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Fausto Bertinotti presenta a Molfetta 'Chi comanda qui', il suo libro sulla Costituzione Martedì 9 novembre, alle 16 alla Fabbrica San Domenico, l'ex politico italiano dialogherà con il professore Sabino Lafasciano, dirigente dell'Itgc 'G. Salvemini', in un momento di 'revisione' delle carta di fondazione della repubblica
04 novembre 2010

MOLFETTA - Fausto Bertinotti e le costituzioni.
Di queste carte tanto decantate si parlerà martedì 9 novembre, alle 16 alla Fabbrica San Domenico di Molfetta, occasione in cui l’ex politico italiano, che ora si definisce un militante, presenterà ‘Chi comanda qui’ (La genesi della nostra costituzione e della mancata costituzione europea) edito da Mondadori.
Ad animare l’incontro, organizzato dalla libreria molfettese ‘Il Ghigno’ in collaborazione con l'Itgc ‘G. Salvemini’, Sabino Lafasciano, dirigente e professore dello stesso istituto.
Nel suo libro Bertinotti ricostruisce la genesi della nostra Carta repubblicana – incardinata sui principi inalienabili del lavoro, della libertà, della pace e della giustizia sociale – e il ruolo che essa ha avuto nei «trent’anni gloriosi» seguiti alla promulgazione.
Alla luce di alcuni suoi articoli fondamentali, la carta appare agli occhi dell’autore come uno dei punti più alti del diritto costituzionale di tutti i tempi, poiché il suo destin...atario elettivo non è più il cittadino indifferenziato, reso tale dalla legge, ma la persona così come storicamente si è andata definendo con il suo lavoro, ovvero la lavoratrice e il lavoratore in carne e ossa.
In questo modo il cittadino si umanizza, l’uomo si socializza costituendosi in un popolo e l’individuo si fa persona.
Oggi le costituzioni democratiche europee sono seriamente minacciate dalla «globalizzazione», un processo epocale caratterizzato sia da una straordinaria spinta all’innovazione, nei campi della scienza, della tecnica e dell’economia, sia da un impulso alla regressione nel livello di civiltà, nei diritti dei lavoratori e nei legami di solidarietà,  e si registrano forti pressioni affinché vengano progressivamente sostituite da costituzioni materiali, che non sono frutto di assemblee costituenti ma di processi reali, le cui dinamiche e finalità spesso non sono neppure dichiarate.
Eppure, sostiene Bertinotti, anche se la domanda di “Alice nel paese delle meraviglie”«Chi comanda qui?» ci fa capire quanto siamo lontani dallo spirito del 1948, quest’ultimo non è stato ancora definitivamente sconfitto, come potrebbe far pensare la triste vicenda della «non Costituzione» europea'.
La crisi del capitalismo finanziario globalizzato ha fatto riemergere un bisogno forte di politica e di regole, e in questi anni difficili nuove esperienze di democrazia partecipata e nuove istanze di qualità per l’uomo, e per l’ambiente, si sono fatte faticosamente strada nella società civile.
Tutti segnali forse ancora troppo deboli, ma che consentirebbero di dire che il lungo cammino della nostra Costituzione non è ancora concluso.
Se non fosse che, a curvare i pensieri verso il pessimismo, ci sono le politiche regressive adottate di fronte alla crisi dalle classi dirigenti europee e il carattere oligarchico che stanno assumendo il processo decisionale e l’assetto politico istituzionale...perciò, converrà aguzzare le armi della critica all’esistente.

Autore: Q
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Diversamente da quanto avviene con i beni di consumo della vita quotidiana, i diritti non si esauriscono con l'uso, ma si arricchiscono e si rinnovano. Pertanto, in caso di dubbio, il garante della libertà non è il parlamento, né il governo, né lo scontro tra i partiti, e neppure la corte costituzionale, ma piuttosto la volontà politica, l'agire consapevole dei cittadini. Mentre la democrazia concentra tutto il potere, e in particolare anche quello legislativo, nel governo, e sottomette il singolo alla decisione della maggioranza, la repubblica, basata sulla divisione del lavoro e del potere tra stato e società, è il solo sistema che può costituire il fondamento di una società politica degli individui. Non un sistema di regole istituzionalizzato, ma una libera associazione degli individui può fare da garante a una costituzione repubblicana. E' questo il senso delle affermazioni contenute nel “Primo articolo definitivo per la pace perpetua di Kant: - “La costituzione civile di ogni stato deve essere repubblicana. La costituzione istituita in primo luogo secondo principi della “libertà” dei membri di una società (in quanto uomini), in secondo luogo secondo fondamenti della “dipendenza” di tutti da un'unica comune legislazione (in quanto sudditi), e in terzo luogo secondo la legge dell'eguaglianza (in quanto cittadini): - l'unica costituzione che deriva dall'idea del contratto originario, sul quale dev'essere fondata ogni legislazione del popolo secondo il diritto – è la costituzione repubblicana. E in una nota, Kant aggiunge: “La mia libertà esterna (secondo diritto) è da definirsi così: la facoltà di non obbedire ad altra legge se non a quella a cui avrei potuto dare il mio consenso. – Altrettanto, l'”eguaglianza” esterna (giuridica) in uno stato è quel rapporto tra i cittadini secondo cui nessuno può obbligare un altro senza che insieme si sottoponga alla legge secondo cui può essere reciprocamente obbligato allo stesso modo.”



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