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Edilizia, Rifondazione all'attacco: il Comune di Molfetta ha fatto le verifiche sull'art.51?
12 dicembre 2009

MOLFETTA – Il consigliere comunale di Rifondazione Gianni Porta (foto) rivolge alcune domande all’amministrazione comunale di centrodestra sull’urbanistica a Molfetta e in particolare sull’art. 51
«In vista di nuove assegnazioni di suoli negli altri comparti del Piano di Zona 167, e sulla scorta di notizie che parlano di case in vendita e/o in affitto nella zona ricadente nel Piano straordinario di edilizia convenzionata ex art. 51 – scrive Porta - , riteniamo doveroso fare un piccolo passo indietro riferendoci alle vicende giudiziarie che hanno interessato cooperative, assegnazioni e Comune in occasione dell'attuazione di tale piano.
Il Piano straordinario di edilizia convenzionata, consentito appunto dall'art. 51 della Legge n. 865 del 1971 e deciso dal Comune di Molfetta nel 1999, aveva l'obiettivo di dare alle cooperative edilizie la possibilità accellerata di costruire palazzi a prezzi ultrascontati, a patto che i soci avessero certi requisiti (reddito non superiore ai 50 milioni di lire dell'epoca, non essere il nucleo familiare proprietario di altri immobili, non aver mai ottenuto l'assegnazione di una casa con il contributo finanziario pubblico).
Nel marzo 2006 il Comune sospende l'assegnazione dei suoli ad una delle cooperative edilizie inserite nella graduatoria dell'ex articolo 51, a causa di mancate attestazioni da parte di soci e per verificare appunto le dichiarazioni rese in autocertificazione.
A seguito di un esposto presentato da cittadini, nel marzo 2007 la Procura di Trani ordina il sequestro dell'incartamento che riguarda la cooperativa Antares, e ci si accorge che nel fascicolo mancano una serie di carte. Intanto il Comune procede nei suoi controlli interni delle assegnazioni.
Nei mesi seguenti dell'inchiesta sono sentite decine di persone tra funzionari comunali, dirigenti, presidenti di cooperative edilizie, soci delle cooperative. Si scopre che alcuni appartamenti sono stati acquistati da chi non aveva i requisiti oppure che altri assegnatari hanno venduto gli appartamenti o li hanno dati in affitto non rispettando le convenzioni con il Comune (per i primi 5 anni tutti i locali delle palazzine non potevano essere venduti nè affittati).
Inoltre, il bando del Piano ex art. 51 prevedeva che qualora nelle cooperative fossero venuti meno i soci presenti al momento del bando, queste avrebbero dovuto informare il Comune che, a sua volta, avrebbe dovuto attingere a una graduatoria generale nominativa dei soci. Questo non sarebbe avvenuto, infatti, le cooperative hanno autonomamente assegnato gli alloggi a persone che non hanno partecipato al bando.
Nel maggio 2008 si conclude l'aspetto civilistico della vicenda Antares: infatti, l'arbitro nominato dal Tribunale civile di Trani decreta il reintegro da parte della cooperativa Antares di sei ex soci estromessi dal presidente della cooperativa, con il riconoscimento da parte del Comune di Molfetta
dell'assegnazione degli appartamenti ai soci esclusi. Invece, riguardo alla vicenda penale e all'inchiesta della Procura di Trani nel luglio 2008 sono raggiunti da tre avvisi di garanzia il presidente della cooperativa Antares, suo cognato membro del CdA della cooperativa e l'ex dirigente del Settore territorio del Comune di Molfetta che rispondono, a vario titolo, di estorsione, falso ideologico e abuso di ufficio.
Nel novembre 2008 vi è la richiesta di rinvio a giudizio per costoro che avrebbero agito a danno di sei persone fisiche e in più anche del Comune di Molfetta. Sembra che nel prossimo mese di marzo debba esserci la sentenza a seguito di richiesta di rito abbreviato da parte degli indagati. A questo punto, ci chiediamo e chiediamo pubblicamente all'Amministrazione se il Comune di Molfetta in quanto parte offesa si è costitutito parte civile, non foss'altro anche ai fini di autotutela contro eventuali azioni risarcitorie delle altre sei persone offese. E ci chiediamo – conclude Porta - se, a partire dalla vicenda giudiziaria Antares – sollevata da un esposto dei cittadini – il Comune di Molfetta e il Settore Territorio hanno proceduto ad approfondite indagini e controlli interni sui requisiti dei soci appartenenti a tutte le cooperative assegnatarie del Piano ex art. 51 e, se tali verifiche sono state condotte, a quali risultati sono approdate».
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C'è sempre stato qualcosa di storto nel "mercato" urbanistico della nostra città: a prescindere dal colore politico amministrativo. Le imprese urbanistiche hanno avuto solo e sempre un solo dio: il denaro. Senza un progetto, senza responsabilità. Che si può fare per tornare all'umanesimo? Per difendersi dalle passioni rigide del denaro? Una potrebbe essere la grande pulizia annunciata dal premio Nobel Amartya Sen: "Il ventesimo secolo ha in serbo per noi lo smantellamnto delle grandi opere: grandi dighe, grandi bombe, grandi inni, grandi guerre." Anche noi in Italia abbiamo accettato l'idea che qualcosa di ciò che è stato costruito possa essere demolito, come le nostre grandi muraglie, le dighe insicure del Vajont o della Valgrisenche, come le case abusive nella valle dei Templi, come i mostri edilizi di Vieste o di Bari. Idea difficile da digerire in un paese che ha sempre costruito le sue chiese sui templi, le sue mura sugli anfiteatri romani ed è quasi riuscito a far convivere le città delle carrozze con quelle delle automobili. Quando si prende atto che le richieste di onestà, di dignità, di decenza cadono nel vuoto e che la pubblica opinione finge di non accorgersene, allora l'evento del nuovo regime è alle porte. E come sempre questa indifferenza e questa cecità hanno agli occhi degli onesti qualcosa di incredibile; quasi la volontà di Dio che "confonde chi vuol perdere." Una parte del lavoro sporco lo hanno fatto i voltagabbana, gli intellettuali. Anche il loro cinismo, anche i loro bassi servizi sono una merce.
A GUARDARE I PREZZI DEGL'IMMOBILI ADIBITI AD USO RESIDENZIALE SEMBRA CHE LA NOSTRA CITTA' NON SEMBRA STATA MINIMAMENTE COLPITA DALLA CRISI FINANZIARIA ED ECONOMICA ATTUALE. COME SI DICE:"A VOLTE L'INGNORANZA è UN BENE". INFATTI I PROPRIETARI CONTINUANO A RICHIEDERE CIFRE ESORBITANTI NONOSTANTE LA LATITANZA DEI COMPRATORI. DALLE NOSTRE PARTI QUANDO SI PARLA DI EDILIZIA LA LEGGE DELLA DOMANDA E DELL'OFFERTA VIENE MENO. I PREZZI PRORPIO NON LI VOGLIONO ABBASSARE. INTANTO CONTINUANO A SPUNTARE COME FUNGHI PALAZZINE E VILLE OVUNQUE, IL CONNUBUIO POLITICA-SPECULAZIONE EDILIZIA HA UN COMUNE DENOMINATORE "L'AVIDITA'". TUTTI PENSAVANO CHE LA BOLLA PRIMA O POI DOVEVA SCOPPIARE ANCHE DA NOI, MA QUESTO DIFFICLMENTE ACCADRA' PERCHè, COME DICEVO PRIMA, "A VOLTE L'INGNORANZA è UN BENE" ED UN'ARMA PER I NOSTRI INVIDIATI E FAMIGERATI POSSESSORI EDILI CHE OVVIAMENTE NON AVENDO PROBLEMI ECONOMICI SI POSSONO TRANQUILLAMENTE PERMETTERE DI TENERE A BAGNOMARIA I LORO POSSEDIMENTI NELL'ATTESA DI TROVARE "POLLI" ACQUIRENTI PRONTI A SBORSARE CIFRE GONFIATRE PER APPARTAMENTI DI VALORE REALE INFERIORE. POSSESSORI, GLI STESSI, MOLTO ASTUTI NELL'ACCUMULARE NEGL'ANNI FORTUNE FONDATE SU SPECULAZIONI EDILIZE FRUTTO DI COMPLICITA' POLITICHE. DALTRONDE LA NOSTRA CITTà è PATRIA NON SOLO DI BAR MA ANCHE DI AGENZIE IMMOBILIARI CHE GIOCOFORZA SONO LE PRIME A SUBIRE DELLA SCARSA NEGOZIAZZIONE. COMUNQUE COMPLIMENTI AL SIGNOR PORTA, UNO DEI POCHI CONSIGLIERI CHE FA POLITICA NON PER FAR LEVA SUI VARI BUSINESS LEGATI ALL'ATTIVITA' PRFESSIONALE.



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