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Fermato un giovane di Molfetta per detenzione e coltivazione di droga Antonio Spaccavento, 28 anni, è stato fermato a Cerignola
23 maggio 2007

MOLFETTA - I carabinieri della stazione di Cerignola hanno fermato un giovane di Molfetta, Antonio Spaccavento, 28 anni, incensurato, ma già noto quale assuntore di sostanze stupefacenti e lo hanno arrestato con l'accusa di detenzione e coltivazione di sostanze stupefacenti. Il giovane stava percorrendo, con la sua Fiat Panda, il tratto della statale Ofantina per Melfi, che conduce al casello autostradale di Cerignola Ovest, sulla A 16 Napoli - Bari, quando è stato fermato per un controllo dai militari, cui ha detto subito, prima ancora che i carabinieri aprissero bocca, di essere in possesso di una dose di cocaina ed alcuni grammi di marijuana, per uso personale. I militari hanno quindi effettuato una perquisizione nell'utilitaria che ha portato al rinvenimento di 16 semi di marijuana. Una presenza che ha insospettito gli uomini della Benemerita, riguardo alla presenza di un contenitore di polistirolo da trenta fori, di quelli usati per la coltivazione di piantine da seme. In qualche caso già spuntavano alcune foglioline appena germogliate, in altri era visibile solo terriccio. Ma erano piantine di canapa indiana. Ovviamente l'attenzione si è subito appuntata anche sul telefonino dello Spaccavento, un elemento che può portare in tempi brevi ai contatti più recenti del fermato. Ma la sorpresa, oltre l'elenco delle chiamate fatte e ricevute, è venuta dall'esame delle fotografie contenute nel telefonino, gran parte delle quali ritraevano una vera e propria piantagione di marijuana, impiantata tra gli alberi di ulivo. A quel punto i carabinieri hanno allertato i colleghi di Molfetta che hanno effettuato una perquisizione domiciliare in casa dello Spaccavento dove sono stati rinvenuti altri 60 grammi di marijuana, oltre ad un sacchetto contenente un ingente numero di semi. Le indagini proseguono ora per capire se il giovane molfettese sia venuto a CerignoIa per vendere o acquistare i semi e soprattutto per identificare i suoi contatti in loco che potrebbero essere dediti, anch'essi alla coltivazione di marijuana, in qualche angolo dello sterminato agro cerignolano. Un reato, quello di coltivazione di sostanze stupefacenti che ancor più della detenzione ai fini di spaccio prevede una pena pesantissima: da 6 a 20 di reclusione.
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