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DALLA PARTE DEL CITTADINO. Infostrada e le truffe telefoniche...
20 maggio 2011

MOLFETTA - Tutto comincia da una telefonata... Una sedicente operatrice Telecom dichiara il mancato pagamento da parte nostra dell’ultima bolletta telefonica.
Allarmato, preciso che il saldo è stato senza ombra di dubbio effettuato e, su richiesta dell’operatrice, fornisco il numero della bolletta e (senza dubitare della veridicità delle affermazioni della suddetta) il codice segreto.
La questione sembra risolversi lì; non ci sono pervenute ulteriori chiamate dalla Telecom in merito alla presunta bolletta inevasa. Giunge, invece, un’altra strana telefonata: all’apparecchio, una voce registrata (ormai non esiste quasi più la possibilità di interfacciarsi con un interlocutore reale, pensante e parlante, non robotico insomma) chiede conferma di un fantomatico passaggio al gestore Infostrada. Cado dalle nuvole e, ovviamente, digito il tasto corrispondente all’opzione “non conferma”. La voce registrata continua, sostenendo che io avrei fornito il mio codice segreto a un operatore, ma, infastidito, riattacco. Infastidito e confusamente insospettito.
I sospetti divengono di lì a poco certezza. Dopo qualche giorno, cercando di accedere al mio indirizzo Outlook, mi accorgo che il PC non riesce a connettersi. Il tentativo di aprire qualsiasi pagina Internet è frustrato; ottengo sempre la medesima risposta: “impossibile aprire la pagina web”... Mi spiego il disservizio con un guasto momentaneo, ma, al suo ripetersi il giorno successivo, decido di chiamare il 187 e segnalare il problema con l’ADSL alla Telecom. Scopro, con mio gran disappunto, di non essere più utente Telecom e d’un tratto tutto m’appare improvvisamente chiaro, anche grazie alla gentilezza delle operatrici del 187, che già avevano udito storie simili.
La sedicente operatrice Telecom altro non era che una truffaldina impiegata di call center, incaricata di stipulare contratti per Infostrada. Con l’inganno aveva carpito il codice segreto (registrando anche il momento della telefonata – solo quello, ovviamente – in cui le erano stati forniti tali dati), fingendo che le fosse stato comunicato per un presunto, mai autorizzato, passaggio al gestore Infostrada. Inutile sottolineare la rabbia con cui abbiamo appreso la notizia: rabbia per la truffa ignobile, per il tempo che si dovrà sprecare per inviare raccomandate con ricevuta di ritorno a Infostrada per misconoscere il presunto cambio di gestione e denunciare il deplorevole accaduto.
Rabbia per un’interruzione di quasi trenta giorni del servizio ADSL, che è un grave danno, economicamente e moralmente inaccettabile. Insomma, concludiamo qui, in attesa di raccontare gli ulteriori sviluppi di una vicenda che non si può assolutamente giustificare con la precarietà e le difficoltà dei lavoratori di call center e che infanga una categoria, all’interno della quale si inseriscono tanti giovani onesti, i quali fanno salti mortali per sbarcare il lunario. Con notevoli perplessità anche su Infostrada: ci si chiede come la dirigenza possa tollerare che accadano simili episodi, che proiettano luci sinistre sul servizio e sulle modalità di procacciamento clienti...

© Riproduzione riservata
Autore: Gianni Antonio Palumbo
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