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Elezioni comunali. Cosa dice la gente: “A Mlfett nen sa capisc nud!”
15 maggio 2006

28 maggio 2006: parte il conto alla rovescia ma, a pochi giorni dalle fatidiche elezioni, tra i cittadini molfettesi la confusione regna sovrana. C'è chi pensa che i candidati sindaci siano solo in due e chi si sbaglia persino sui nomi, confondendo Guglielmo con Tommaso, o tirando fuori ancora una volta il nome di Copertino, per non parlare dei loro programmi politici, i cui nomi sono totalmente estranei ai più. E' così che l'«Ei fu» Progetto civico, nuovamente resuscitato, risulta per molti un programma di costruzione edilizia del centrosinistra, mentre la coalizione di Matteo d'Ingeo, il Liberatorio politico, viene confuso con un inesistente “Laboratorio politico”. Almeno una cosa sembra essere chiara ed è il nome di due dei quattro candidati: Lillino Di Gioia, esponente del centro-sinistra, e il cosiddetto “u' senetor” Antonio Azzollini, esponente del centro-destra. Sconosciuto ai più il nome di Matteo d'Ingeo, meglio noto come “d'Iggeo il resuscitato”, la cui candidatura è per molti insensata, come insensata sembra pure quella dell'ormai ex-sindaco Tommaso Minervini. Sono in molti, infatti, a non capire che si è ricandidato e con quali forze l'abbia fatto, considerata l'instabilità politica del suo mandato in questi ultimi anni. Ed è per questo che, girando per la città tra giovani e meno giovani, di Minervini si dice che: “A do sacchi, u prim tren ca pass u pigghi”, “ve a do ve u vint”, e che è “com a nu cavadd pazz”, e, benché del suo Progetto civico nessuno capisca nulla, Minervini persevera, lo rilancia, e si pone a capo di un Terzo Polo che la gente comune ha difficoltà a collocare nello scenario politico molfettese. Alla fine c'è chi dice che Tommaso sia di destra, chi di sinistra, chi, persino, si chiede: “Ma il Progetto civico non è per togliere l'ICI dalla casa?”. Chi, ancora, con più amarezza, rinuncia a discutere affermando che: “Una volta la politica poteva pure interessare, ma ora, con questa accozzaglia di politici e ladri che vogliono arrivare al Comune, non ne vale più la pena”. E se è la rassegnazione a far parlare questa coppia di anziani, colpisce che a non far parlare i giovani sia, invece, il disinteresse di chi afferma, a soli trent'anni, “Sono nullo in politica”. Di Lillino di Gioia e di Antonio Azzollini, a parte i nomi, si sa poco, così poco da ricordare solo gli slogan dei loro cartelloni: “Per far ripartire Molfetta” e “Una Molfetta per tutti”- ci ripete un giovane e simpatico barista, a dimostrazione del fatto che dei programmi dei due candidati non è arrivato molto, a parte che sono scesi in campo “com a du scquataur d' regby”. Molti giovani li confondono non capendo la differenza tra destra e sinistra ed una ventenne addirittura ci dice: “Io voto il senatore Azzollini di centro-sinistra”. Allora è proprio il caso di citare uno dei nostri intervistati: “A Mlfett nen sa capisc nud, speriamo almeno di rimanere sempre nella democrazia”. Tirando le somme, a Molfetta pochi sanno, molti non capiscono e si disinteressano, rassegnandosi nella convinzione che nulla possa cambiare perchè : “Così si cammina: uno, due e tre votano là; uno, due e tre votano là; ognuno ha i suoi interessi a dare i voti. Questa è la verità!”.
Autore: Giovanna Bellifemine Alessandra Lucivero
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