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Dalla Regione 300.000 euro a sostegno degli affi tti per famiglie disagiate Francesco Tempesta
15 aprile 2008

Nell'ambito delle iniziative a favore di coloro che subiscono il cosiddetto “disagio abitativo” il Comune potrà contare su di un'ulteriore somma di euro 304.888 che si andrà a sommare al contributo stanziato per le stesse fi nalità dal Comune stesso. La cifra è stata stanziata dalla regione Puglia su proposta dell'Assessore all'urbanistica Angela Barbanente e rappresenta una premialità destinata a quei Comuni che hanno contribuito con i propri fondi ad incrementare le risorse attribuite loro dalla Regione stessa. Si tratta, inoltre, del più cospicuo contributo della provincia dopo quello stanziato a favore del comune di Bari. Il contributo regionale insieme a quello stanziato in luglio dal Comune sarà destinato alle circa 2.000 famiglie che hanno presentato la domanda per ottenere il sussidio casa e si andrà a sommare ai 40.000 euro stanziati dal Comune di Molfetta nel novembre scorso. Inizialmente la Giunta comunale aveva previsto lo stanziamento di 30.000 euro ma accogliendo una proposta fi rmata dal consigliere dell'opposizione Nicola Piergiovanni questa cifra è stata portata a 40.000 euro. Piergiovanni nella sua proposta faceva intravedere la possibilità di reperire una somma superiore ai 30.000 euro utilizzando residui fondi degli anni precedenti e sfruttando il fatto che, in seguito ad accertamenti della Guardia di Finanza, erano state individuate alcune famiglie che non rientrando più nei requisiti del bando, avrebbero dovuto restituire le somme ingiustamente percepite. Nella sua proposta era evidenziato anche il fatto che, stanziando una cifra superiore, il Comune di Molfetta avrebbe ottenuto dalla Regione anche una premialità maggiore come infatti è accaduto in questi giorni. La cifra è destinata alle famiglie che abbiano presentato il modulo apposito di richiesta entro e non oltre il termine perentorio del 5 ottobre dello scorso anno presso l'Uffi cio protocollo del Comune di Molfetta e che siano in regola con i requisiti pubblicati nel relativo bando. In poche parole tra chi abbia presentato domanda ci sarà la suddivisione in due categorie economiche: A e B. La categoria A prevede che il reddito annuale netto non debba superare gli 11.117,08 euro in cui l'incidenza del canone di locazione non sia inferiore alla misura del 14%; la categoria B prevede, invece, che il reddito annuale non superi i 13.000 euro e l'incidenza del canone di locazione non sia inferiore al 24%. Oltre ai suddetti requisiti economici i candidati dovranno dichiarare che la casa in affi tto corrisponde alla loro principale abitazione, naturalmente ubicata in Molfetta e non dovranno essere già assegnatari di alloggi di edilizia popolare. A Molfetta il disagio abitativo è molto accentuato a causa degli elevatissimi canoni di locazione che ormai, per tante famiglie, sono diventati impossibili da sostenere. Infatti il canone di locazione dimezza, se non di più, lo stipendio di queste famiglie che hanno pesantissime diffi coltà ad arrivare a fi ne mese, specialmente quando il nucleo familiare è formato da quattro persone in su e quando subentrano spese improvvise ed eccezionali. E'stato l'assessore regionale alla Trasparenza e cittadinanza attiva, Guglielmo Minervini, a rendere pubblico lo stanziamento del contributo regionale auspicando che sia disponibile in tempi brevi per chi ne abbia presentato domanda, sperando che non ci sia un possibile rallentamento dovuto all'avvento del commissariamento del Comune. Secondo indiscrezioni, la distribuzione dei contributi casa a favore dei cittadini richiedenti non dovrebbe subire rallentamenti burocratici e dovrebbe avvenire entro la fi ne del mese di marzo, onde evitare di incappare in una scomoda contemporaneità con le elezioni amministrative e con il successivo insediamento del nuovo consiglio comunale. Si tratta senz'altro di un'iniziativa molto utile che ha lo scopo di alleviare anche se temporaneamente la condizione economica di tante famiglie che vivono questa situazione ogni giorno e diffi - cilmente ne vengono a capo. Bisognerebbe inoltre che ci fosse una campagna a favore della diminuzione del costo del mattone nella nostra città, che negli ultimi tempi sono saliti alle stelle. I costi degli appartamenti e dei canoni di locazione, infatti, non hanno nulla da invidiare a quelli delle grandi città artistiche e delle più importanti località turistiche italiane; ma se in quest'ultime l'elevato costo ha qualcosa di giustifi cato nella nostra città come si giustifi ca? Qual è la causa di una situazione che sta portando all'esasperazione oltre duemila famiglie e che se si va avanti su questa falsa riga aumenteranno a vista d'occhio? C'è chi ritene che la responsabilità sia da attribuire soprattutto all'avvento dell'euro che non ha fatto altro che far diminuire il potere d'acquisto degli stipendi e lievitare notevolmente i prezzi. Ma se si analizza bene la situazione, la causa dell'aumento dei prezzi non è dovuta all'avvento della moneta unica europea in se per sé, ma al mancato controllo da parte delle autorità competenti sulle speculazioni sul cambio lira – euro. Di conseguenza anche i costi del mattone sono aumentati e , per fare un esempio, se prima il canone di locazione di un appartamento di circa 80-100 mq era di circa 600.000 lire, adesso equivarrà alla pazzesca somma di circa 500-600 euro, praticamente la metà di uno stipendio statale. E' inutile dire che nel “caromattone” a Molfetta vi è una evidente speculazione dei proprietari immobiliari che non si sono fatti fi nora scrupoli nei confronti delle famiglie che vivono alla giornata e con uno stipendio che oltre al canone di locazione, permette loro ben poco. Fortunatamente adesso sembra che la situazione stia evolvendosi al meglio grazie alle varie cooperative che hanno fatto nascere, in zone periferiche, nuovi quartieri in cui è stato possibile poter prendere in affi tto appartamenti a prezzi certamente più modici o addirittura acquistarli a costi più competitivi. Tutto questo non ha fatto altro che favorire una sorta di migrazione, se vogliamo chiamarla così, dei cittadini molfettesi verso le estreme periferie della città e lo svuotamento di tantissimi appartamenti situati in posizione più centrale ma che avevano dei canoni di locazione salatissimi. Basta dare un'occhiata per le vie del centro per notare gli innumerevoli cartelli colorati con la solita scritta “Affi ttasi” che sono apposti sugli ingressi delle varie abitazioni. Ce ne sono di tutti i colori ma se i proprietari non abbasseranno le pretese là rimarranno e con il passare del tempo perderanno anche il loro vivace colore.
Autore: Francesco Tempesta
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