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Codice etico per i candidati alle elezioni comunali 2026 a Molfetta
Gli impegni concreti che i candidati prendono con i cittadini
05 maggio 2026
MOLFETTA
– La campagna elettorale per l’elezione del nuovo sindaco di Molfetta è in fase avanzata. Ma quali sono gli impegni concreti che i candidati prendono con i cittadini?
Mimmo Favuzzi
, figura storica della sinistra, già senatore del Pd, ha proposto un codice etico che “Quindici” ha deciso di fare proprio e di diffondere, chiedendo ai candidati di sottoscriverlo.
CODICE ETICO
PER LE ELEZIONI AMMINISTRATIVE
Gli impegni concreti che i candidati prendono con i cittadini
Perché questo Codice
La politica si giudica dai fatti, non dalle promesse. Questo Codice Etico nasce da una convinzione semplice: chi chiede il voto dei cittadini deve dirgli chiaramente, prima del voto, come intende comportarsi. Non parole generiche, ma impegni precisi e verificabili. Il clientelismo, il voto di scambio, gli appalti assegnati agli amici, le poltrone regalate ai fedeli: sono pratiche che tradiscono la fiducia pubblica e danneggiano tutti i cittadini, soprattutto i più deboli. Chi firma questo documento si impegna a non farlo. I sottoscritti candidati e rappresentanti di lista si impegnano pubblicamente a rispettare le seguenti regole durante la campagna elettorale e, in caso di elezione, durante l'intero mandato.
I. BASTA CON IL VOTO DI SCAMBIO
Articolo 1 – Niente promesse personali in cambio del voto
Nessun candidato, nessun membro della lista, nessun sostenitore autorizzato potrà promettere a singoli elettori o alle loro famiglie favori personali – un lavoro, un appalto, un sussidio, una pratica sbloccata – in cambio del voto. Chi lo fa si rende complice di un reato. Chi lo subisce ha il diritto di denunciarlo.
Articolo 2 – Chi finanzia la campagna? Lo sapranno tutti
Tutti i contributi ricevuti per la campagna elettorale – anche quelli al di sotto delle soglie di legge – saranno pubblicati sul sito della lista entro 10 giorni dalla ricezione, con il nome del donatore e l'importo. Nessun finanziamento anonimo, nessun bonifico "misterioso".
Articolo 3 – No al voto "organizzato"
Non accetteremo il sostegno di soggetti o reti che controllino o intermedino il voto di gruppi di persone. Il voto è un atto individuale e libero: chi lo compra o lo organizza come un pacchetto non è un alleato, è un problema.
II. BASTA CON IL CLIENTELISMO
Articolo 4 – Gli incarichi pubblici si assegnano per merito
Se saremo eletti, tutti gli incarichi pubblici retribuiti – dirigenti comunali, consulenti, componenti di commissioni, presidenti di enti – saranno assegnati solo attraverso procedure aperte, pubbliche e basate su criteri chiari. Niente poltrone ai fedeli di partito.
Articolo 5 – Nessuna corsia preferenziale
Non interverremo su pratiche amministrative – permessi edilizi, contributi, gare d'appalto – in favore di chi ha sostenuto la nostra campagna. La legge vale per tutti, senza sconti per gli amici e senza ostacoli per gli avversari.
Articolo 6 – Diciamo subito chi siamo e cosa facciamo
Prima di insediarci, ogni eletto dichiarerà pubblicamente le proprie attività economiche, le partecipazioni in società e i rapporti professionali rilevanti. Se un atto che dobbiamo votare ci riguarda direttamente o indirettamente, ci asterremo e lo diremo in modo trasparente, per iscritto.
III. UNA CAMPAGNA ONESTA
Articolo 7 – Il programma non è una lista dei desideri
Il nostro programma elettorale indicherà, per ogni punto principale: i tempi previsti di realizzazione, una stima realistica dei costi e come li copriremo, e come si misurerà il risultato. Ogni sei mesi, se saremo eletti, pubblicheremo un aggiornamento su cosa abbiamo fatto e cosa no.
Articolo 8 – Confrontiamoci in pubblico
Ci impegniamo a partecipare ad almeno tre dibattiti pubblici aperti a tutti i cittadini, trasmessi o registrati e liberamente accessibili online. La democrazia si pratica anche parlandosi in faccia.
Articolo 9 – Niente campagne anonime
Ogni materiale elettorale – volantino, post sui social, manifesto – riporterà chiaramente chi l'ha prodotto e chi ne è responsabile. Non produrremo materiale anonimo contro gli avversari. La critica politica è legittima; la calunnia anonima no.
IV. APPALTI E CONTRATTI PUBBLICI
Gli appalti pubblici sono soldi dei cittadini. Ogni euro speso male è un servizio in meno per la comunità. Per questo vogliamo regole chiare e controlli veri.
Articolo 10 – Le gare d'appalto saranno trasparenti
Tutti gli appalti, anche quelli di piccolo importo, saranno pubblicati online con: i criteri di scelta, i nomi di chi ha valutato le offerte, e i verbali completi delle commissioni. Gli affidamenti diretti – quelli senza gara – non saranno la regola ma l'eccezione, usata solo dove la legge lo permette davvero.
Articolo 11 – Niente sempre agli stessi
Per i piccoli affidamenti diretti consentiti dalla legge, useremo un sistema di rotazione tra le imprese qualificate. Terremo un registro pubblico e aggiornato. Nessuna impresa potrà ricevere affidamenti ripetuti sullo stesso tipo di fornitura per più di due mandati consecutivi.
Articolo 12 – Sapere chi lavora davvero
Quando un'impresa vince un appalto e subappalta una parte del lavoro, renderemo pubblici anche i nomi dei subappaltatori. E verificheremo che siano tutti in regola con i contributi e le certificazioni antimafia.
Articolo 13 – Chi controlla non può avere interessi
I responsabili dei collaudi e i funzionari che seguono i lavori non potranno avere avuto rapporti di lavoro o economici – diretti o indiretti – con le imprese appaltatrici nei tre anni precedenti. Niente controllori che controllano se stessi o i loro ex datori di lavoro.
V. URBANISTICA E TERRITORIO
Il territorio è un bene comune che appartiene a tutti, non solo a chi vuole costruirci sopra. Le decisioni su come cambia una città devono essere prese alla luce del sole.
Articolo 14 – Niente varianti urbanistiche opache
Non adotteremo varianti urbanistiche su richiesta di privati senza prima pubblicare una valutazione chiara dell'interesse pubblico dell'intervento. I cittadini avranno almeno 30 giorni per leggere i documenti, fare osservazioni e chiedere spiegazioni. Niente delibere notturne su cambi di destinazione d'uso.
Articolo 15 – Registro degli incontri con i costruttori
Ogni incontro tra un amministratore comunale e soggetti privati che abbiano interessi su pratiche urbanistiche in corso sarà registrato e reso pubblico entro 7 giorni, con l'indicazione di chi c'era e cosa è stato discusso. Niente riunioni riservate su decisioni pubbliche.
Articolo 16 – Prima il patrimonio pubblico già esistente
Prima di autorizzare nuove costruzioni su terreni liberi, l'amministrazione verificherà e pubblicherà l'elenco degli immobili pubblici inutilizzati o abbandonati, valutando se possono rispondere alle stesse esigenze. Non si consuma nuovo suolo quando c'è già qualcosa da recuperare.
Articolo 17 – Valutazioni indipendenti per le grandi opere
Per opere e piani che superino una soglia di investimento definita dal regolamento comunale, chiederemo una valutazione degli impatti ambientali, sociali ed economici redatta da soggetti indipendenti, che non abbiano ricevuto incarichi dal proponente privato.
VI. SOCIETÀ PARTECIPATE ED ENTI PUBBLICI
Le società partecipate gestiscono servizi fondamentali per i cittadini: acqua, rifiuti, trasporti, manutenzione. Spesso sono anche il luogo dove finiscono le nomine politiche più discutibili. Vogliamo cambiare questo.
Articolo 18 – Le nomine si fanno per competenza, non per fedeltà
I componenti dei consigli di amministrazione e i direttori delle partecipate saranno selezionati tramite avviso pubblico, con criteri di competenza chiari e verificabili. Pubblicheremo il curriculum di tutti i candidati esaminati, non solo di chi viene scelto.
Articolo 19 – Gli stipendi delle partecipate saranno pubblici
Tutti i compensi di amministratori e dirigenti delle società partecipate – compresi i gettoni di presenza, i rimborsi e qualsiasi benefit – saranno pubblicati sul sito del Comune. Fiss??emo tetti massimi ai compensi, proporzionati alle dimensioni dell'ente. Nessun paradiso degli stipendi nascosto.
Articolo 20 – Bilanci in linguaggio umano
Le partecipate presenteranno ogni anno un bilancio sociale scritto in modo comprensibile per i cittadini comuni – non solo per i commercialisti. Con gli obiettivi prefissati, i risultati effettivi e una spiegazione onesta delle differenze.
Articolo 21 – Ricognizione sulle partecipate zombie
Entro sei mesi dall'insediamento, pubblicheremo una mappa completa di tutte le società partecipate, dirette e indirette. Per quelle in perdita strutturale o senza una chiara utilità pubblica, proporremo al Consiglio comunale – in seduta aperta – cosa fare: risanare, accorpare o chiudere.
Articolo 22 – Niente porte girevoli
Chi termina un incarico in una partecipata non potrà essere assunto come consulente o dipendente dalla stessa società nei 24 mesi successivi. E l'amministrazione non affiderà incarichi a soggetti che abbiano ricoperto ruoli politici nell'ente nei tre anni precedenti. La porta tra politica e affari deve girare più lentamente.
VII. GLI IMPEGNI DURANTE IL MANDATO
Articolo 23 – Un resoconto pubblico ogni anno
Ogni anno presenteremo in un'assemblea pubblica aperta a tutti i cittadini un resoconto delle attività svolte, delle spese discrezionali effettuate e degli obiettivi raggiunti rispetto al programma. Non una conferenza stampa, ma un vero momento di rendiconto e di confronto.
Articolo 24 – L'agenda degli amministratori sarà pubblica
Il sindaco e gli assessori pubblicheranno ogni mese l'agenda degli incontri istituzionali e degli incontri con soggetti privati portatori di interessi economici o di categoria. I cittadini hanno il diritto di sapere con chi parlano i loro rappresentanti.
Articolo 25 – Chi viene condannato si fa da parte
In caso di condanna anche non definitiva per reati contro la Pubblica Amministrazione – corruzione, concussione, abuso d'ufficio – il sottoscritto si impegna a dimettersi entro 30 giorni dalla sentenza. Non aspetteremo i tre gradi di giudizio: la fiducia dei cittadini non può stare in sospeso per anni.
VIII. CHI CONTROLLA CHE LO RISPETTIAMO?
Articolo 26 – Un Osservatorio Civico indipendente
Ci impegniamo a sostenere la costituzione di un Osservatorio Civico composto da cittadini estratti a sorte e da rappresentanti di associazioni della società civile locali. L'Osservatorio avrà il diritto di accedere agli atti, di chiedere spiegazioni e di segnalare pubblicamente eventuali violazioni di questo Codice. Non sarà un organo con poteri sanzionatori formali, ma uno strumento di controllo sociale. La politica che non regge il confronto pubblico non merita la fiducia dei cittadini.
Articolo 27 – Lo proponiamo a tutti
Questo Codice viene proposto a tutte le forze politiche e civiche in competizione. Chi sceglie di non firmarlo è libero di farlo – ma i cittadini avranno il diritto di sapere che ha scelto di non impegnarsi. La mancata adesione sarà comunicata pubblicamente senza commenti: i fatti parlano da soli.
FIRMA E VALIDITÀ
Il presente Codice Etico sarà:
firmato dal/dalla candidato/a sindaco e dai candidati capolista
pubblicato integralmente sul sito della lista e sui profili social ufficiali
depositato presso la sede del Comune come atto pubblico, prima dell'apertura della campagna elettorale
aggiornato con un rapporto semestrale sull'attuazione, in caso di elezione
Luogo e data: ___________________________________ Candidato/a Sindaco – Nome e firma: ___________________________________ Capolista – Nome e firma: ___________________________________ Capolista – Nome e firma: ___________________________________
"La fiducia si guadagna prima del voto, non dopo."
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