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“Cresce la volontà di cambiamento e rinnovamento” INTERVISTA – Antonello Zaza di “Rifondazione”, neo consigliere alla Provincia
15 giugno 2004

Antonello Zaza, 26 anni (nella foto), consigliere comunale di Rifondazione Comunista è il secondo molfettese che farà parte del prossimo consiglio provinciale. Lo abbiamo ascoltato a caldo pochi giorni dopo la sua elezione per conoscere idee e prospettive di chi in pochi anni è passato da giovane sorpresa ad importante realtà politica della nostra città. In politica vincere è difficile ma confermarsi lo è di più. Come ci è riuscito Antonello Zaza? “Io direi come ci siamo riusciti. Il 9% raggiunto dal nostro partito dà il senso di una vittoria che va al di là del semplice consenso personale. Il nostro segretario Gianni Porta, a Ponente in una situazione difficilissima con più del 70% di voti per il centrodestra, ha ottenuto ben 1.053 voti (secondo dei non eletti, ndr). Se questi dati locali li confrontiamo con quelli delle europee riscontriamo un'omogeneità che esprime con chiarezza la vittoria di un partito non di singole persone”. Un partito che, nella nostra città, è il secondo partito del centro sinistra dopo la Margherita e il quarto in assoluto. Come mai in una città dove il 60% dei votanti continua ad andare a destra, Rifondazione Comunista è così forte? “Il nostro risultato è dato dal nostro buon lavoro. Nel tempo il nostro partito ha avuto il coraggio e la forza di rinnovarsi fondendo l'esperienza dei più “anziani” con la capacità di cogliere i cambiamenti dei più giovani. Un gioco di squadra che ci ha portato ad essere sempre più vicini alle reali esigenze della gente. In consiglio comunale poi, abbiamo sempre fatto un'opposizione propositiva e non mirata solo a destrutturate la maggioranza. In più le nostre battaglie su Torre Calderina, Elettrosmog, Piazza Paradiso hanno fatto percepire all'elettorato quanto la nostra proposta fosse alternativa. Una proposta fatta di partecipazione e ascolto del territorio, sorretta da passione e idee, secondo un rapporto non di piena delega ma di continuo coinvolgimento”. Da consigliere di minoranza in Comune a consigliere di maggioranza in Provincia. Cosa cambierà? “E' ovvio che aumentano le responsabilità. Di certo non cambia il modo con cui affronteremo i problemi, tenteremo di mantener fede agli accordi programmatici avvicinando l'ente provincia ai cittadini. Personalmente credo che senza una maggioranza sorda e arrogante come quella della nostra città si possano determinare meglio le politiche di una giunta e questo per me sarà molto più stimolante”. Vendola, Bertinotti, Morgantini, Musacchio e Agnoletto. 5 Eurodeputati e il 6,1% di preferenza. Il grande risultato di Rifondazione comunista viene usato come arma dagli oratori televisivi del centro destra per screditare la vittoria del centro sinistra. Ma sarà veramente così difficile trovare un compromesso? “Non sarà difficile, laddove si riesca a costruire una proposta di governo realmente alternativa. Certo bisogna guardare il passato dove politiche come la riforma della scuola o le privatizzazioni, attuali capisaldi del centro destra, sono state avviate da un centro sinistra alla spasmodica ricerca della “moderazione”. Sono certo che qualora si lavorasse insieme su temi come la tutela dello stato sociale o una più equa redistribuzione del reddito, Rifondazione potrà essere una forza di governo qualificante per la futura coalizione, quasi una presenza di garanzia”. E a livello locale la strada quanto è dura? “Nonostante i dati diano ancora ragione al centro destra, (gli elettori molfettesi sono quelli che hanno dato più voti ad Amoruso nonostante le politiche di quest'ultimo, soprattutto in campo sanitario, siano state fortemente penalizzanti per la nostra città) c'è una forte voglia di cambiamento in città. Dal 28% delle comunali il centrosinistra è passato al 40%. Un 12% in più fatto per metà dai voti del nostro partito. Il centro sinistra non può fare a meno dei nostri voti ma soprattutto non può fare a meno delle nostre idee. La politica non viene mettendo insieme percentuali. A Molfetta l'apertura al centro, peraltro legata a personaggi del passato con anni di interessi arretrati, è evidente che non ha portato i suoi frutti. Il nostro dato esprime una crescente voglia di partecipazione della gente, un'esigenza che il centro-sinistra deve cogliere recuperando un percorso interrottosi con la seconda amministrazione Minervini. Bisogna riformare una classe dirigente, creare un ceto politico capace di rispondere di volta in volta alle esigenze mutevoli dei cittadini, rendendo la comunità partecipe. In questo modo potremo usare di volta in volta le risorse migliori quelle che oggi troppo spesso sono messe da parte”. Fabrizio Fusaro fabrizio.fusaro@quindici-molfetta.it
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