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Cittadella degli artisti una tela di Penelope
15 ottobre 2010

Qualcosa si (ri)muove in Comune per la Cittadella degli Artisti, dopo i ritardi dell’anno scorso, denunciati più volte da Quindici. La consegna dell’ex capannone Asm era fi ssata per il 12 agosto 2009: fermi da mesi i lavori di ristrutturazione, nonostante la completa disponibilità delle aree interessate. A settembre 2009 l’impresa appaltatrice ha richiesto una corresponsione di 865mila euro, comprensiva dei lavori eseguiti e dei danni subiti per i ritardi. Il Comune ha rescisso il contratto d’appalto, riconoscendo all’impresa un credito di 266mila euro. Un progetto socio-edilizio che si perde nella notte dei tempi, quello della ristrutturazione dell’ex capannone Asm. Nel 2006, con delibera n. 135, si approva la ristrutturazione del piano terra e dell’area esterna dell’ex capannone Asm da adibire a centro socio-educativo per minori «Il Laboratorio» (950mila euro). Candidata al fi nanziamento regionale (L.R. 25.08.03 n. 17 «Sistema integrato di interventi e servizi sociali in Puglia»), Molfetta, comune capofi la dell’Ambito Territoriale Molfetta-Giovinazzo, ottiene dalla Regione 304mila euro, con 646mila euro di co-fi nanziamento. L’anno successivo, la Regione fi nanzia «La Cittadella degli Artisti» con 560mila euro nell’ambito dell’iniziativa «Bollenti Spiriti», mentre il Comune stanzia 140mila euro (700mila euro complessivi). La delibera 218/07 programma, dunque, la ristrutturazione della parte restante dell’ex capannone Asm (piano terra e primo piano) da destinare a centro di rivitalizzazione economico-sociale per i giovani. Di quel progetto, solo l’ombra di un proclamo. Ristrutturazione mai conclusa. Problemi di gestione e di organizzazione fi nanziaria mai risolti. Luglio 2010, rilancio del Comune di Molfetta. Il Coordinamento Istituzionale dell’Ambito Territoriale Molfetta-Giovinazzo ha approvato ulteriori interventi di adeguamento e ristrutturazione dell’ex capannone Asm per il centro aperto polivalente per minori, «Il Laboratorio ». Necessari altri 1,1milioni di euro (circa 900mila nella delibera n. 137 del 4 giugno 2010), come stabilisce la delibera di Giunta Comunale n.193 del 19 luglio 2010. Spese addizionali, oltre al totale di 1.650.000 euro, perché il progetto originale, una volta completata la ristrutturazione del capannone, non permetterebbe la completa fattibilità e fruibilità dell’opera. Com’è possibile aver redatto un progetto ora lacunoso? 1,1milioni euro per le variazioni di progetto introdotte nella relazione «di perizia di variante suppletiva, redatta in luglio 2009 dall’ing. Rocco Altomare, dalla quale emergono le situazioni e motivazioni che - in corso d’opera - hanno determinato la necessità di modifi care e variare le previsioni progettuali, introducendo altresì lavorazioni non previste nel contratto di appalto». Così recita la delibera di Giunta Comunale n. 237/09, con cui si approvava il 4 agosto 2009 una perizia di variante per la ristrutturazione del capannone Asm che, di fatto, ha bloccato i lavori stessi. Tempismo di atleta, 8 giorni prima del termine fi ssato dei lavori (12 agosto 2009). Perché delle variazioni al progetto originale? Nel progetto presentato alla Regione, alla voce «Analisi di fattibilità generale dell’intervento» si aff erma che l’intervento «è assolutamente fattibile», «pur non disponendo di indagini geologiche, geotecniche - che comunque saranno acquisite con il progetto defi nitivo - idrogeologiche, idrauliche e sismiche». Mancavano in partenza delle indagini specifi che che avrebbero potuto evidenziare anomalie strutturali, edilizie o morfologiche, tali da implicare delle variazioni progettuali. Ecco spiegato il blocco dei lavori: poteva essere evitato. Quali variazioni nell’agosto 2009? Confrontando i quadri economici de «Il Laboratorio» (delibera n.135/06) e della «Cittadella degli Artisti» (delibera 218/07) con i quadri della delibera n. 237/09, gli oneri fi nanziari restano identici: 950mila euro e 700mila euro. Le variazioni economiche del 2009 sono al netto del ribasso d’asta e includono economie di completamento, rispettivamente di 167.539,67 euro e 119.329,69 euro. Si aggiunge, però, la voce «Importo Lavori e Forniture in variante al netto del ribasso», per un aumento complessivo di 928.495,28 euro, a causa di maggiori oneri derivanti dai lavori in perizia, pari al netto a 43.902,48 euro. Luglio 2010, aumento di 171.504,72 euro rispetto all’agosto 2009: il diffi cile confronto dei relativi quadri economici non off re chiarimenti in merito. Questi 170mila euro sembrano usciti dal cappello di un prestigiatore. Per la nuova liquidità occorrono fi nanziamenti regionali (europei o statali), o in ultimo fondi di bilancio comunale o mutuo. E il Comune di Molfetta si candida al bando PO FESR Puglia 2007-2013 «Inclusione sociale e servizi per la qualità e l’attrattività territoriale» per gli interventi su infrastrutture sociali e socio-sanitarie regionali, ai sensi della delibera regionale n. 2409/09, inserendo il completamento della ristrutturazione all’interno del Piano Sociale di Zona 2010 dei Comuni Molfetta-Giovinazzo. Resta qualche dubbio: la Regione avrà il coraggio di fi nanziare per la terza volta lo stesso progetto, anzi, una sua variazione, dopo aver corrisposto 864mila euro nel biennio 2006-2007? Una sua risposta negativa sarebbe tutt’altro che biasimata. Allo stesso modo, il Comune di Molfetta, per quanto virtuoso possa essere, può permettersi 1,1milioni di euro o una parte di essi? I tempi politici non permettono dispersioni economiche. Del resto, non è la prima volta che a Molfetta sono necessarie ulteriori perizie e variazioni al progetto originale: chiaro esempio il rondò di via Terlizzi - e non solo. Una faccenda economico-politica davvero contorta: nemmeno una Sibilla saprebbe vaticinarne i futuri sviluppi, dopo quattro anni di attese, promesse, dietro-front, discussioni, fi nanziamenti per lavori mai conclusi, variazioni e perizie di variazioni.

Autore: Marcello la Forgia
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