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Centrodestra, nominati gli assessori con il manuale Cancelli Tutti gli incarichi distribuiti in base ai voti ottenuti. Boom per l'Udc che soffia il vice sindaco al partito di De Cosmo. Il falso mistero dell'assessore Carabellese, indipendente, ma in realtà in quota a Pino Amato
15 luglio 2006

Finita in maniera ingloriosa l'epopea del “progetto civico”, Molfetta torna ad avere una giunta chiaramente politica, composta quasi esclusivamente da esponenti di quei partiti che si sono imposti alle elezioni amministrative dello scorso 28 e 29 maggio. Niente più insulsa retorica sulla “società civile” contrapposta alla “società politica”, dunque, ma il riconoscimento del fatto che in democrazia contano i consensi e che sulla base di questi si determinano gli assetti negli organi di gestione. Questa la logica che ha mosso il sindaco sen. Antonio Azzollini nella composizione della sua squadra di governo: un salutare bagno di realismo politico dopo gli anni in cui, dietro gli equilibrismi lessicali del “progetto civico” si celavano, in realtà, equivoci e mistificazioni, se non proprio scelte molto discutibili. Dunque a Molfetta torna prepotentemente di moda il “manuale Cencelli” (da tutti ritenuto detestabile, ma sempre molto utile in queste circostanze) e cioè quel metodo più o meno infallibile, predisposto da un vecchio dirigente democristiano, per determinare la spartizione di incarichi di governo e sottogoverno tra le diverse forze politiche sulla base del rispettivo peso elettorale. Nulla di cui scandalizzarsi, sia chiaro. Anzi l'aspetto che più di tutti balza agli occhi scorrendo la lista e l'«appartenenza» politica dei 10 nuovi assessori è che in questa circostanza del celeberrimo “manuale” si è data una interpretazione alquanto elastica. Basti pensare che al primo partito della “Casa delle Libertà”, Forza Italia, che con oltre 6.000 voti di lista ha eletto una pattuglia di ben 9 consiglieri comunali (il più consistente gruppo consiliare della storia della città da quando è in vigore il nuovo sistema elettorale), sono stati affidati direttamente “solo” 2 assessorati (andati a Giulio La Grasta e Leo Petruzzella) più un terzo, per l'avv. Doriana Carabellese, esterna al partito ed ufficialmente “in quota” al sindaco Antonio Azzollini (la realtà, come vedremo, è ben diversa). E così a Forza Italia (alla quale comunque andrà anche la presidenza del Consiglio Comunale per il più suffragato della lista, l'avv. Ninì Camporeale) è stato richiesto il principale “sacrificio” (che qualche malumore ha comunque destato nelle fila del partito) sull'altare degli equilibri interni della coalizione, per assicurare a tutte le altre forze politiche, anche a quelle che avevano raggiunto una intesa con il centrodestra tra primo e secondo turno, di ottenere la giusta visibilità in giunta. Appare infatti alquanto anomalo che un partito come Alleanza Nazionale che ha conseguito poco più di un terzo dei consensi degli “azzurri” ottenga lo stesso numero di assessorati di questi (due, per Mauro Magarelli e Anna Maria Brattoli), più una importante presidenza come quella della “Multiservizi”. Diverso il discorso per l'Udc che, avendo centrato l'obiettivo di divenire il secondo partito della coalizione, ha ottenuto l'ambita delega di vice-sindaco per la più suffragata della lista, Carmela Minuto, oltre che un secondo assessorato, con delega a Sport e Spettacolo, per Enzo Spadavecchia, e la presidenza dell'Asm (Azienda servizi municipalizzati). Non ha raggiunto, invece, quanto richiesto “Molfetta prima di tutto” che aveva fatto sapere di puntare al vice-sindaco (arrivando addirittura a minacciare l'appoggio esterno) ma che si assicura un assessorato certamente di peso come quello al Bilancio, affidato a Mimmo Corrieri, più la presidenza della società di trasporti, Mtm (trasporti municipallizati). Il Partito Repubblicano conferma l'assessorato all'Urbanistica per l'avv. Pietro Uva, ormai un decano dell'amministrazione comunale. Il decimo assessorato è quello affidato all'avv. Pierangelo Iurilli, già assessore nella giunta “civica” di Tommaso Minervini, e oggi espressione di una neo-nata associazione di imprenditori, “Molfetta Lavora”, di cui non si sa nulla di più se non che tra primo e secondo turno delle amministrative ha sottoscritto un accordo politico con la “Casa delle Libertà”, garantendo il suo supporto elettorale al sen. Azzollini. Ufficialmente questo movimento non risulta avere nessun rappresentante istituzionale in consiglio comunale, non essendosi neanche presentato alle elezioni, ma sono in molti a confermare che la maggioranza di centrodestra, presto (al massimo dopo l'estate), si arricchirà di un nuovo componente, Saverio Tammacco, eletto nella lista de “I Socialisti” (a sostegno di Tommaso Minervini) e ritenuto molto vicino allo stesso assessore Iurilli di cui avrebbe “caldeggiato” la nomina. Il sindaco Azzollini sul punto lascia una porta aperta: “La maggioranza in Consiglio al momento è composta da 20 consiglieri comunali, compreso il sottoscritto e il rappresentante del Partito Repubblicano Italiano, ma certo la mia speranza è quella di allargarla con chi condividerà il nostro progetto”. Dunque per il momento Tammacco è considerato fuori dalla maggioranza, ma – stando a voci molto attendibili – si tratterebbe solo di una questione di tempo. Discorso analogo andrebbe fatto per Pino Amato consigliere comunale più suffragato in città con 999 voti di preferenza ottenuti nella lista “Popolari per Molfetta”. “Con questa lista civica – ha detto il sen. Azzollini – non è stato raggiunto nessun accordo politico e quindi, al momento, è da considerarsi al di fuori della maggioranza”. Il diretto interessato, presente alla conferenza stampa di presentazione della giunta, ha confermato con una battuta: “se il sindaco ha detto che sono all'opposizione, allora è così”. La realtà (confermata, fuor da interviste, da tutti gli uomini del centrodestra), però, è molto diversa. Pino Amato, infatti, fa organicamente parte, a tutti gli effetti, della maggioranza che sostiene Antonio Azzollini, avendo di fatto sostenuto la candidatura a sindaco del senatore di Forza Italia, così come tutti i dirigenti ed i rappresentanti istituzionali della Casa delle Libertà confermano, fuor da interviste ufficiali. E' paradossale, però, che nel centrodestra tutti si affrettino a dire pubblicamente che, con la Casa delle Libertà, l'ex presidente del consiglio comunale non abbia nulla a che fare, sebbene poi le stesse persone (consiglieri comunali di maggioranza, neo-assessori e segretari di partito), al riparo da microfoni e taccuini, confermano, senza giri di parole, che “il più amato dei molfettesi” non solo è parte integrante della maggioranza ma ha anche una sua rappresentante in giunta, e cioè l'attuale assessore al Personale e Polizia Municipale (curiosamente le stesse deleghe che Pino Amato aveva nella scorsa amministrazione), l'avv. Doriana Carabellese, indicata direttamente da “mister 1000 preferenze” ed ufficialmente entrata in giunta “in quota ad Azzollini”. Ma se la verità è così chiara, che male ci sarebbe a dirla pubblicamente? Perché tanta reticenza, anche oggi, a campagna elettorale finita? Che paura c'è a dire che Pino Amato fa parte della maggioranza ed ha una sua rappresentante in giunta? Di cosa ci sarebbe da vergognarsi? Un sospetto ce l'abbiamo e, come era solito dire Giulio Andreotti, “a pensar male si fa peccato, ma ci si prende quasi sempre”.
Autore: Giulio Calvani
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