Come nasce un natante da pesca di 20 metri XII parte
La sovrastruttura* viene realizzata sul ponte di coperta, a circa due terzi, verso proravia e si estende per più di metà lunghezza. In questa struttura troveranno posto: la plancia o timoniera**, con l’alloggio del Capitano; il locale mensa-cucina; i servizi igienici e le cuccette per il riposo dell’equipaggio; vari scompartimenti per stivare oggetti necessari all’attività di pesca. Foto 1, 2, 3. Un piccolo locale, posto subito dietro e sotto la plancia, dove troveranno posto le batterie di accumulatori necessari sia all’avviamento del motore di propulsione, sia a fornire energia elettrica per alcuni servizi indispensabili*** nell’eventualità che si verifichi un’avaria grave che non consenta al generatore elettrico di funzionare normalmente ed erogare corrente. Nella costruzione della sovrastruttura si deve prevedere l’esatta disposizione dei locali, delle “vie” disimpegno, delle scale, ecc. il tutto facendo sì che, nel minor spazio possibile, siano concentrate tutte le necessità per le esigenze della vita a bordo, la condotta della navigazione e l’attività di pesca. Non viene, in questa fase, trascurato anche un certo comfort degli ambienti e delle suppellettili, per rendere il lavoro meno duro. I locali adibiti ad alloggio dei marinai, prevedono la sistemazione per tre uomini; infatti il peschereccio sarà armato con un equipaggio di quattro uomini, compreso il Capitano. Mentre si completa la costruzione della struttura, gli elettricisti ed i tecnici elettronici, stendono i conduttori elettrici per tutte le funzioni necessarie alla condotta della nave. Una cura molto particolare viene riservata all’utilizzo di conduttori elettrici di altissima qualità, con certificazione Ri.N.A., per garantire la massima sicurezza, date le gravose condizioni (umidità, usura, sovraccarichi eventuali, ecc.) alle quali l’impianto stesso sarà sottoposto. Nella foto 4 si vedono penzolare i terminali dei cavi elettrici di cui abbiamo parlato; essi individuano l’ubicazione di punti luce, comunicazione, allarmi, pulsanti, ecc.. Il tutto deve essere realizzato tenendo presente tutte le esigenze possibili in un micro mondo quale un’imbarcazione in mare, si potrebbe definire. Una certa cura viene posta anche nel duplicare, per le esigenze più vitali della condotta della nave, alcuni circuiti. In maniera che se un circuito si deteriora e determina un’avaria, subentra l’altro. All’interno dello scafo sono realizzate delle paratie stagne che lo dividono, nella lunghezza, in compartimenti appunto stagni che non hanno porte di comunicazione fra di loro; infatti per accedere ai locali così definiti, sono previste solo delle aperture sul ponte di coperta, chiamate boccaporti, dai quali poter accedere ai locali sotto- coperta. La ragione per la quale non è prevista alcuna comunicazione, sotto coperta fra i vari compartimenti, è che essi, in caso di allagamento per falla di uno di essi, non permetta al mare di invadere anche gli altri. Si sarà garantita così una certa riserva di galleggiabilità, anche in caso di falla non grave. La foto 5 mostra la costruzione dell’intelaiatura sotto coperta, sulla quale verrà costruita la paratia stagna. Normalmente vengono previste due paratie che individueranno tre locali a sé stanti: il locale motore a poppa, la cella frigorifera, con due scomparti, a media e bassa temperatura al centro, un piccolo locale all’estrema prora, adibito a deposito. La foto 6 mostra la paratia di separazione fra il locale motore e la cella frigorifera. La cella frigorifera verrà completamente isolata termicamente. Infatti sia le paratie prodiera e poppiera, che le fiancate ed il cielo, saranno accuratamente rivestite con pannelli di polistirolo HD (alta densità) foto 7. Il lavoro di rivestimento è supervisionato dal tecnico frigorista che si occuperà poi di realizzare l’impianto di refrigerazione per le celle di stoccaggio del pescato.
Autore: Tommaso Gaudio