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Consiglio comunale di Molfetta: la maggioranza diserta la seduta. Piergiovanni: quest'assenza è la sua fine
27 aprile 2009

MOLFETTA - Clamorosa, quest'oggi, l'assenza di tutta la maggioranza di centrodestra alla seduta consigliare, che per questo è stata annullata in quanto “deserta”. La discussione consigliare, questo pomeriggio, avrebbe toccato due questioni estremamente delicate per il sindaco Azzollini: la bocciatura della giunta da parte del Tar e del Consiglio di Stato a causa dell'assenza di donne e l'invalidamento degli atti della stessa. Il sindaco, allora, ha pensato bene di scansare l'imminenza del dibattito politico, evitando di rendere conto alla cittadinanza di un gravissimo fallimento. Un fallimento che, evidentemente, Azzollini sta pagando a caro prezzo, tanto da non poterne presentare pubblicamente la risoluzione. L'assenza di tutta la maggioranza conferma la totale sottomissione di ognuna delle scelte dei consiglieri alle decisioni del sindaco che, a quanto pare, sembra voler disporre arbitrariamente del Consiglio comunale, relegando il ruolo delle sedute a semplici incontri di chiarimento sulle sue personali manovre politiche, puntualmente bocciate dalla magistratura. Tutto a misura del singolo, fino a chiudere gli spazi della trasparenza a volontari ritagli di apertura al pubblico. Sul mancato incontro del Consiglio comunale si è espressa l'opposizione in una conferenza stampa. “Con rammarico prendiamo atto della ingiustificabile diserzione” afferma Mino Salvemini. Secondo il consigliere del PD, tale azione si inserisce in un atteggiamento di autosufficienza del sindaco che annulla il valore delle regole concentrando ogni potere nelle proprie mani. Gli attacchi personali, la questione della capitaneria di porto, il mancato rispetto degli organi di stampa e della presenza femminile in giunta testimoniano la degradazione della dialettica democratica. Oggi l'opposizione ha il dovere di impegnarsi per difendere la rappresentazione popolare e per impedire che la gente venga “irrisa”. Il ruolo subalterno dei consiglieri di maggioranza è evidenziato dalle parole di Pino Amato, ma per Gianni Porta la situazione presenta un altro accento, evidente quando assistiamo alle “sfuriate” con cui il sindaco cerca di imporre la propria voce: il PdL ha oggi una forza esclusivamente dominante, non più dirigente. La condotta del sindaco punta ormai ad annullare il confronto per totalizzare le voci in un'unica visione, imposta alzando i toni, chiudendo le sedute alla stampa, disertando il Consiglio comunale. C'è allora un'intima debolezza nelle azioni del sindaco, il quale cerca di colmare queste mancanze opponendo alle proposte della minoranza la compattezza di una maggioranza che, come afferma il consigliere Giovanni Abbattista, si rivela “acritica”, totalmente condizionata. Questa debolezza, secondo Nicola Piergiovanni, “è la sua fine”. La conferenza è chiusa dalle parole del consigliere Mario de Robertis, secondo il quale tutte le forze civili devono prendersi carico della difesa della democrazia, messa in pericolo in questa città. Intanto l'opposizione ha inviato una richiesta urgente di rinnovo dell'ordine del giorno. Sembra, dunque, che il sindaco Antonio Azzollini non riesca a districare l'imbroglio legislativo aggrovigliato a misura del proprio orgoglio, della propria onnipotenza. Ma c'è un “volgo disperso” che attende un resoconto da chi, dopotutto, resta chiamato in quell'aula dalla volontà generale, e non dall'opprimente insistenza degli “avversari”. E quando quell'insistenza si fa talmente assordante da eliminare ogni presenza di maggioranza dall'aula consigliare, diventa evidente il segnale che quella rete ben annodata dal sindaco non basti più. Perché se è vero che “tutti i nodi vengono al pettine”, povero il nostro Azzollini.
Autore: Giacomo Pisani
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