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Corto circuito
15 gennaio 2011

Il suono prolungato del campanello mi fece trasalire. Aprii, e mi trovai davanti tre uomini corpulenti che mi mostravano il tesserino da agenti dell’Ordine Supremo. - “Il signor Qualcuno?” mi chiesero con un tono poco rassicurante. - “Sì sono io” risposi con voce fi oca e un’ansia mal repressa. Mi sentivo il cuore palpitare. - “Abbiamo un mandato di perquisizione! Lei è accusato di mancata fuga, sparizione ed abuso di senso civico”. - “Accomodatevi”. Ebbi il coraggio di rispondere. Chiusero la porta, mi invitarono a sedermi buono in un angolo e cominciarono subito a frugare nei fi les del mio computer. Videro tutto, in pochissimo tempo. Visitavo siti sulla legalità, l’antimafi a, quella vera, quella pericolosa, siti sull’emergenza ambientale, o che trattavano temi sociali di scottante attualità… siti che denunciavano l’insabbiamento di indagini… e la Giustizia Infl essibile coi deboli. - “Capisce da sé che è in un bel guaio”, mi sussurrò il brigadiere nell’attendere la chiusura del sistema. - “Le attività irregolari ed eversive vengono punite severamente dall’Antistato, questo immagino lo sappia … “ disse staccando la memoria dal computer... il corpo del reato! Ultimata l’operazione, apposto il sigillo dell’Ordine Supremo, mi guardò fi sso negli occhi e disse: ”Lei versa regolarmente tasse, imposte e contributi, fa raccolta rigorosamente diff erenziata, scambia articoli che parlano male dell’AntiStato e dei suoi rappresentanti, rispetta le fi le e parla a bassa voce rispettando le opinioni altrui, rispetta tassativamente il codice della strada quando circola… cosa crede, che non lo sappiamo?… da tempo la sua utenza non è sotto controllo perché ci basta vedere come usa il suo computer… impropriamente … non visita siti di propaganda per l’Ordine Supremo, anzi visita solo siti che ne parlano male, si oppone alle disparità di consumi tra continenti e mostra decise preferenze per i più deboli … per i morti di fame… con l’aggravante dell’apologia dei ladri di sopravvivenza che hanno invece l’obbligo morale di soccombere per fame! …si rovina con le sue stesse mani, lo capisce, questo… o no!?? …e noi dobbiamo mettere in atto tutte le procedure previste dalla L.S.A. – d.p.f., Legge Sovrana Arrogante del più forte!…” Fu interrotto dal suo collega, che lo chiamò a vedere in camera da letto cosa aveva trovato. Libri compromettenti. Biografi e di giudici uccisi dall’Ordine Supremo Ricostituito, giudici messi all’indice e a tacere perché avevano osato fare il proprio dovere, applicando la legge in maniera uguale per tutti, comportamento ritenuto eversivo e rivoluzionario; saggi di letteratura e, soprattutto, una copia del Codice Penale e una della Costituzione Italiana, libri messi all’indice ormai da tempo. - “Con questo materiale la vedo proprio messo male”, sentenziò il più grosso dei due. Due minuti dopo eravamo già in auto, diretti verso il palazzo dei Tutori dell’Ordine Supremo. Mi lasciarono da solo in una stanza semibuia, e dopo qualche minuto arrivò l’Alto Magistrato. Un tizio dalle maniere spicce, che senza tanti convenevoli mi espose i capi d’imputazione. “Signor Qualcuno, lei è in arresto per vilipendio della corruzione, mancata evasione, omissione di compromesso, rivelazione di verità d’uffi cio, dichiarazione veritiera e oltraggio a pubico uffi ciale”. “Oltraggio a pubico uffi ciale? No, guardi, quest’ultima accusa è grandemente ingiusta, rammento solo di aver scritto ultimamente che non bisognerebbe raccomandare in carriera gente senza cervello”. - “E da quando in qua si utilizza il cervello per fare carriera? Lo ha stabilito lei? Dove sta scritta questa sciocchezza! Il Codice Incivile parla chiaro: “ogni comportamento teso ad equiparare i cittadini è lesivo dell’integrità delle divisioni sociali. Ogni trasgressione viene punita con una pena da uno a sei anni di reclusione”. Qualcuno si sentiva ormai in trappola. Anni di cospirazione contro l’Ordine Supremo ormai lo avevano forgiato ad ogni genere di imprevisto sgradevole, ma questo arresto non lo aveva messo in conto. - “Il mondo si regge sulla corruzione, lo scambio di favori, l’assoluzione del prepotente, la condanna del morto di fame, la vessazione del debole... Ogni atto teso a sovvertire questo naturale ordine delle cose va represso, disarticolato e cancellato. Da oggi Lei è nostro ospite!!!”. Entrò un secondino, che cominciò a picchiarmi selvaggiamente, sotto gli occhi indiff erenti del Giudice. Il pestaggio si fermò per qualche minuto per ordine del Giudice, che precisò: - “Nel nuovo Codice Venale si aff erma che ogni atto diretto a procurare lucro è legale, e tutti coloro che meritoriamente agiscono contro persone e patrimonio altrui vengono tutelati dalla legge, mentre il regime carcerario è un sistema di messa a riposo a tempo indeterminato, dalle fatiche, di chi, giornalmente, delinque ostacolando il completamento del Supremo Ordine del Malaff are ….” - “E allora perchè mi state uccidendo di botte?” - “Affi nché lei diventi Organico dell’Ordine Supremo… nelle carceri lei potrebbe turbare la quiete, agire in contrapposizione alle leggi vigenti… lei delinque contro l’Ordine Supremo, agendo con rispetto del prossimo, e dei diritti dell’uomo… e questo è intollerabile… anche nel carcere… mi dia retta… diventi un patriota vero!.. si iscriva anche lei alla M.a.f.i.a., il Movimento Autonomo per la Fioritura degli Inciuci Apolitici, e si dia da fare sul campo… libero di fare tutto quello che l’Ordine Ricostituito le chiederà di fare! Si comporti da vero delinquente, calpesti diritti altrui, rubi, lasci perdere i morti di fame… e se farà così potrà dirsi pentito e riabilitato nel giro di qualche anno… Per questa volta abbiamo scherzato, lei da ora è di nuovo schiavo, può tornare a casa”. Uscii dolorante e confuso, attesi che passasse uno dei tanti bus in retromarcia, che sparì nell’accecante buio della notte… non ebbi ancora la forza di salirvi! Tutto s’era messo a girare al contrario, e non riuscivo a comprendere perché.

Autore: Nicola Squeo
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