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Exprivia, la tavola rotonda sull'evoluzione delle leve di analisi gestionale
26 giugno 2009

BARI – Una gestione aziendale più attenta alle dinamiche finanziarie e non solo concentrata sulla profit performance, quale espressione più diretta dei soli valori reddituali e patrimoniali: questo chiede alle aziende l'Unione europea con le ultime direttive scaturite anche dagli impegni di Basilea 2; questo chiedono gli organismi di statuizione dei principi contabili (OIC e IAS/IFRS); questo chiede il contesto socio-culturale ed il mercato stesso, pressato da una crisi globale, che impone uno sforzo di competitività in direzione di un'appropriata governance del rischio aziendale. Il tema è stato approfondito a Bari nel corso della tavola rotonda. “L'evoluzione delle leve di analisi gestionale: dalla Profit Performance alla Cash Flow Analisys”, organizzata dal Gruppo Exprivia in collaborazione con SAP Italia, con la partecipazione di Alessandro Laterza, presidente Confindustria Bari; Mohamed Hammoud, esperto in Project Management e Business Consulting e docente presso la Northcentral University – USA; Domenico Pepe, amministratore delegato della Global Watch Industries Spa; Clara Covini, SME Director della SAP Italia SPA e Domenico Favuzzi, presidente e amministratore delegato di Exprivia Spa (nella foto). Giuseppe Macario, docente presso l'Università degli Studi di Bari e presidente della Commissione Studi Finanza Aziendale – ODCEC Bari, ha introdotto i lavori e coordinato il dibattito. La partecipazione all'evento ha riscontrato un significativo gradimento della tematica affrontata, registrabile sia dal numero e dalla professionalità dei presenti (direttori amministrativi e finanziari, direttori sistemi informativi, dottori commercialisti, revisori, dirigenti bancari e di enti sanitari) che dalle rispettive adesioni all'espletamento di un'indagine sulla tematica oggetto della tavola rotonda, eseguita direttamente in sala, previa compilazione di apposita scheda di rilevazione. Ciò che è emerso dalla tavola rotonda è in prima istanza, come ha sottolineato Macario “la necessità di un cambiamento nella filosofia di comunicazione aziendale tale da finalizzarla ad una visione sistemica che incida sia sui processi cognitivi che decisionali, agevolando un change management control verso la più ampia cash flow analysis”. Questo significa, come ha sintetizzato Hammoud, realizzare un “process centric business intelligence che consenta di fornire alle persone giuste le giuste informazioni, nei tempi giusti e ad ogni livello organizzativo”. L'esperienza industriale di Pepe ha confermato che “l'effettiva chiave di successo, sia per l'introduzione di strumenti di BI che di IT, è la preventiva individuazione e definizione delle informazioni necessarie al proprio business, in relazione ai quali vanno implementati i rispettivi processi di rilevazione e monitoraggio aziendale”. Per questi motivi appare decisiva la risposta che viene proprio dall'Information Technology: “Con la tecnologia supportata dall'ERP – Enterprise Resources Planning (pianificazione delle risorse aziendali) - ha osservato Favuzzi - l'informazione diviene sistemica e immediatamente fruibile. L'utilizzo poi di strumenti di Business Intelligence, di supporto alle decisioni, rappresenta un ulteriore valore aggiunto in termini di sintesi e di visibilità delle soluzioni gestionali perseguibili in termini di simulazioni, combinazioni di analisi e programmazioni alternative. Ne consegue la necessità di un management altamente qualificato e orientato verso tale approccio direzionale, specie in contesti dove le aziende sono in gran parte di piccole e medie dimensioni. Un contributo in tal senso può provenire da Scuole di management come Spegea, presente sul territorio sin dal 1981 per costituzione da parte di Confindustria Bari, e della quale Exprivia ha ritenuto acquisire strategicamente una significativa partecipazione, contribuendo ad un processo culturale ritenuto fondamentale per il successo dell'intero contesto socio-economico”. Le piccole e medie imprese si trovano oggi - ha osservato Covini - a operare in un contesto di mercato altamente competitivo ed in costante cambiamento. Hanno quindi la necessità di prendere decisioni rapide basate su informazioni certe. Grazie all'acquisizione di Business Objects, SAP è in grado di portare nelle aziende un patrimonio unico di conoscenze e best practise per rispondere alla crescente necessità di strumenti di controllo e analisi del business delle imprese. La tecnologia anche e soprattutto a supporto della strategia imprenditoriale, come strumento in grado di tradurre le dinamiche aziendali in dati affidabili, unici, disponibili in tempo reale e soprattutto facilmente fruibili ai vari livelli dell'azienda. Fondamentale è comunque capire, come ha sottolineato Laterza, “che questi strumenti sono il mezzo e non il fine. Prima di qualsiasi altra cosa un imprenditore deve avere ben chiara la visione filosofica della propria attività, la mission e l'orientamento aziendale. Problema che nessun sistema informativo e nessuna consulenza possono risolvere. Una volta stabilito questo si possono effettivamente individuare strumenti e soluzioni applicative adeguate per ciascuna realtà e peculiarità aziendale, senza delle quali diviene difatti impensabile mantenere o addirittura conseguire, oggi, livelli di eccellenza e competitività”.
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