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Edilizia, l'opposizione di centrodestra e le sue ossessioni La carenza di case è un falso problema
15 marzo 2015

Il raggruppamento di opposizione in Consiglio comunale, si è recentemente arricchito (ovvero impoverito, secondo i punti di vista) di un’altra sigla – solo quella – rappresentante una formazione politica di Centro Destra, …non nuova di zecca? : I like Molfetta! Il leader, l’ispiratore, la mente politica è il sig. Ninnì Camporeale: già leader di SiAMO Molfetta – altra lista civica, costola del C.D. locale – che nelle passate Amministrative, coalizzata con tutto il Centro Destra cittadino, competeva per la carica di Sindaco. Questa lista civica – prima della sconfitta al ballottaggio – contava sull’appoggio di grossi calibri della politica locale: uno per tutti il sen. Antonio Azzollini. Come tutti sappiamo, subito dopo la sconfitta, il C.D. molfettese si è spaccato (in analogia con quanto successo a livello nazionale) in almeno due fazioni: gli aderenti a Forza Italia, con il sig. Camporeale e quelli del N.C.D. in cui è confluito il sen. Azzollini ed i suoi sostenitori, apparentemente in conflitto ideologico fra di loro, ma compatti nell’opposizione all’Amministrazione insediatasi, con la vittoria della sig.ra Paola Natalicchio sindaco. C’è tuttavia da osservare che, forse perché il N.C.D. fa parte della compagine governativa centrale, la sua opposizione sembra un po’ – come dire? – meno aggressiva, più domestica di quella di SiAMO Molfetta e dei suoi rappresentanti. A proposito, simpatica, non trovate?, la sciarada nel nome “SiAMO Molfetta”: la si può interpretare sia come ‘si, (io) amo Molfetta’, sia come ‘siamo Molfetta’ : la rappresentiamo!; noi preferiamo ancora “SiAMO …”, forse perché quel “I like Molfetta” ci sembra un po’ troppo esotico, anglosassone e poco indicato per una formazione politica locale. Ma, si sa: i nostri gusti, nel contesto, sono assolutamente irrilevanti! Dunque veniamo al tema della riflessione. Quando alcuni giorni fa, la ‘nuova’ sigla è stata ufficialmente presentata, dal suo leader, attorniato da altri personaggi della politica di C.D. e non molfettese, in essa confluiti, in una conferenza pubblica – nella quale si notava l’ingombrante assenza del sen. Azzollini e la notevole presenza di quelli che definiamo ‘lobbisti del mattone’ – è stato illustrato il suo programma politico oltre, naturalmente, alle solite veementi critiche all’operato del Sindaco. Sono seguite azioni propagandistiche grandiose: i soliti tabelloni pubblicitari 6 x 3!. Uno di questi ci ha impressionato: ci ha dato la vera cifra dell’ideologia vigente nel C.D. (almeno in quella di I like Molfetta); quello rappresentato nella foto, che recita: EDILIZIA BLOCCATA; seguono alcune valutazioni sulla situazione socio-imprenditoriale cittadina, con: artigiani senza lavoro; chiusura delle Imprese; famiglie senza casa. Poi un’esortazione …disperata: SALVIAMOLA (riferita verosimilmente alla Città). Con finale ad effetto: FALLIMENTO NATALICCHIO!!! L’ossessione, dunque: l’ossessione dell’edilizia, e quindi di nuove costruzioni di case, fortemente auspicate appunto dalla potentissima lobby edilizia che, negli ultimi 2 – 3 lustri, nella nostra Città, con il beneplacito delle Amministrazioni di C.D. guidate anche dal sen. Azzollini, ha mostruosamente ampliato/modificato il territorio abitativo di Molfetta creando, al contempo, notevoli situazioni di disagio urbanistico sia ai residenti delle nuove costruzioni, sorte per forza di cose in zone molto decentrate, sia alla Comunità tutta. Molfetta, la nostra città, conta (dati della fine del 2012) circa 60.300 residenti. Solo nel 2001 i residenti erano 62.900. In questa decina di anni, la Comunità ha perso 2.600 residenti. In questo stesso periodo, grazie alla volontà delle Amministrazioni di C.D. succedutesi è sorta, in zone di espansione previste da P.R.G., a sud-est del nucleo cittadino, quasi un’altra cittadina. Palazzi con centinaia di unità abitative, di tutte le metrature, le tipologie (villini a schiera), con un dedalo di vie davvero notevole. Una consistente parte dei residenti nel nucleo cittadino, si sono trasferiti in questi nuovi immobili: di conseguenza, liberando una gran quantità di unità abitative in centro città. Un’area di centinaia, se non migliaia di ettari di campagne, è stata ricoperta di cemento (le nuove case) e di asfalto (le strade infrastrutturali, quelle già, con ritardo, realizzate); alcune zone, tuttavia, mancano ancora di tali infrastrutture finite, da cui le lamentele dei neo-residenti che, pur avendo già pagato gli oneri di urbanizzazione, non godono ancora di tali strutture. Il mega-manifesto denuncia: Edilizia bloccata! Forse è vero, anzi, lo è sicuramente. Però omette un paio di cosette a causa delle quali, forse l’edilizia (come la intendono gli uomini del C.D. e/o l’Imprenditoria edile della nostra Città) è un’attività che, prima o poi, satura gli ambienti, appunto di immobili che il più delle volte, come dimostreremo oltre, restano vuoti! Esaminiamo i dati. La popolazione cittadina ha subito una contrazione significati- va (circa 600 nuclei familiari, equivalenti grosso modo alle 2.600 unità citate), e non solo per il calo demografico in atto. Molte famiglie residenti hanno cambiato città. Hanno acquistato casa – quelli che potevano farlo – in città limitrofe (Bisceglie, Giovinazzo, Terlizzi) dove i prezzi delle case, sono nettamente più contenuti, a parità di rifiniture, se non migliori. Inoltre, come detto, non subiscono lo smacco di andare ad abitare in case, per raggiungere le quali, in determinate condizioni meteorologiche, si rende necessario munirsi di attrezzi speciali (le strade di accesso, non urbanizzate, diventano trappole o acquitrini!). Verifiche fatte in loco, appunto nelle zone di nuova inurbazione, dimostrano che in tanti immobili vi sono unità abitative apparentemente non abitate (invendute?); interi immobili sono, da lungo tempo, ancora allo stato di rustico: nessuno che vi lavori, gru ed impalcature rugginose, cantiere apparentemente chiuso. In un complesso residenziale, in periferia, significative percentuali di unità abitative, da anni risultano non abitate: sono decine di appartamenti. Per effetto, e non solo per quello, della succitata migrazione, dal nucleo urbano verso le nuove zone di espansione, le Agenzie immobiliari offrono in vendita e/o in affitto, una quantità di case disponibili, per non parlare di locali ad uso diverso. Il Centro antico (Molfetta vecchia), per effetto della disponibilità, a prezzi relativamente ridotti, di case antiche, molto degradate dall’incuria e dall’ingiuria del tempo, sta rivivendo la sua storia. Molti concittadini, disponendo di risorse adeguate, acquistano (dal Comune) questi immobili, li restaurano e vi abitano, rivitalizzando un quartiere che era finito nel dimenticatoio, con indubbi benefici estetici e civili per tutta la Città e non solo per il quartiere. Prossimamente si inizierà ad edificare – si spera, con nuove procedure che prevedono prima la realizzazione delle opere di urbanizzazione e poi la costruzione delle case – nelle zone di espansione (previste, ripetiamo, nel P.R.G.) del “comparto 17”: area dell’ex fonderia PALBERTI. Dovrebbero quindi, a breve, rendersi disponibili altre unità abitative. Ed a fronte di tutto ciò leggiamo, sui manifesti di I like Molfetta, che… l’edilizia è bloccata! (e, vorremmo proprio vedere che non lo fosse). A chi, a che servono altre case che, presumibilmente resterebbero inoccupate? A che cosa serve continuare a cementificare selvaggiamente un territorio già abbondantemente cementificato? La costruzione di un palazzo, sì crea posti di lavoro, ma una volta completata l’opera, che cosa succede di tali posti di lavoro? Lo chiediamo ai nostri amici di ‘I like Molfetta’! Quanto ancora si potrà edificare/ cementificare? Vogliono, lor signori, per onestà civile, dire quali benefici permanenti porterà alla Comunità la ripresa delle costruzioni di case che, al momento, non sembrano necessarie? Leggiamo che vi sono … famiglie senza casa! E’ vero, è verissimo! Vi sono famiglie senza casa, ma sfortunatamente, non sarà la costruzione o la sovrabbondanza di case (che già esiste) a risolvere questo problema capitale per queste sfortunate famiglie che, a causa di ristrettezze economiche, non potrebbero permettersi neanche l’onere della pigione; figurarsi poi, acquistare una nuova casa! Infine: le imprese chiudono; gli artigiani senza lavoro! Ed allora, vi si chiede, è responsabilità della Giunta in carica se nei dieci anni di Amministrazione di C.D., non risulta essere mai stato elaborato un programma operativo che potesse almeno fronteggiare – localmente – gli eventi congiunturali che si sono abbattuti, come uragani distruttivi, sul tessuto sociale ed economico mondiale e nostro, cittadino? Rammentiamo a questi Signori che, la crisi ha mosso i primi passi nel 2008 – 2009! Cerchiamo di non dimenticarlo: è stata nascosta, ignorata, come polvere sotto il tappeto, dal Governo (di C.D.!) dell’epoca. Oggi si chiede a gran voce e con argomenti risibili e scandalosamente non veritieri che, chi siede adesso in Comune, dal giugno 2013, con un colpo di bacchetta magica, risolva quello che in anni nessuno si è mai preoccupato, non di risolvere, ma almeno di affrontare: la gestione di una crisi dolorosissima. Gli altri mega manifesti, riguardanti l’incremento dei tributi locali e nazionali, e quello in cui denunciano la sporcizia in Città!, sono incommentabili. Tuttavia, sull’ultimo citato, ci sentiamo di dover domandare agli ideatori se quando governavano la Città, ricordano almeno qualcuna delle critiche anche feroci, fatte dai Cittadini esasperati, appunto per la sporcizia imperante? Noi, con onestà intellettuale, abbiamo sì denunciato lo stato indecoroso di alcune zone, ma abbiamo anche stigmatizzato l’incivile abitudine di nostri concittadini, a pensare che la Città non è anche casa nostra e che quindi dobbiamo tutti contribuire al suo decoro, non solo lamentarsi e poi sporcare! Bene, dal contenuto del manifesto, sembrerebbe che I like Molfetta ed i suoi sostenitori, non abbiano mai letto, avuto notizie delle critiche, oppure, erano così indaffarati nella… gestione della cosa pubblica, da non avere il tempo per andare in giro perla Città; infine, sembrerebbe che adesso, dall’Opposizione, si siano accorti del fenomeno. Le cose vanno così. Noi sosteniamo che un’Opposizione con argomenti veramente veri e reali sia da auspicare. Le falsità, le distorsioni pelose della realtà, servono solo a produrre conflitti inutili.

Autore: Tommaso Gaudio
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