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Coppa Italia, lo 0-0 con il Corato trascina il Liberty Molfetta in finale Oggi l'altra semifinale Nardò-Taurisano . Il 18 febbraio finale a gara unica
28 gennaio 2010

MOLFETTA - Missione compiuta. Grazie all’1-1 dell’andata, al Liberty Molfetta è bastato un pareggio a reti inviolate per staccare il biglietto per la finalissima regionale. Un obiettivo fortemente voluto dal presidente Canonico che già l’anno scorso, arrivò ad un passo dalla conquista del trofeo regionale. Un titolo importante anche in chiave promozione. Infatti, la squadra che vincerà il titolo nazionale, acquisirà il titolo sportivo per partecipare alò successivo campionato di Serie D.  Un’impresa non facile, perché la fase nazionale comporta lunghe trasferte e avversari competitivi. Ma è sempre meglio mantenere questa finestra aperta.

Su un campo pesante e sotto la pioggia, Liberty e Corato hanno dato vita ad una gara accettabile sul piano più tattico che tecnico, a tratti vivace, e, anche se si sono viste poche azioni da rete, la gara non è stata noiosa, naturalmente fin quando i giocatori sono entrati in riserva d’ossigeno.
Forte dell’1-1 dell’andata, il Liberty poteva impostare una gara d’attesa e schierare, almeno inizialmente qualche seconda linea. Invece il tecnico Del Rosso mandava in campo la miglior formazione possibile in questo momento, considerati i molti elementi in infermeria. Il mister biancorosso schierava la difesa a 4 con Paris e Zaccaro al centro, Ingrosso e Visceglia sugli esterni. Centrocampo a rombo con Carniti a fare il vertice basso, Monticelli a sinistra, sul versante opposto Carlucci (nella foto), La Fortezza (per la prima volta da titolare) a muoversi tra le linee e alle spalle della coppia d’attacco Uva e Suarez. 
L’approccio del Liberty era convincente: squadra corta, buon fraseggio a centrocampo, continua ricerca di spazi con la palla a terra. Insomma, si vedeva che i biancorossi volevano mettere subito le mani sul match. Il possesso palla e il predominio territoriale si rivelava però sterile. Il Corato si difendeva in 7, intasava
la propria trequarti e alcune pregevoli intuizioni di La Fortezza erano frenate prima dal terreno di gioco e poi dagli avversari.
Più incisivo il Liberty sulla corsia di sinistra con le sovrapposizioni tra Ingrosso e Monticelli, ma sui loro cross erano sempre in ritardo sia Uva che Sancez. Il Corato si difendeva in 7, ma manteneva le tre punte in avanti: l’ariete Porcelluzzi, bravo nel gioco aereo, e gli sguscianti Di Senso e Martinelli. Il Liberty manteneva il controllo del gioco, ma era il Corato che al 32’ chiamava all’intervento, l’attento Affinito che respingeva in tuffo un diagonale di Di Senso. Nell’azione successiva Uva si liberava sulla sinistra, crossava al centro, ma Suarez mancava l’impatto con la palla, complice una leggera ma determinante trattenuta di un difensore coratino. Nel finale del primo tempo altre due note di cronaca: una parata di Affinito su una conclusione sempre di Di Senso e poi una velenosa e potente punizione di Ingrosso, che impegnava il portiere avversario ad una difficile deviazione.
Nella ripresa il Liberty partiva lanciato. Già al primo minuto Suarez, lanciato da La Fortezza, perdeva il passo ed era anticipato dal portiere in uscita. Poi non succedeva più nulla. Il Liberty continuava a giocare nella metà campo avversaria senza la dovuta lucidità. Subentrava la stanchezza e la gara senza sussulti si spegneva. Al triplice fischio finale del sig. Mazzei di Brindisi tutti a centrocampo a ricevere gli applausi del pubblico. Applausi meritati perché, nonostante le avverse condizioni atmosferiche, l’impegno è stato massimo da parte di tutti. Ovviamente i più contenti erano i supporter biancorossi che già pregustano una finalissima tutta da vivere, magari con la rivale di questa stagione: il Nardò che oggi affronterà nell’altra finalissima il Taurisano.
Nel dopo gara il tecnico molfettese Del Rosso esprimeva la propria soddisfazione: “Potevamo fare una gara d’attesa, invece abbiamo cercato di fare subito la gara. Abbiamo sempre giocato nella metà campo avversaria, senza sprecare palloni, ma mantenendo la palla bassa. Loro si difendevano in 8 e non era facile trovare spazi. I giocatori hanno lottato e dato tutto. Era inevitabile che nel finale la stanchezza si facesse sentire, ma non abbiamo corsi rischi”.
Centrata la finale di Coppa, si guarda ora al campionato. “Veniamo da 8 gare in 24 giorni, un ritmo massacrante e che noi stiamo pagando con una serie di infortuni, aggiungiamoci poi i campi pesanti. Non c’è tempo di tirare il fiato, di allenarsi adeguatamente in funzione della gara successiva. Con il recupero di alcuni giocatori come Sissali e Bitetto, avrò la possibilità di varie soluzioni tattiche e non dimentichiamo che La Fortezza, che da mesi non giocava una gara, deve ritrovare la migliore condizione atletica”.  
Insomma, i tifosi biancorossi possono essere fiduciosi. Il finale di campionato sarà scoppiettante, senza dimenticare la Coppa.
Il tecnico Del Rosso fa bene ad essere ottimista, ma le assenze e i campi pesanti non bastano a spiegare una sterilità dell’attacco sempre più evidente. Da troppe gare il predominio territoriale e il possesso palla non si concretizzano in azioni da rete. Non per niente il Liberty è tra le squadre di vertice con l’attacco più parsimonioso. Dalla capacità di mole di gioco c’è d’attendersi qualcosa di più delle solite soluzioni sulle palle inattive, magari nel recupero delle gare, come mote volte è successo. L’organico è tale che può e deve fare di più.
Domenica prossima per la 26ª giornata di campionato scenderà al “P. Poli”, il Copertino che aspira ad un posto nei playoff, quindi un cliente per niente facile.
 
Autore: Francesco Del Rosso
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