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Continuare nella strada dello sviluppo in Puglia: Concita De Gregorio intervista Guglielmo Minervini a Molfetta L'assessore regionale candidato alle primarie del centrosinistra per la presidenza della Regione Puglia risponde alle domande della giornalista di “Repubblica” e del sindaco Natalicchio
30 novembre 2014

MOLFETTA – Per Concita De Gregorio, inviato di Repubblica e già direttrice del quotidiano L'Unità, Molfetta è sempre una scoperta. «Qui si discute appassionatamente di politica fino alle 2 di notte», ha raccontato al pubblico presente alla sua intervista all'assessore regionale Guglielmo Minervini, candidato alle primarie del centrosinistra per la presidenza della Regione Puglia (nella foto di Luciano Iacono: Paola Natalicccio, Concita De Gregorio e Guglielmo Minervini).

Di fronte al crescente astensionismo, questo interesse alla politica a Molfetta rappresenta una notizia che la giornalista ha messo in evidenza, rimarcando la controtendenza rispetto alla situazione nazionale. Parlando della Puglia Concita De Gregorio ha ricordato la vittoria di Nichi Vendola 10 anni fa: «la Puglia è stato un simbolo anche per gli uomini che incarnavano questa rinascita pugliese. Un Sud diverso. Un diverso modo di essere Sud.  Nichi Vendola… Tanti di noi l’hanno amato perché incarnava un ideale, una visione che non pensava ai prossimi tre mesi o tre anni, ma ai prossimi trent’anni. Michele Emiliano era la forza del bene poi sono passati gli anni e sono un po’ caduti tutti nella trappola della gestione del potere: io lo posso dire perché vengo da fuori e vi dirò le cose che quelli che stanno qui non possono dire. Mi dispiace dirlo, perché molti di noi ci hanno creduto. Ma a forza di illudere e disilludere non si crede più a niente; infatti l’astensionismo è il primo partito di questo paese».

Ma anche la nuova illusione renziana con la conquista di oltre il 40% dei consensi alle Europee, non vuol dire un trionfo del centrosinistra, soprattutto se si considera che quella percentuale rappresenta una minoranza di votanti. E mentre tutti oggi, nell'Italia che va sempre in soccorso al vincitore, si dichiarano renziani, ci interroghiamo sulla differenza tra opportunismo e opportunità. Ed è stata questa la prima domanda che la giornalista ha rivolto a Guglielmo Minervini a Molfetta in piazza, in un gremitissimo Corso Umberto, in una domenica di novembre, insolitamente primaverile.

«Oggi, infatti, ci si chiede – ha detto De Gregorio - se in una società dove pochi prendono tanto e tanti non prendono nulla e non tocca mai a loro, si possa arrivare ad avere tutti un po' di meno, ma meglio distribuito. Insomma l'alternativa è ancora tra incassare subito o avere un'opportunità reale».

L'opportunità, secondo Minervini, è quella di chi crede che si possano riannodare i fili della speranza, il bisogno di sentirsi protagonisti, come la gente in piazza che vuole togliere il mazzo delle carte dalle mani di qualche segretario di partito (il riferimento è al suo avversario Michele Emiliano, segretario regionale del Pd, ndr) per restituirlo nelle mani dei cittadini.

«Se tocchiamo le corde giuste - ha aggiunto convinto l'assessore regionale - domenica 30 novembre alle primarie, può accadere lo stesso fenomeno del 2005 e 2010 quando il popolo pugliese, dimostrando una straordinaria autonomia di giudizio, ha scelto Nichi Vendola. Questa è la strada del cambiamento, il bivio tra opportunismo e opportunità. Del resto la crisi sbarra la strada all'opportunismo, ci si deve rendere conto che è finito il tempo del posto fisso, della cultura e della logica del posto da catturare e delle scorciatoie che possono risolvere i propri problemi esistenziali. La merce di scambio, con la crisi economica, è venuta meno, irreversibilmente. Se qualcuno ti promette qualcosa, sai che sta barando. Non c'è più nulla, mentre a Molfetta come in altri posti della Puglia si continua a promettere illusioni, mentre si crede che il futuro sia ancora nel mercato dell'edilizia, che non c'è più, ma non mancano coloro che vogliono ancora devastare il territorio, malgrado le alluvioni di questi giorni confermino come l'abusivismo e le successive sanatorie hanno fatto scempio del territorio e pregiudicato il futuro è l'incolumità della gente. Noi crediamo, e lo abbiamo fatto con l'iniziativa di Bollenti spiriti, nella moltiplicazione delle opportunità rendendo ciascuno artefice del proprio destino. Senza barare, senza promettere ciò che non si può dare a una generazione giovanile alla quale non sappiamo cosa rispondere, non avendo la bacchetta magica e non volendo creare altre illusioni».

«E sul lavoro si gioca la sfida del futuro per una società più giusta – ha aggiunto Minervini - che non permetta, come avviene oggi, che il figlio dell'operaio abbia tre volte la probabilità di fare l'operaio, mentre il figlio del notaio due volte la possibilità di fare il professionista. Oggi non conta quello che vali, ma la fortuna del posto in cui nasci. Se nasci sfigato hai più probabilità di rimanere sfigato. Se nasci giusto hai più possibilità di rimanere tale. Ecco perché occorre cambiare questa società ingiusta. Allora siamo qui per ribellarci o per consentire che le cose continuino così?».

A questo punto si è inserito l'intervento del sindaco di Molfetta, Paola Natalicchio, che ha chiesto a Minervini quale sia stato il suo rapporto con la città. «Oggi assistiamo - ha aggiunto il sindaco - al saccheggio del nostro ospedale. Ultima notizia, l'ipotesi di riordino ospedaliero con la cancellazione del reparto di pediatria a Molfetta, dove 800 bambini all'anno trovano un punto di riferimento. Occorre ricordarsi gli sforzi compiuti nella sanità regionale, quando 10 anni fa, scappavano tutti da Molfetta. La partita si vince aiutando le persone a vivere bene dove risiedono. Oggi è superata l'idea di un ospedale per ogni campanile».

Ma è il lavoro la sfida più importante dei prossimi anni. Lo ha ricordato Concita De Gregorio: cosa abbiamo da dare ai nostri figli ventenni? Una società dove la corruzione è dilagante, dove per avere qualcosa devi dare qualcos'altro in cambio. E se non abbiamo nulla da offrire, restiamo ai margini. Ma occorre anche pensare a chi viene prepensionato o che rimane disoccupato a 50 anni. E poi occorre pensare all'ambiente che sta molto a cuore ai giovani che dicono "no" al partito del cemento, dell'accanirsi con le costruzioni di case, anche senza domanda, anche se non si vendono, anche se non si fittano e restano vuote. Quello che interessa ai palazzinari (e a Molfetta lo sappiamo bene, ndr) è fare soldi, speculando anche sui bisogni della gente. Poi le conseguenze di queste costruzioni continue e senza regole, sono solo i danni e le tragedie durante le alluvioni, quando si scopre che non si doveva edificare in quel posto, che non sono state rispettate le lame e così via.
Che dire poi della scuola dove il tempo pieno non serve a nulla se poi vuoi fare la hostess o la velina, se non sei figlio di nessuno in questa Italia di raccomandati non vai da nessuna parte, per un meccanismo clientelare che si perpetua da sempre. Infine la salute, la sanità pubblica in mano ai corrotti, come rimediare?

Secondo Guglielmo Minervini una delle cose più importanti della Puglia è la consapevolezza del proprio ambiente. «In questi anni con la politica regionale abbiamo puntato al valore del territorio, all'ambiente come straordinaria risorsa dello sviluppo – ha aggiunto l’assessore regionale -. È il riconoscimento ci è venuto addirittura da National Geographic che ha definito la nostra regione una delle 10 attrazioni turistiche del mondo. Abbiamo invertito una tendenza che ci portava ad essere rassegnati a tutto: alle discariche, agli inceneritori, alle aziende chimiche nazionali e così via. Oggi invece cominciamo a dare valore alle cose che abbiamo. Ecco perché diciamo "no" alle trivellazioni e al petrolio, quella roba lì è il passato, perché abbiamo capito che tutto quello che facciamo contro l'ambiente, ci torna indietro nel nostro corpo. Bisogna, invece, rimettersi in armonia col nostro tessuto ambientale. Zero consumo di suolo, questo deve essere l'obiettivo dei prossimi anni, Però negli ultimi 50 anni abbiamo sprecato più risorse che negli ultimi 1.000 anni. Deve passare il concetto che se inquini 1, devi bonificare 10. I prossimi 5 anni saranno determinanti per rivedere i nostri stili di vita e per creare quell’ambiente per chi verrà dopo di noi».

Per quanto riguarda la salute, occorre capire che per vivere bene non dobbiamo far collassare il sistema sanitario e per evitare truffe, si punta a realizzare una centrale digitale unica con tutti i fornitori, perché molti si sono approfittati dei diritti che venivano messi a loro disposizione. Quanti hanno approfittato, infatti, come ha ricordato Concita De Gregorio dello stato di maternità per non andare a lavorare, a spese della comunità?

Prima della conclusione di Minervini è intervenuto ancora il sindaco di Molfetta, Paola Natalicchio per parlare dell'urbanistica a Molfetta: lei subisce continue pressioni per costruire ancora, per cementificare il territorio, mentre l'amministrazione di centrosinistra, contrariamente a quella di centrodestra (finita negli scandali che hanno portato ad arresti da parte della magistratura, ndr) intende rispettare l'ambiente con l'urbanistica partecipata. «Perché crediamo a un modello di sviluppo diverso e stiamo dimostrando di voler portare la città da un'altra parte».

In conclusione il candidato alle primarie del centrosinistra Guglielmo Minervini  ha detto che queste primarie sono un bivio tra la vecchia e la nuova politica. «Non sono l'unto del Signore, sono solo un mezzo con cui ciascuno è chiamato a cambiare. Non basta dire troviamo la persona giusta e abbiamo risolto. Domenica 30 non si vota una persona, ma una responsabilità».

Tra i temi da affrontare nella prossima legislatura regionale Guglielmo Minervini ha citato la lotta alla criminalità, che sta tornando prepotentemente in Puglia, favorita dalla crisi economica. Poi un grande investimento sulla scuola pubblica, attraverso l'innovazione digitale. Ma anche la scuola come centro di aggregazione sociale, utilizzando i fondi strutturali europei, perché anche dalla scuola passa il progetto di sviluppo. Inoltre puntare sul turismo, come ha detto anche il sindaco di Molfetta.

Per Minervini il bilancio di questi 10 anni dell'amministrazione di centrosinistra alla Regione Puglia è stato ampiamente positivo e va continuato. Bisogna dare valore alle cose che abbiamo, dobbiamo avere la capacità di reinventare il nostro futuro, senza aspettare la manna dallo Stato. E il turismo che passa da tutte le bellezze naturali, ma anche dalle tradizioni, dalle sagre, da quella delle tradizioni religiose pasquali, dalla cucina, dalla cultura, dalla capacità di accoglienza e cortesia: «dobbiamo spingere la gente a vivere un'esperienza in Puglia – ha concluso Minervini -. Per fare questo è necessario non limitarsi a vedere le cose come sono oggi, ma a immaginare come possono diventare. Una Puglia che non sta più col cappello in mano, che non chiede, ma fa. La pagina del futuro, insomma, la scriviamo con le nostre mani. Vi sembra poco?».

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