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Documento di rigenerazione urbana, Molfetta 19° posto e niente finanziamento: il Comune ricorre al Tar 19° posto per Molfetta e 14,94 il punteggio nella graduatoria pubblicata dalla Regione Puglia. Finanziabili solo i primi 11. Si è poco puntato sulle proposte dei cittadini? Interventi non in linea con il bando regionale?
19 novembre 2011

MOLFETTA - Ancora un pugno di mosche. 19° posto per Molfetta e 14,94 il punteggio nella graduatoria pubblicata dalla Regione Puglia sui «Piani integrati di sviluppo urbana» (foto). Finanziabili solo i primi 11 progetti, di fronte alle risicate risorse a disposizione della Regione Puglia (quasi 52milioni di euro). Altro ricorso del Comune al Tar contro la Regione Puglia: si inasprisce il braccio di ferro tra le due istituzioni, ai ferri corti ormai da anni (ultimo, il ricorso al Tar per il Pirp).
4,58milioni di euro, il finanziamento richiesto dal Comune di Molfetta che puntava su centro storico e fronte mare (riqualificazione di corso Dante, recupero di Palazzo Tattoli e del centro sociale per minori di via Sant’Orsola, cantieri navali in località spiaggia Maddalena), dimenticando, ad esempio, le periferie, aree solo cementificate senza spazi verdi e aree a servizi per la collettività, dove avanza il degrado strutturale e edilizio.
Il Documento programmatico di Rigenerazione Urbana era stato approvato in Consiglio comunale lo scorso 4 luglio, proposto alla città di Molfetta appena una settimana prima, il 27 giugno in un incontro pubblico. Già allora si era parlato di fallimento: in meno di una settimana i tecnici avrebbero dovuto raccogliere sul sito comunale pareri, suggerimenti e richieste dei cittadini. Tempi troppo ristretti, senza contare gli errori del server.
È anche vero che la Regione aveva pubblicato il bando (delibera G.R. n.743 del 19 aprile) il 22 aprile sulla Bollettino Ufficiale, posticipando di un mese il termine ultimo della scadenza (dal 7 luglio ad agosto). Ma ridursi all’ultimo momento, come di solito accade a Molfetta, non è stata la scelta logistica e politica più appropriata. 115 i cittadini che hanno risposto al questionario online pubblicato il 27 giugno (20 questionari scartati per delle “problematiche”), quasi mille accessi al giorno: poco più di 8mila accessi, troppo poco per un Comune di 60mila abitanti come Molfetta.
Ennesimo “scherzo politico” della Regione Puglia al Comune di Molfetta, come sospetta da anni il sindaco Antonio Azzollini? O il progetto comunale non si è attenuto con scrupolo al bando regionale?
Nella delibera di giunta n.743 risulta decisivo il «coinvolgimento degli abitanti e di soggetti pubblici e privati interessati» nella elaborazione degli strumenti di intervento per promuovere «la rigenerazione di parti di città e sistemi urbani in coerenza con strategie comunali e intercomunali finalizzate al miglioramento delle condizioni urbanistiche, abitative, socio-economiche, ambientali e culturali degli insediamenti umani». La stessa Legge regionale n.21 del luglio 2008, prodomica al bando, non solo sottolinea l’importanza della partecipazione dei cittadini, ma anche «delle proposte di intervento avanzate da altri soggetti pubblici e da soggetti privati».
Lo stesso Guglielmo Minervini, assessore regionale alle Infrastrutture, nell’incontro del 29 giugno alla sede locale del Pd aveva ipotizzato la possibile esclusione del progetto comunale dai finanziamenti regionali, proprio per il mancato coinvolgimento dei cittadini, per altro assenti in massa alla presentazione del 27 giugno (ad appena 4 giorni dall’operazione «Mani sulla città»). Inoltre, la Regione. aveva concesso la proroga di un mese rispetto alla prima scadenza del 7 luglio.
Forse si è poco puntato sui bisogni e sulle proposte dei cittadini, scegliendo autonomamente gli ambiti da presentare? O gli interventi, così come sono stati strutturati e prospettati, non sono in grado di affrontare in modo integrato i problemi di degrado fisico e disagio socio-economico per i «contesti urbani periferici e marginali interessati» in relazione al contesto cittadino? Pagheranno ancora i cittadini gli avvocati comunali, protagonisti di una inutile “guerra fredda”?
 
© Riproduzione riservata
 
Autore: Marcello la Forgia
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