Recupero Password
Chi (e perchè) ha paura del “mostruoso outlet”?
15 ottobre 2005

Se fossimo al posto di Tommaso Minervini, sindaco di Molfetta, saremmo molto tristi e forse anche un po' depressi. Sì, perché nonostante il sindaco abbia avuto la fortuna di inaugurare il più grosso outlet dell'Italia meridionale, una grossissima fetta di consensi lo sta abbandonando. Il malumore dei commercianti è infatti palpabile e l'ira di questi si è scagliata proprio contro Tommaso Minervini e la sua giunta di centrodestra che però, per una volta, non c'entrano assolutamente niente. Anzi, nel 1998, quando era vice sindaco nella giunta di centrosinistra guidata da Guglielmo Minervini, fu l'unico ad alzare gli scudi quando fu presentata la proposta di apertura del “Fashion District” in consiglio comunale. Fu l'unico a manifestare una sorta di protezionismo meridionalista contro l'invasione del capitale padano. Un atteggiamento coerente con l'abito da socialista “salveminiano” che dichiarava di indossare all'epoca, ma è anche vero che le idee, come le casacche politiche, cambiano in continuazione. Pochi giorni fa un'altra organizzazione di commercianti locali lo ha diffidato e le associazioni di Via Margherita di Savoia e XX settembre hanno addirittura presentato un esposto alla Procura di Trani e al questore di Bari contro l'apertura domenicale dei negozi. D'altronde il rapporto del sindaco, con alcuni operatori del settore, non è stato più idilliaco dopo il 2001: come dimenticare il polverone sollevato dalle bandiere della “Molfetta Shopping” disseminate in tutta la città, sulle quali, per giunta, campeggiava il logo del Comune. Anche all'epoca i commercianti che non aderivano al consorzio guidato da Mauro Panunzio andarono per vie legali, ottenendo la rimozione coatta delle bandiere incriminate. Come se non bastasse, si è messo a battere i piedi anche il vice sindaco Mauro Magarelli, che sulla questione del “mostruoso outlet” dice di avere le idee chiare: sta arrecando danni all'economia molfettese, anziché apportare benefici. Abbiamo, dunque, a che fare con un mago dell'economia, visto che nel giro di una decina di giorni ha già capito tutto ed è andato a scomodare addirittura il suo segretario regionale, il biscegliese Silvestris, anch'egli membro del gruppo di Amoruso, lo stesso che si è impegnato, come consigliere regionale, a far crescere l'ospedale di Bisceglie ai danni di quello molfettese. Anche un ingenuo capirebbe che la posta in gioco sul “Fashion District” non è di tipo economico o politico, ma meramente elettorale. Tutti contro l'outlet per cercare di tirare per la giacca gruppi e gruppetti di commercianti in vista delle elezioni del prossimo anno. Ma mentre la rissa nel centro destra continua, nessuno ha fatto notare che nei week-end è quasi impossibile arrivare al “Fashion District” a causa delle code chilometriche di auto, provenienti per metà da fuori Molfetta. Nessuno ha fatto notare che in una zona deserta fino a poco tempo fa, sta sorgendo uno dei più grossi poli commerciali e, dopo l'apertura del parco a tema, turistici del Mezzogiorno. Anche senza essere esperti di economia, non crediamo che una struttura del genere possa arrecare danni a un'economia fiacca come quella molfettese. Nasce spontaneo il sospetto che la Molfetta dei prezzi esorbitanti e del turismo inesistente, a qualcuno piaccia più di una ipotetica Molfetta turistica e commercialmente appetibile. Forse perché la prima ha portato molti privilegi che la seconda potrebbe non portare, forse perché la concorrenza spaventa chi era abituato a fare il bello e cattivo tempo sull'economia cittadina, o forse è semplicemente la paura del nuovo, di ciò che non si conosce. Oggi non possiamo sapere con certezza se il “Fashion District” o l'Ipercoop di prossima apertura, potranno far bene all'economia di Molfetta, ma crediamo che siano una scommessa, un'opportunità di crescita per una città ripiegata su se stessa. Vito Piccininni vito.piccininni@quindici-molfetta.it
Nominativo  
Email  
Messaggio  
Non verranno pubblicati commenti che:
  • Contengono offese di qualunque tipo
  • Sono contrari alle norme imperative dell’ordine pubblico e del buon costume
  • Contengono affermazioni non provate e/o non provabili e pertanto inattendibili
  • Contengono messaggi non pertinenti all’articolo al quale si riferiscono
  • Contengono messaggi pubblicitari
""
Quindici OnLine - Tutti i diritti riservati. Copyright © 1997 - 2024
Editore Associazione Culturale "Via Piazza" - Viale Pio XI, 11/A5 - 70056 Molfetta (BA) - P.IVA 04710470727 - ISSN 2612-758X
powered by PC Planet