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Dragaggio, le bugie del sindaco: scavi di appena due metri?
15 novembre 2011

Appena venti giorni di dragaggio no-stop, 24 ore su 24. Rimossi 300mila m3 di roccia dura, circa 15 ettari di fondale (purtroppo, l’ettaro è una unità si superfi cie e non di volume, come il metro cubo). Questi i dati del dragaggio nel comunicato stampa propaganda del Comune di Molfetta. Perché non è stata riportata la profondità? Solo otto metri? Sarebbe stato imbarazzante per l’amministrazione Azzollini confessare l’impossibilità di arrivare a -12 metri per permettere l’ingresso delle navi container e transoceaniche reclamizzate dal sindaco Antonio Azzollini? O lo sarebbe stato ancor di più riconoscere che oltre i due metri la draga non sarebbe potuta andare? L’art. 8 dell’ordinanza n.97 della Capitaneria di Porto di Molfetta dello scorso 15 settembre vieta alla società esecutrice dei lavori di «eff ettuare qualsiasi tipologia di intervento al di fuori dell’area, del periodo di validità e della quota di profondità da dragare (-2 metri) indicate nella dichiarazione di garanzia». Infatti, la Società Zannini Piergiorgio di La Spezia (si occupa di bonifi che subacquee da ordigni esplosivi e residuati bellici) nella «dichiarazione di garanzia» relativa ai fondali oggetto del dragaggio di prima fase, garantiva l’assenza di ordigni bellici sino alla profondità di 2m dal fondo attuale (nota del 7 settembre 2011). Con la precisazione che la garanzia si sarebbe estesa alle formazioni compatte e rocciose di base (non ci sono ordigni nello strato roccioso del fondale). Il secondo dragaggio, l’opera faraonica della «gigantesca» draga fi glia del sogno imperiale di Azzollini, si è ridotto a poco più di 2 metri? Una vera e propria “scopata” del fondale da 200mila euro al giorno (la torbidità dell’acqua nel bacino ne è stata la dimostrazione), altro che «intervento di entità eccezionale» per la «durezza della roccia con cui la draga si è dovuta misurare». A quanto pare, si sarebbe dragato solo il cappellaccio, quella parte di materiale lapideo, con alterazioni, spaccature e infi ltrazioni di sedimenti molli, massi adagiati, fratture, discontinuità, coperta di poche alghe residue in stato di decomposizione, facilmente asportabile e adagiata sullo strato di roccia viva. Intaccare, invece, questa roccia avrebbe potuto provocare anche un moto sussultorio ondulatorio a lamelle su piani orizzontali a notevole distanza. Dragaggio no-stop? L’altra farsa di Pulcinella. Le operazioni di bonifi - ca non sono riprese dopo la fi ne del dragaggio, come dichiarato dal comunicato stampa, bensì sono state contemporanee. Anzi, prioritaria la bonifi ca, «il Capo del Nucleo SDAI ha stabilito che le operazioni di bonifi ca degli ordigni residuati bellici a mezzo operatori subacquei non possono essere condotte in concomitanza con le attività di dragaggio». Nell’art.9 dell’ordinanza due le prescrizioni imposte: interruzione del dragaggio per un periodo variabile da una a tre ore (a seconda delle esigenze del Nucleo SDAI) nella fascia oraria 9-14 o sospensione se la torbità, superando i valori attesi e notifi cati, avesse impedito il regolare svolgimento delle operazioni di bonifi ca. Evidente che l’etichetta di «dragaggio no-stop» sia quella di un prodotto scaduto e rivenduto al cliente superfi ciale. La draga avrà lavorato nelle ore notturne per dare precedenza alla bonifi ca o, in caso di condizioni meteo avverse per quest’ultima, anche di giorno. Senza dimenticare che la torbità ha investito tutto il bacino, non solo la zona di mare immediatamente circostante la draga. Altro che piramide di Cheope, il porto è un semplice cubo d’oro di Rubik. Che fi ne ha fatto la draga d’Artagnan (impegnata in altri lavori), che aveva facilitato la vittoria della CMC Cidonio nella gara d’appalto dei lavori? E poi il sindaco, dopo tutte queste bugie, ha il coraggio di tappezzare la città di mega manifesti per annunciare che il porto “è dedicato ai nostri fi gli”, “questo è quello che stiamo costruendo per le nuove generazioni”: un futuro da scaricatori di porto. Come prospettiva, non è male…

Autore: Marcello la Forgia
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