Ecco il nuovo sito dedicato al porto dati accessibili a tutti massima trasparenza
Una mappa pratica e semplice, accessibile a tutti i cittadini per potersi facilmente orientare in quel labirinto surreale che è diventato il grande porto commerciale voluto dal senatore Antonio Azzollini e oggetto di una inchiesta della magistratura. E’ il nuovo sito web dedicato al Porto. Articolato in cinque sezioni (Progetto Porto, Bonifica ordigni bellici, Lavori messa in sicurezza, Monitoraggio Ambientale, News) la piattaforma online offre per la prima volta la possibilità di consultare agevolmente, e con grande trasparenza, dopo i misteri del passato, tutti gli elaborati progettuali e tutte le informazioni relative alle successive fasi, dall’avvio dei lavori alle recenti progettazioni dei lavori di messa in sicurezza. Sono pubblici tutti i dati dei monitoraggi ambientali effettuati nel corso dei lavori e il report della bonifica da ordigni bellici effettuata nelle acque portuali. Oltre 500 documenti consultabili e scaricabili. “Una grande operazione trasparenza” come l’ha salutata il sindaco Paola Natalicchio “che mette nelle condizioni i cittadini di Molfetta con un semplice click di accedere a tutte le informazioni sui lavori del Porto, sulla bonifica, sullo stato dell’aria, dell’acqua, del posidonieto”. Il primo cittadino si è dichiarata soddisfatta chiarendo che in questo modo “offriamo alla città uno strumento di lavoro, consegniamo ai partiti, ai movimenti, ad Agenda 21 che sta lavorando al profilo ambientale della città, importanti dati. Questa operazione è propedeutica a una serie di dibattiti che vogliamo svolgere in città sul futuro della nostra portualità, di cui si è parlato poco finora. In passato hanno deciso da soli che porto costruire e oggi la città vede i progetti che per la prima volta pubblichiamo”. Da un rapido giro nel sito è possibile analizzare il progetto originario del porto (e le sue impressionanti dimensioni da vera e propria opera faraonica fuori dai tempi), la lista di tutti i finanziamenti arrivati con le rispettive leggi (per un totale di quasi 170 milioni di euro), gli elaborati progettuali, progetti esecutivi e perizie di variante. Tra le informazioni più rilevanti quelle attinenti gli ordigni bellici. “I primi interventi di bonifica dagli ordigni bellici per la costruzione del nuovo porto commerciale da parte del nucleo SDAI (Servizio Difesa Antimezzi Insidiosi) della Marina Militare si sono svolti nel luglio del 2008. Finanziata nell’ambito dell’Accordo di Programma per la Caratterizzazione e la Bonifica da ordigni bellici ai fini del risanamento ambientale del Basso Adriatico” sottoscritto in data 19 novembre 2007 fra Ministero dell’Ambiente, Regione Puglia, ISPRA e A.R.P.A. Puglia” si legge nel sito. Ma a impressionare sono le cifre. Lo SDAI ha dedicato alla bonifica 1.131 Giornate di lavoro, per un totale di ore di immersione pari 7.597 riuscendo a bonificare 1.109 punti per un totale di ordigni rimossi pari a 53.332 (di cui 447 a caricamento speciale e 52.885 a caricamento ordinario). Ricca anche la sezione del monitoraggio delle acque cioè dell’insieme dei controlli, effettuati periodicamente o in maniera continua, attraverso la rilevazione e misurazione nel tempo, di determinati parametri biologici, chimici e fisici che caratterizzano le componenti ambientali impattate dalla realizzazione e/o dall’esercizio dell’opera. Stesso discorso per i lavori di messa in sicurezza. Il sito si configura quindi come un vero e proprio osservatorio privilegiato che potrà permettere a tutti i cittadini di fare chiarezza su una vicenda intricata, ombreggiata da gravi accuse mosse dalla magistratura e che necessita della massima trasparenza. Il progetto è in linea con quanto promesso dalla coalizione di centrosinistra durante la campagna elettorale del 2013, quando uno dei propositi fondamentali era quello appunto di fare luce su una questione prima solo ed esclusivamente ad appannaggio di un solo uomo e ora invece nelle disponibilità dell’intera comunità. Dissequestrare il dibattito sul porto insomma e portarlo via dalle esclusive cerchie di politici e imprenditori.
Autore: Onofrio Bellifemine