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Dai frammenti la speranza: dialogo sull'arte di Vito Zaza. Convegno e mostra a Bari sullo scultore di Molfetta Domani nel Succorpo della Cattedrale conferenza stampa di presentazione di “Notti sacre”, rassegna culturale della diocesi
18 settembre 2014

BARI –  Si terrà a Bari  giovedì 25 settembre alle ore 18 nel Succorpo della Cattedrale il convegno “Dai frammenti la speranza. Dialogo sull'arte di Vito Zaza”. All’incontro dedicato allo scultore molfettese scomparso il 5 maggio di quest’anno, interverranno mons. Pietro Maria Fragnelli (vescovo di Trapani), l’avv. Andrea Pisani Massamormile (Presidente di Banca Carime).

La mostra delle opere invece è prevista da sabato 20 settembre a domenica 28 sempre nel Succorpo Cattedrale di Bari.

«I frammenti delle grafiche che Vito Zaza ci ha consegnato poco prima della sua morte terrena avvenuta pochi mesi fa, rappresentano la ricerca dell’artista, che è innanzitutto uomo, di una verità assoluta che sia speranza. Potremmo dire che la verità per Vito Zaza è la speranza.

Frammenti di un passato vissuto, a volte doloroso, frammenti che sono la traccia di una identità, la linea di un percorso di attesa, forse più doloroso del vissuto, ma ricco di speranza e di bellezza incomparabile.

È dai frammenti che Vito Zaza ci invita a ricostruire la nostra speranza. A non essere più periferia nella vicenda umana di ognuno di noi, ma a saperci trasformare in protagonisti di un racconto splendido che è la vita e che affascina gli uni e gli altri.

E chi ha il privilegio di saper raccontare il proprio doloroso vissuto attraverso i frammenti, potremmo dire destrutturati, privati della loro valenza terrena, proiettati alla ricerca del valore vero della vita: la verità e la speranza di conoscerla e farla propria, diventa testimone per tutti che la rinascita è possibile sempre.

I frammenti. Mettere insieme i cocci, dare il giusto valore alle cose, nella loro semplicità, ci introduce alla speranza».
 

Intanto domani, venerdì 19 alle ore 11,45 presso il succorpo della Cattedrale di Bari, è prevista la conferenza stampa di presentazione della quinta edizione di “Notti Sacre”, rassegna culturale della Diocesi di Bari-Bitonto nelle Chiese di Bari Vecchia.

“Dalle periferie, la Speranza”, il titolo di quest’edizione. “E’ proprio nell’essere periferia, che si trova il germe del rinnovamento, la necessità di aprirsi al nuovo e nutrirsi di speranza”, spiega l’arcivescovo di Bari-Bitonto, Francesco Cacucci.
L’immagine grafica di Notti sacre 2014 è affidata ad un dipinto dell’artista barese Michele Volpicella, in cui la figura femminile non è una donna qualunque, ma la samaritana del Vangelo, ritratta in un paesaggio urbano con vicino una brocca e un violoncello.
Riecheggia dunque in Notti sacre 2014 l’invito a uscire da se stessi per andare incontro agli altri, farsi comunità tramite la preghiera, la musica, il teatro le arti visive, la bellezza delle chiese di Bari Vecchia.
Alla conferenza stampa interverranno l’Arcivescovo di Bari Bitonto, Francesco Cacucci, il Sindaco di Bari, Antonio Decaro, il Direttore Artistico di Notti Sacre, Don Antonio Parisi, l’assessore comunale alla Cultura, Silvio Maselli, il Sovrintendente della Fondazione Petruzzelli, Massimo Biscardi, il Direttore del Conservatorio di Bari, Giampaolo Schiavo, il Presidente di Banca Carime, Andrea Pisani Massamormile.

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Vito Zaza è nato a Molfetta nel 1939, ha studiato scultura presso l’Istituto d’Arte di Carrara.
Le sue creazioni sono state esposte in varie città d’Italia e all’estero, partecipando a molte mostre personali (Museo Arengario, Monza; Galleria Arte Spazio, Bari; Galleria d’Arte Moderna, Perugia; Galleria Artivisive, Roma, presentata in galleria dal critico d’arte Marcello Venturoli; Solander Gallery, Canberra (Australia); Blaxland Gallery, Sydney ecc.) e mostre collettive. 
Ha vinto numerosi concorsi nazionali ed internazionali.
Hanno parlato di lui numerosi critici d’arte tra cui il già citato Marcello Venturoli, Michele Campione, Dario Micacchi, Sergio Rispoli, Gaetano Mongelli. 
La sua città, le sue radici, tutta la cultura del mediterraneo pulsano nella sua arte.
Zaza ha modellato l’argilla guidato sostanzialmente da componenti emotive ed intellettuali: «Sono […] i sentimenti profondi di una umanità che palpita, che si interroga, che urla e narra sottovoce, […] che guarda al passato senza struggente nostalgia perché vive nel presente ed è già proiettata nel futuro […].
Ogni opera è un capitolo nel Grande Libro degli esorcismi dell’arte e delle sue magie» (Campione, 1992).
Le sue sculture rivelano l’incanto della materia informe che gradatamente si anima e si armonizza nelle forme, espressioni, volumi, dimenticandone la pesantezza e la fatica della tecnica.
La straordinaria sensibilità di Zaza interpreta l’universo femminile: «Le Donne di Vito Zaza, hanno inesauribili capacità di vita perché […] straordinaria è l’attualità dell’invenzione poetica dello scultore» (Campione, 1992).
Marcello Venturoli nel 1980 definisce Zaza: «Senza dubbio un primo e persuasivo punto di arrivo nel quadro dell’arte plastica in Puglia».
Nelle sue creazioni: «I sogni, le speranze, le attese, le illusioni sono lì, tutti insieme a narrare la favola dell’uomo che crea la realtà con la immaginazione della realtà stessa» (Campione, 1992).
 

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