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Diario sofferto di un'ingiustizia
15 ottobre 2007

Ormai è ben noto ai più. Il 4 e 5 settembre si svolgono le prove di ammissione rispettivamente per le facoltà di Medicina e chirurgia e di Odontoiatria e protesi dentaria. Per il primo si prevedono 2.364 canditati, ma se ne presentano 1819. Per odontoiatria a protesi dentaria le domande di iscrizione al test pervenute sono 967, ma gli effettivi partecipanti sono 743. La disposizione dei candidati nelle aule viene resa nota solo il 3 settembre. Per il test d'ammissione per medicina vengono predisposte 20 aule e i concorrenti sono divisi per fasce d'età. La prima aula ospita canditati nati tra il 1945 e il 1973. La seconda i nati tra il 1973 e il 1983. La terza i nati tra il 1986 e il 1987. Lo scarto di età va via via diminuendo nelle restanti aule, fino a ridursi a pochi mesi per i nati nel 1988 e nel 1989. Per il test d'ammissione alla facoltà di odontoiatria le aule messe a disposizione sono 11. Anche qui non mancano candidati di età avanzata rispetto alla media universitaria, e il più grande risulta essere un cinquantacinquenne. È facile intuire come la situazione, in particolare per medicina, sia abbastanza caotica. I candidati si ammassano nei corridoi della facoltà di ingegneria e attendono ben tre ore e mezza prima di poter cominciare il test. I PRIMI SOSPETTI Il 7 settembre viene pubblicata sul sito del Ministero dell'università e della ricerca (http://accessoprogrammato. miur.it) la graduatoria anonima per i candidati dell'università di Bari. Ogni candidato può accedere alla propria pagina personale, in cui visualizzare il proprio punteggio e la propria posizione in graduatoria, attraverso una password ricevuta assieme al plico in sede di espletamento della prova. Subito si nota come i primi punteggi per l'Università di Bari siano i più alti d'Italia. 10 SETTEMBRE La stampa e i tg locali cominciano a diffondere la notizia di 7 indagati dalle Procura di Bari per associazione a delinquere. In testa agli indagati l'odontoiatra Pollice. Quelli che prima erano sospetti cominciano ad avere riscontri concreti. Del resto l'università di Bari non è la sola ad essere coinvolta in un inchiesta giudiziaria, giacché lo scandalo coinvolge anche le università di Catanzaro e di Ancona. Cominciano circolare prime voci su un eventuale annullamento del test. Annullamento che però dovrebbe essere nazionale, dal momento che due quesiti, il 71 e il 79, appartenenti alla sezione “matematica e fisica”, non erano stati formulati correttamente dal team di esperti del ministero. DIFFUSIONE DELLE NOTIZIE E STAMPA La stampa trova pane per i suoi denti. Un argomento che coinvolge e su cui marciare. Si parla di 59 indagati (il numero certo fornito dalla Procura sarà in realtà di 41), di un ginecologo e un odontoiatra, il già citato Pollice, coinvolti nell'inchiesta, di 30.000 o 48.000 euro che alcuni furbetti avrebbero pagato per superare il test. Si intervistano i disonesti. Fa scandalo l'intervista fatta ad un indagato che conferma la sua posizione, sostenendo che nell'Italia dei furbi bisogna essere furbi. Insomma, una tempesta di informazioni e opinioni. E gli onesti cominciano a temere il peggio. 12 SETTEMBRE Finalmente interviene il Ministro dell'università e della ricerca Fabio Mussi che, nel corso di una conferenza stampa, rende nota la propria posizione: ripetere il test a Catanzaro ( dove i plichi sono stati aperti prima dell'inizio della prova) ed escludere gli indagati dalla graduatoria di Bari e Ancona. Qualche speranza per gli onesti. Peccato, però, che quello di Mussi sia un consiglio ai Rettori e nulla più. La decisione finale spetta, infatti, a questi ultimi. 19 SETTEMBRE In serata viene resa nota la decisione del rettore di Bari Corrado Petrocelli: i test per le Facoltà di Medicina e chirurgia e di Odontoiatria e protesi dentaria sono da rifare. Una decisione sofferta e meditata a suo dire, frutto di un lungo incontro col Senato Accademico. 20 SETTEMBRE Gli onesti non ci stanno. La protesta sorge spontanea e in mattinata all'incirca 200 tra studenti onesti e genitori si ritrovano nel corridoio antistante il rettorato, presso l'Ateneo. Si chiede di parlare col Rettore Corrado Petrocelli e subito si apprende della sua assenza. Tra toni accesi e atteggiamenti a tratti facinorosi, quasi si trattasse di una scena manzoniana in stile “assalto al forno”, si crea una delegazione di studenti e genitori che venga ricevuta dal prorettore Garuccio. In un'attesa snervante in cui si solidarizza nella difficoltà, in cui la rabbia diviene un rigurgito collettivo, si scambiamo storie. C'è lo studente che è passato al secondo tentativo, dopo aver rinunciato agli esami presso la propria facoltà. C'è la studentessa che non ha frequentato i precorsi obbligatori di ingegneria, necessari per il recupero di debiti e ora non si può più iscrivere. C'è chi ha superato medicina e odontoiatria e ha rinunciato ad altre facoltà. C'è chi, molto semplicemente, vuole avere ciò che ha conquistato dopo un'estate di studio, e che di diritto gli spetta. O meglio, dovrebbe spettargli. E in una situazione tesa corre voce che sia stata chiamata la polizia. Un uomo, che si dice appartenere alla Digos, scorta la delegazione di studenti nei corridoi del rettorato. L'incontro col prorettore non da frutti. Si esce delusi, con le lacrime agli occhi, impotenti. Come è possibile dover lottare per studiare? Povero chi pensava che lo studio fosse un dirittodovere. Qui lo studio è questione di fortuna. 26 SETTEMBRE Ormai la rabbia si è consolidata. Piovono i ricorsi. A distanza di 7 giorni dall'emanazione del decreto di annullamento, un gruppo di genitori incontra il sindaco Emiliano, il quale si rivolge al Rettore affinché revochi il decreto. Del resto una delle principali motivazioni dell'annullamento consta nel riconoscere l'entità diffusiva del fenomeno (cioè l'utilizzo di cellulari durante la prova, atto espressamente dichiarato illecito dal bando di concorso). Qualora la Procura circoscrivesse il fenomeno ad un gruppo di individui, cadrebbe la motivazione portante dell'annullamento. E gli onesti continuano a sperare. 27 SETTEMBRE E' il Rettore stesso a sostenere di revocare il decreto e convalidare la graduatoria esistente nel caso in cui la Procura fornisca i nomi certi degli indagati. 1 OTTOBRE La decisione definitiva del Rettore Petrocelli viene resa nota attraverso un comunicato stampa. I test per le facoltà di Medicina e Odontoiatria verranno ripetuti rispettivamente in data 17 e 18 ottobre presso i padiglioni della Fiera del Levante, presso cui una schermatura magnetica impedisce il funzionamento dei cellulari. Unica novità: gli indagati non verranno ammessi alla seconda prova. La situazione si complica. Gli indagati presentano i loro ricorsi, dal momento che non ritengono giusta l'esclusione dalla seconda prova. La loro eventuale colpevolezza, infatti, varrebbe come requisito per l'esclusione solo dalla prima prova. A questo punto gli onesti sono scoraggiati, delusi, stanchi della continua altalena di speranze e disillusioni. Non resta che sperare nella sentenza del TAR del 10 ottobre.
Autore: Alina Cormio
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