garofano rosso”. “Questa decisione – ci ha detto Franco Visaggio – testimonia finalmente ed una volta per tutte che la posizione espressa da quei compagni che, come me, hanno sostenuto, durante il congresso nazionale tenutosi a Roma lo scorso ottobre, la tesi dell'on. Craxi, non era certo espressione di una frangia scissionista o di transfughi del partito, ma rappresentava la maggioranza della platea congressuale. Ora ci vediamo restituita la nostra dignità di soggetto politico e di partito che si riconosce nel garofano rosso, simbolo che finalmente ritorna grazie a noi nell'ambito del centrosinistra, dove storicamente non può che stare. Forti anche di questo riconoscimento, noi socialisti potremo ora confrontarci in maniera serena ma determinata con le altre forze dell'Unione, in vista degli importantissimi appuntamenti elettorali della prossima primavera”. A questo proposito resta ancora una incognita il futuro dell'attuale primo cittadino, Tommaso Minervini: “Tutto si chiarirà nei prossimi dieci giorni – ci dice ancora Visaggio – ed il sindaco dovrà decidere da che parte stare. Per noi un dato è chiaro: l'alleanza con la Casa delle Libertà è arrivata al capolinea. Io stesso ho sempre detto, in tempi non sospetti, che l'accordo con il centrodestra era strumentale, nel 2001, a creare le condizioni per una amministrazione che si ponesse in discontinuità rispetto all'esperienza di Guglielmo Minervini. Questo risultato è stato raggiunto ed in questi anni abbiamo ben governato ma certo la collaborazione con Forza Italia ed An non potrà più essere riproposta”. In vista dell'incontro di tutti i partiti di centrodestra convocato per il prossimo 10 gennaio, Visaggio è chiaro: “Noi del Nuovo Psi non andremo a quell'incontro e la nostra assenza avrà un chiaro significato politico che dovrà necessariamente essere preso in considerazione e valutato. Non abbiamo niente da dire ai partiti della Casa delle Libertà”. La confusione è ancora grande nello scacchiere della politica locale e la sensazione è comunque che siamo alla immediata vigilia di qualche importante decisione o di un colpo a sorpresa. Di certo in questo mese di gennaio molti nodi, finalmente, dovrebbero essere definitivamente sciolti. Giulio Calvani
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Lettera aperta ai dirigenti di centro-destra: Cari amici, la questione Visaggio e, permettetemi di aggiungere anche i consiglieri comunali che, pur eletti nel centro-destra, sono passati di partito, pone - come direbbero i DS - una questione MORALE delle candidature al consiglio comunale. La scelta di portare acqua ai vari mulini, senza privilegiare le professionalità o le capacità personali della futura classe dirigente ha creato non pochi problemi all'amministrazione ed è causa prima degli squilibri di forza all'interno della stessa. Avere consiglieri comunali capaci, irreprensibili, pratici degli atti amministrativi, che abbiano una esperienza ideologica ben definita, risulta quanto mai indispensabile. Il permettere, invece come nell'ultimo consiglio, che si formasse una classe dirigente e di controllo scadente dell'operato della Giunta ha prodotto uno squilibrio di forza in favore del Sindaco che, legittimamente, ha provveduto ad esercitare anche un ruolo di "supplenza" rispetto la inconsistente cultura amministrativa nella maggioranza a Palazzo Giovine e forse anche dei partiti spesso diretti con veline e sempre meno presenti in termini di "forza democratica". Il mea culpa della questione Visaggio deve essere fatta da tutti! Voglio anche dire una cosa in più: ai tempi di tangentopoli la Procura aveva tirato fuori una teoria, quella del "non poteva non sapere". Bhè, chi dei dirigenti dei partiti di centro destra "non poteva non sapere" che imbarcando personaggi come Pino Amato o Visaggio si correva il rischio quantomeno di "passaggi di casacca"??



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