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Corso Umberto, al via la riqualificazione. Il blitz di Azzollini prima delle dimissioni: continua lo scempio urbano. Dubbi su costi e modalità progettuali
15 dicembre 2012

Un aumento vertiginoso in appena 3 anni. Oggi la riqualificazione del “quadrilatero commerciale” (via Baccarini, lungomare, Corso Umberto, Corso Dante, Corso Margherita di Savoia, piazza Aldo Moro) costa ai contribuenti molfettesi quattro volte di più rispetto al 2009, dopo l’approvazione in linea tecnica del primo stralcio del progetto da parte della giunta Azzollini lo scorso 29 ottobre. In sostanza, si è passati da poco più di 3,6milioni di euro per il solo Corso Umberto (2009) a 13milioni di euro (2012) per tutto il “quadrilatero commerciale”. La spiegazione di questa dilatazione finanziaria è tutta racchiusa nel quadro economico dell’intervento e nelle tavole del progetto. Infatti, tra l’approvazione del progetto preliminare nel 2009 e quella del primo stralcio nell’ottobre 2012 numerose sono state le modifiche e le aggiunte varate. Innanzitutto, l’importo dei lavori dal 2010 al 2012 è stato raddoppiato (da 5milioni a 9,1milioni di euro) per l’aggiunta continua di altre opere (edilizia, fogna bianca, aree a verde, pilomat, ecc.) e la crescita vertiginosa delle forniture (1,46milioni di euro per l’arredo urbano, le strutture ludiche, i cassonetti da acquistare, la mobilità sostenibile, ecc.). Del resto, il progetto includeva nel 2009 solo Corso Umberto e Largo sant’Angelo, ma nel 2010 è stato costretto a fagocitare tutto il “quadrilatero commerciale” urbano. Secondo il primo stralcio del progetto, le aiuole sostituiranno le attuali fioriere, sarà pianificato anche un intervento per la raccolta e lo smaltimento delle acque piovane, oltre all’individuazione di parcheggi di interscambio con un possibile park&ride e alla interdizione del traffico in tutta la zona. I marciapiedi dovrebbero essere formalmente eliminati: a quel punto, non pochi saranno i disagi per i commercianti perché, durante le piogge copiose, il corso si trasforma in un fiume in piena e l’acqua, senza un argine, avrà facile accesso ai negozi. Tuttavia, gran parte delle strade del “quadrilatero commerciale” sono state già interessate dai lavori del Piano Strade negli ultimi mesi. Nel momento in cui partirà la riqualificazione dell’area, quelle stesse strade dovrebbero essere oggetto di ulteriori sistemazioni, costringendo i cittadini a pagare due volte questi lavori pubblici. Un errore nell’ultima frettolosa giunta Azzollini, intensa e ingolfata da quasi 70 delibere? L’ennesimo parto maldestro? Tra l’altro, resta un mistero anche la destinazione delle centinaia di basole che caratterizzano la zona: dovrebbero essere elevate all’altezza del marciapiede (con la sua conseguente scomparsa) o, probabilmente, asportate e trasferite ai depositi comunali, lasciando il posto a materiali moderni e, soprattutto, senza alcun legame con la storia di Molfetta. Purtroppo, questo progetto sta assumendo le fattezze di una macchina succhia-soldi pubblici, come il mercato ortofrutticolo, il depuratore e il porto (anche questo approvato in tutta fretta nel 2008, prima delle dimissioni di Azzollini). Progetto che, come Quindici ha dimostrato in un’inchiesta del 2010, ha sollevato non poche polemiche tra i cittadini e gli stessi commercianti del Corso Umberto. Trasformare il Corso Umberto in un salotto potrebbe essere malamente digerito dai cittadini che, fino ad oggi, sono stati solo semplici spettatori delle scelte dell’amministrazione Azzollini. Infatti, la riqualificazione dell’area non dovrebbe necessariamente prevedere lo stravolgimento totale di uno scorcio di Molfetta che ha rappresentato nel secolo XX una delle più belle cartoline, purtroppo deturpate dal traffico, dall’abbandono urbano e anche da atti di vandalismo. Sarebbe stato opportuno, invece, riprogrammare il Piano del traffico e della mobilità (risalente al 1999), liberando tutto il “quadrilatero commerciale” dal traffico e dallo smog. Doveva essere questo il primo passo per restituire a Molfetta un habitus di vivibilità, tesoro che ancora oggi i cittadini ricercano tra le pieghe dell’isola di Nemo. Ma sarà uno scempio in più, ci auguriamo l’ultimo della nefasta era Azzollini. Speriamo, però, che il commissario prefettizio voglia fermare questa follia.

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