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Classe Mercurio, stage in Olanda per gli alunni dell'ITGCG
15 novembre 2012

Non ci si rende conto quanto sia bello viaggiare, finché non si torna a casa e si posa la testa sul vecchio, caro, cuscino. Questa citazione di Lin Yutang, scrittore e traduttore cinese, esprime chiaramente l’esperienza fatta ad Amsterdam da alcuni ragazzi della V classe Mercurio dell’Istituto Tecnico Tecnologico Commerciale per Geometri e per il Turismo “G. Salvemini” di Molfetta. L’esperienza è stata resa possibile anche grazie alla disponibilità del Gruppo Ciccolella leader in Europa nel settore della produzione e della commercializzazione di fiori e piante da vaso (la prima azienda florovivaistica quotata in borsa in Europa con ormai 40 anni di consolidata esperienza nel settore). Ha fatto da tutor del Gruppo florovivaistico di Molfetta, Pia Picca, assistente del presidente Corrado Ciccolella. «Questo viaggio all’estero è stato reso possibile sicuramente per mezzo delle disponibilità di aziende sul territorio», ha spiegato a Quindici il dirigente scolastico, prof. Sabino Lafasciano. Tra l’altro, questi viaggi formativi possono essere sicuramente un’opportunità per imparare una lingua straniera e un investimento sul futuro culturale e professionale. Infatti, è proprio nell’età dell’adolescenza che i ritmi di apprendimento e le capacità di comunicare in una lingua straniera sono ai massimi livelli. Lo Stage all’estero è il modo più semplice per rapportarsi a una nuova cultura, per immergersi in usanze e culture diverse, per visitare nuovi Paesi e nuove realtà, per vivere vere e proprie esperienze lavorative, come nel caso specifico ad Amsterdam. E sono proprio queste le emozioni che i ragazzi della classe Mercurio hanno raccontato a Quindici. «Per me è stato uno stage molto significativo sotto più punti di vista, innanzitutto perché ho associato l’esperienza lavorativa al perfezionamento della lingua inglese - ha raccontato Domenica Trapani, ex alunna della 5C Mercurio-. Inoltre dopo un inizio apparentemente difficile ho imparato ad usare programmi in lingua inglese e olandese». Gli stage all’estero sono un fenomeno sempre più in crescita fra i ragazzi che ormai hanno acquisito la consapevolezza di quanto conoscere bene una lingua straniera sia importante per essere competitivi sul mercato del lavoro. Di questo stesso auspicio è Fabiano Malerba, proveniente dalla 5C Geometri: «Mi sono occupato del settore Marketing, ma principalmente il mio ambito lavorativo era quello di trasporti e acquisti. Ognuno di noi era supportato da un supervisore il mio era Piet Keldemann direttore del settore Marketing. La cosa che mi ha colpito di più dell’esperienza e che tutti i dipendenti dell’azienda si sono resi disponibili per qualsiasi nostra necessità e così facendo non abbiamo mai avuto problemi in azienda. Inoltre alcuni giorni ci siamo assentati a lavoro per visitare la seconda sede Ciccolella e l’asta dei fiori del consorzio “Flora Holland”». «Io mi sono trovata in uno staff aziendale costituito completamente da olandesi- ha aggiunto Valeria de Candia anch’essa proveniente dalla 5C Mercurio -. Ed inoltre ho capito cosa significa lavorare in azienda». Apprendere, socializzare e conoscere sono le parole chiave dello stage all’estero in cui l’idea di unire l’utile al dilettevole risulta sempre più allettante, specie per gli studenti delle scuole superiori. Ippolita Tiziana Cipriani ha ricordato, invece, il mercato di Aalsmeer (che,, insieme ad altri mercati minori olandesi, è una parte importante dell’economia per la terra dei tulipani, specie per le esportazioni mondiali di fiori). Le vacanze studio solitamente hanno una durata media di quattro settimane. I ragazzi possono scegliere se passare il loro soggiorno in un college o in azienda (in base alla tipologia dello stage) o in una famiglia. Entrambe le scelte hanno i loro vantaggi. Infatti, chi decide di alloggiare in college o in azienda può contare sulla presenza fissa di tutor che sono in grado di parlare la sua lingua e in genere si hanno a disposizione ampi spazi per la pratica lavorativa, con la possibilità di socializzare con decine e decine di ragazzi di diverse provenienze. L’esperienza in famiglia è, invece, decisamente più coinvolgente. Ci si trova catapultati nel vivo della cultura del Paese ospitante e questo facilita di molto l’apprendimento della lingua e degli usi tipici del luogo. Sicuramente tutto questo è un buon punto di partenza per vedere la vacanza studio da un altro punto di vista: divertimento e soprattutto apprendimento. Alla fine ne sarà valsa la pena, proprio come per questi ragazzi che si sono resi conto dell’importanza di questo stage una volta tornati a casa, quando hanno posto la testa sul vecchio, caro, cuscino, proprio come immaginato da Lin Yutang

Autore: Andrea Saverio Teofrasto
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