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Consulta femminile di Molfetta: il sindaco Azzollini ha violato l'ordinamento giuridico
04 febbraio 2009

MOLFETTA - Molti cittadini hanno pensato, a seguito della battaglia della Consulta femminile presieduta da Maddalena Altomare (nella foto, durante il suo intervento), che l'assenza di donne in giunta non implicasse la violazione di una norma giuridica. Nulla di più errato, come ha affermato ieri sera Luisa Giorgio, docente di Diritto Commerciale dell'Università di Bari. Il sindaco Azzollini ha quindi violato l'«unità base» dell'ordinamento giuridico, una “norma di comportamento”, come la definì Norberto Bobbio. Tale norma è imperativa e la possibilità di violarla da parte del sindaco implicherebbe, alla stregua, il diritto di non nominare alcun assessore, il che è un assurdo. L'articolo 37 dello Statuto comunale costituisce una delle “azioni positive” sollecitate dall'UE volte a favorire la parità sostanziale di uomini e donne. Tali norme, apparentemente indirizzate a privilegiare giuridicamente le donne, miravano in realtà a portare la donna allo stesso livello dell'uomo in tutti i campi della rappresentazione e del lavoro, che si inserivano in una cultura della disparità dei sessi che ancora oggi non è stata del tutto equilibrata. Come ha ricordato Marida Dentamaro, docente di Diritto Pubblico dell'Università di Bari, la potestà statutaria è la massima espressione di autonomi del Comune dal 1990, quando la riforma degli enti locali favorì il superamento dello Statuto unico e rese il Comune titolare di un potere proprio. Esso, dandosi un proprio Statuto, può autodeterminarsi liberamente e in questo modo è preservata “l'autonomia e la dignità dell'ente locale”. Lo Statuto, quindi, disegna il profilo democratico del Comune. La violazione di esso non tradisce una categoria di interesse ma “un modo di essere del genere umano”, il genere femminile appunto, come afferma Serenella Molendini, consigliera di parità della regione Puglia. Molfetta non rappresenta il primo caso di questo genere, come testimoniato dall'avv. Valeria Pellegrino, che ha affiancato l'avv. Francesca La Forgia nella difesa dei diritti delle donne molfettesi. Secondo Francesca La Forgia, l'unico attuale obiettivo del sindaco è quello di ritardare la nomina di una nuova giunta che garantisca la presenza femminile. Forse un giorno sarà finalmente possibile ascoltare la posizione del sindaco, vista la sua mancata presenza al dibattito causata da impegni personali. In fondo il dialogo rappresenta il motore di una democrazia partecipata, anche se solo da un sesso.
Autore: Giacomo Pisani
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