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Divella ha presentato i lavori di recupero del Pulo che riaprirà a settembre. Ancora assente l'amministrazione Azzollini La provincia ha anticipato le quote spettanti al Comune, sono già partiti i lavori di messa in sicurezza. Gestione affidata al consorzio Poljie
11 luglio 2008

MOLFETTA - Finalmente si è ad una svolta nella questione Pulo di Molfetta. Questa mattina infatti, sono stati presentati ufficialmente i lavori (già partiti da qualche giorno) che dovranno riconsegnare la cavità carsica al turismo che conta e ai molfettesi. E' stato il presidente della Provincia Divella a prendere per primo la parola ribadendo che l'ente si impegnerà a sostenere i costi economici relativi alla rimessa in sicurezza della dolina (pari a 170.000 euro) e relativi alla gestione (pari a 40.000 euro annui) da destinare al consorzio Poljie (Terrae, Ictius, Pro Loco, WWF, Archeoclub, Legambiente), sottolineando quindi che la serietà dell'operazione di recupero. Divella nell'occasione ha mostrato segni di apertura verso l'amministrazione comunale, che ha disertato completamente la conferenza, facendo appello al sindaco Antonio Azzollini affinchè possa scendere dalle sue posizioni cercando di inoltrare un dialogo. Tra l'altro, ha spiegato il presidente Divella, l'amministrazione cittadina non avrebbe dovuto sborsare un centesimo visto che la Provincia si è resa disponibile ad anticipare le quote spettanti al Comune. La strada da percorrere, secondo l'assessore provinciale Antonello Zaza, per il bene della dolina, è quella del dialogo obiettivo tra enti, mettendo da parte gli schieramenti politici e lavorando fianco a fianco ponendosi come unico obiettivo quello di rivalorizzare una città che ha molto da offrire in ambito culturale ma che oggi si presenta molto male. L'atteggiamento passivo del Comune di Molfetta non è comprensibile né tanto meno giustificabile. Il ''Sistema Pulo'', un progetto in cui si inquadra un percorso turistico formato dalla dolina, dagli scavi antistanti dei fondi Azzollini e Spadavecchia e dall'ex lazzaretto, la casina Cappelluti, in cui è stato allestito un museo dedicato al Pulo ha bisogno di collaborazione profonda fra gli enti pubblici (in questo caso Provincia, proprietari del sito e Comune di Molfetta proprietario del museo e dei fondi) che devono mettere da parte il desiderio di primeggiare nella gestione che Divella si è detto pienamente disponibile a concedere al Comune se questi volesse prendere seriamente la questione. I lavori verranno diretti dall'architetto Fanelli che ha fissato come principali obiettivi per il pieno recupero e la messa in sicurezza l'estirpamento delle erbacce, il montaggio di una nuova e insormontabile recinzione e il recupero dei servizi ormai distrutti dai ladri e dai vandali che non hanno nemmeno tralasciato di rubare l'impianto elettrico che come ricordiamo è fatto di rame. La conclusione dei lavori e quindi la riapertura del Pulo, nel peggiore dei casi, è prevista per il mese di ottobre ma si auspica che la dolina venga riaperta prima e più precisamente in concomitanza con la festa patronale di settembre. In occasione dell'inaugurazione il presidente Divella ha annunciato che tornerà a Molfetta per fare una visita sul fondo della cavità carsica e per ammirare - come lui stesso ha detto – una delle più belle meraviglie della provincia di Bari. Anche il dott. Raffaele Annese, presidente del consorzio Poljie che gestirà il Pulo, si è detto soddisfatto per la svolta della vicenda e ha annunciato che oltre alla promozione della dolina in giro per le scuole d'Italia si chiederà il riconoscimento come sito di importanza comunitaria, riconoscimento che se arrivasse, potrebbe garantire i fondi necessari al sostentamento del sito stesso nonchè alla sua promozione turistica in ambito internazionale. Intanto il consorzio ha elaborato e programmato il piano di gestione con l'obiettivo di attuare quattro punti cruciali quali il controllo dell'area, la salvaguardia della naturalità, degli scavi e delle strutture, la comunicazione e l'organizzazione di eventi atti alla promozione della dolina( visite guidate e divulgazione di materiale concernente le varie sfaccettature del Pulo). Adesso la palla passa all'amministrazione cittadina che potrebbe prenderla al balzo per riallacciare i contatti e magari cominciare a collaborare e quindi a lavorare in team con la Provincia. Staremo a vedere, ma intanto possiamo dare merito alla Provincia che per l'ennesima volta ha stanziato denaro pubblico per la nostra città dopo gli ennesimi sperperi dovuti proprio alla questione Pulo e alla sua cattiva gestione. Alla fine di tutto una domanda è lecita farla all'Amministrazione, augurandoci che ci sia una replica da parte di quest'ultima: come mai non è stato mandato nessun rappresentante da Palazzo Città alla conferenza stampa? Si è persa l'ennesima occasione per ricucire lo strappo con la Provincia.
Autore: Francesco Tempesta
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Forse la risposta potrebbe essere questa: se non la considerate valida non trascrivetela. "Qui il nostro governo favorisce i molti invece dei pochi:e per questo viene chiamato democrazia. Qui ad Atene noi facciamo così. Le leggi qui assicurano una giustizia eguale per tutti nelle loro dispute private, ma noi non ignoriamo mai i meriti dell'eccellenza. Quando un cittadino si distingue, allora questi sarà, a preferenza,chiamato a servire lo Stato, ma non come un atto di previlegio, come una ricompensa al merito, e la povertà non costituisce un impedimento. Qui ad Atene noi facciamo così. La libertà di cui godiamo si estende anche alla vita quotidiana; noi non siamo sospettosi l'uno dell'altro e non infastidiamo mai il nostro prossimo se al nostro prossimo piace vivere a modo suo. Noi siamo liberi, liberi di vivere proprio come ci piace e tuttavia siamo sempre pronti a fronteggiare qualsiasi pericolo. Un cittadino ateniese non trascura i pubblici affari quando attende alla proprie faccende private, ma soprattutto non si occupa dei pubblici affari per risolvere le sue questioni private. Qui ad Atene noi facciamo così. Ci è stato insegnato a rispettare i magistrati, e ci è stato insegnato anche a rispettare le leggi e di non dimenticare mai che dobbiamo proteggere coloro che ricevono offesa.E ci è stato anche insegnato a rispettare quelle leggi non scritte che risiedono nell'universale sentimento di ciò che è giusto e di ciò che è buon senso. Qui ad Atene noi facciamo così. Un uomo che non si interessa allo Stato noi non lo consideriamo innocuo, ma inutile; e benchè in pochi siano in grado di dare vita a una politica, beh tutti qui ad Atene siamo in grado di giudicarla.Noi non consideriamo la discussione come un ostacolo sulla via della democrazia.Noi crediamo che la felicità sia il frutto della libertà, ma la libertà sia solo il frutto del valore. Insomma,io proclamo che Atene è la scuola dell'Ellade e che ogni ateniese cresce sviluppando in sè una felice versatilità, la fiducia in se stesso, la prontezza a fronteggiare qualsiasi situazione ed è per questo che la nostra città è aperta al mondo e noi non cacciamo mai uno straniero. Qui ad Atene noi facciamo così. Pericle, 461 a.C. ( Qui a Molfetta noi facciamo così? )
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