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Comparto 18. Un altro punto messo dall'amministrazione comunale. Dopo anni di immobilismo e di contenzioso raggiunto l'accordo tra Comune di Molfetta e Consorzio per il comparto 18 Un piano più leggero di quattro palazzine. Salva l'area a verde del Carrubo. La riduzione si realizzerà con la cessione gratuita di volumetrie non residenziali in sede di Convenzione. Il Comune accoglie la battaglia dei cittadini del quartiere Levante sull'area del Carrubo, che non sarà più edificata e resterà a verde. Il Sindaco e l'Assessore Gadaleta: “La nostra non è l'urbanistica dei no, ma della qualità urbana e della pianificazione”
30 novembre 2015

MOLFETTA – Finalmente anche il comparto 18 di Molfetta, dopo anni di immobilismo, paralisi e contenziosi, viene sistemato dall’amministrazione di centrosinistra di Paola Natalicchio. Un altro punto messo a segno nella sistemazione dei disastri lasciati dalla precedente amministrazione di centrodestra dell’ex sindaco sen. Antonio Azzollini.

“Dopo una lunga serie di incontri e tavoli tecnici di concertazione possiamo dire di aver trovato una intesa sul Comparto 18. Ringrazio l'Assessore Rosalba Gadaleta, il dirigente Alessandro Binetti e l'avv. Marida Dentamaro per aver seguito con successo la vicenda e aver consentito il buon esito di una storia che sembrava infinita. Si tratta di un accordo semplice, che tiene insieme gli interessi dell'ambiente e della qualità urbana del quartiere e quelli edificatori dei proprietari e dei consorziati. Riduciamo le volumetrie complessive di quasi 20.000 metri cubi e cioè quattro palazzine e liberiamo l'area a verde del Carrubo, nella zona del ponte di Levante, che non sarà edificata come ci avevano chiesto i cittadini in una petizione”. Lo afferma il Sindaco di Molfetta, Paola Natalicchio, dopo aver firmato nelle scorse ore, insieme all'avvocato del Comune, Marida Dentamaro, una lettera di adesione all'accordo indirizzata al consorzio e all'avvocato di controparte, Alberto Bagnoli.
“Dopo anni di immobilismo e mesi di contenzioso, commissariamento e polemiche, nella lettera è stata evidenziata la piena disponibilità del Comune di definizione immediata della vicenda, accettando una cessione gratuita di una volumetria non residenziale di 19.526,78 metri cubi, unitamente alle aree di sedime delle palazzine D10,D11,D12 e D 1/2”, spiega l'assessore Rosalba Gadaleta.
“In sostanza, alla luce della già consolidata urbanizzazione dell'area retrostante la ferrovia, abbiamo tutelato il diritto di edificare dei compartisti riducendo le volumetrie non residenziali. In questo modo, a Piano invariato, si risolvono i profili di problematicità della pianificazione attuativa prevedendo che non saranno edificate quattro palazzine, con un alleggerimento dell'area del Carrubo, che riacquisterà la destinazione a verde pubblico e non risulterà soffocata dalle nuove edificazioni, evitando così il grave danno ambientale  su cui si era speso, nei mesi, con preoccupazione, il Comitato di Quartiere Levante. Abbiamo ascoltato la voce dei cittadini, trovando disponibilità e grande ragionevolezza nei privati. Alleggeriamo l'edificazione nella zona adiacente all'Istituto Monsignor Bello con una palazzina in meno, miglioriamo la viabilità sincronizzando il piano alle indicazioni prospettate dal PUMS, il nostro nuovo piano di mobilità ormai pronto per l'adozione. E però tuteliamo i diritti dei costruttori e anche il diritto del quartiere di essere completato e di uscire da una situazione di degrado che non faceva bene a nessuno”, aggiunge l'assessore.
Era infatti evidente che la zona che sarà interessata dal Comparto 18, soprattutto quella
alle spalle della stazione, non potesse rimanere in condizioni di degrado urbano, viste anche le alte potenzialità in termini di servizi date dal grande albergo in costruzione e dalle cosiddette Ciminiere, e cioè l'edificio dell'ex cementificio De Gennaro, che abbiamo acquisito l'anno scorso a patrimonio comunale e che trasformeremo nel prossimo triennio in un contenitore culturale. I servizi ci saranno e per questo possiamo lavorare su una riduzione dei volumi non residenziali senza penalizzare la qualità del quartiere. Una sintesi alta, che finalmente sblocca una storia infinita”, conclude l'assessore.
Il tavolo tecnico sarà convocato a giorni dal dirigente del Settore Territorio. Alla fine del lavoro, Comune e Consorzio ritireranno i contenziosi legali in corso, tra cui quello oggi pendente in Consiglio di Stato, in cui il Comune si costituisce insieme alla Regione Puglia, relativo alla natura sostanziale della variante.
Il Sindaco, nella lettera inviata al Consorzio, assicura “un preciso impegno a procedere in tempi strettissimi a tutti gli adempimenti e le attività di propria competenza per addivenire all'approvazione alla variante e all'eliminazione di ogni contenzioso pendente tra le parti, nonché con la Regione Puglia. In particolare si impegna a chiedere al Presidente del Consiglio Comunale l'inserimento della approvazione della variante al PUE all'ordine del giorno di una seduta quanto più possibile ravvicinata”. Il passaggio mancante adesso, infatti, è quello della stipula della nuova Convenzione legata al Piano, che recepirà i punti dell'accordo e obbligherà le parti a procedere con la riduzione di volumetrie attraverso la cessione gratuita della volumetria non residenziale”.
“Riducendo di fatto l'edificazione e liberando aree destinate a verde, la variante può essere gestita in sede comunale e siamo certi che la Regione Puglia non avrà difficoltà ad accettare questa soluzione. L'accordo quindi è destinato a chiudere anche questa diatriba”, afferma il Sindaco.
“Abbiamo sentito tanta demagogia sulle nostre politiche per l'urbanistica. L'assessorato, il settore e il Sindaco sono stati oggetto di caricature deformanti per mesi. Speriamo con questo accordo di rompere un tabù. Non siamo l'Amministrazione dei no, che vuole fermare le gru in questa città, ma quella che ha l'ambizione di fare le cose per bene. Nella legge, nelle regole e in un quadro complessivo di pianificazione che, con l'adeguamento al PPTR e con il nuovo PUG finalmente potrà decollare. Nessuno deve avere paura delle nostre politiche di qualità urbana”, aggiunge il Sindaco.
“Tutto quello che del vecchio Piano regolatore secondo le valutazioni in corso può essere portato avanti senza problemi sta camminando: Maglia Mercato, comparto 17 (parte privata e cooperative), comparto 3, una parte della maglia CA di via Terlizzi, la CA Madonna delle Rose. E, infine, e a condizioni di maggiore sostenibilità e minore impatto, anche il Comparto 18. Ma tutto deve svolgersi secondo le regole e i tempi giusti e in un quadro complessivo di pianificazione. Siamo già avanti con il Piano delle Coste, della Mobilità e della Energia Sostenibile. Tre strumenti alla base del prossimo Piano Urbanistico Generale, che sarà una grande occasione di complessivo ripensamento delle politiche della casa in questa città. Un ripensamento da fare insieme ai cittadini, ma anche insieme agli stakheolders e agli operatori economici. Un ripensamento che vorrà dire giocare al rialzo in qualità e tutela degli investimenti economici, ma con la disponibilità da parte di tutti a costruire una città più bella, dimensionata sulle reali esigenze dei quartieri, con servizi, verde, viabilità, rispetto dell'agro e della costa, realizzazione corretta delle urbanizzazioni primarie e secondarie e prezzi equi di vendita degli immobili”.

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Signor Carlo Pisani presumo lei sia un componente del Direttivo comitato di quartiere di Levante l'interpretazione di offesa alle istituzioni è una sua libera interpretazione,le cose stanno assai diversamente ,non stia solo a levante ma venga anche a mezzogiorno si faccia una passeggiata alle spalle della stazione e prosegui per via Antica Madonna della Rosa nei giorni di intensa pioggia occorrono gli stivaloni e poi la domenica mattina venga in fondo alla privata via Matilde Serao ad odorare gli escrementi ed orinate dei pessimi conduttori che tranquillamente continuano nel loro comportamento sentendosi in una botte di ferro che è in procinto di dissolversi con il libero utilizzo pedonale per raggiungere la costruenda maglia "C" del Comparto per dare il libero accesso alla forza pubblica che è stato vietato per 38 anni nonostante la servitù di passaggio inestinguibile,il suo comitato ha contribuito a fare rimanere ai box i penalizzatissimi proprietari dei suoli edificatori che hanno irrimediabilmente pagato prima ICI e poi IMU con il divieto di costruire. Anzichè utilizzare il nominativo fittizio consentito dalla nuova tecnologia per difendersi da eventuali possibili nemici personali è preferibile che pubblichi la e-mail del suo comitato di quartiere,lo scrivente l'ha resa nota nei numerosissimi volantinaggi di quartiere sospesi temporaneamente poichè le istituzioni che rispetto poichè vado sempre a votare non hanno ancora deliberato in Consiglio Comunale ciò che faranno prossimamente. GRAZIE PER LA PUBBLICAZIONE




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