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Centrodestra, in autunno cadono le poltrone Pino Amato passerebbe a Forza Italia incassando il posto di assessore
15 settembre 2004

Sembrava che la tornata elettorale non avesse movimentato le acque all'interno della maggioranza.. In estate chi aveva sperato di trovare nelle urne numeri per avanzare pretese per sé o a discapito degli altri, ha dovuto ingoiare il rospo e tornare a coltivare il proprio orticello. Unica novità il manifesto fuori dal coro, accanto ai canonici ringraziamenti agli elettori, di “Molfetta che vogliamo”, con tanto di firma del segretario politico Sergio Azzollini, a sostegno incondizionato del sindaco Tommaso Minervini. Come a voler rimarcare ad amici, nemici e avversari la propria esistenza, nonostante la confluenza dei consiglieri eletti nel gruppo del Nuovo Psi di Visaggio. Per confondere ancor più le idee questo movimento nei giorni della festa patronale è uscito con un altro manifesto con l'esortazione alla cittadinanza a prepararsi ad eleggere alla Regione un molfettese a difesa e tutela degli interessi della città, senza citare né il candidato, né la coalizione, né la forza politica, ma tutti sanno che Francesco Visaggio aspira al grande salto, anche se ogni qualvolta Visaggio ha cercato di uscire la recinto locale, non ha mai centrato l'obiettivo. Alla domanda se “Molfetta che vogliamo” intende passare nel centrosinistra, il segretario propina la solita risposta tra il goliardico e lo sfottò: “Stiamo con chi ci vuole e con Tommaso”. Altro elemento instabile è l'Udc, ormai cosa della famiglia Minuto con la nomina di Pasquale, fratello della consigliera comunale Carmela, a segretario cittadino. Il partito che dallo stile democristiano ha solo ereditato la perenne litigiosità per gli “spuntini” istituzionali e di partito. Che dire, poi, dei 4 consiglieri di An che su ogni provvedimento si sentono liberi di votare a proprio piacimento? Alla fine solo la pattuglia di Forza Italia può dirsi solidale al Sindaco, anche se non sappiamo se la fedeltà è del partito verso Tommaso, o di Tommaso verso i voleri del partito, cioè del senatore Azzollini. Basta leggere le delibere del Consiglio più importanti (Regolamento nuovo mercato, “Casa albergo” de Luca, Termovalorizzatore, Consuntivo '03, Nuova viabilità del Porto), per appurare che su ogni provvedimento, dai 5 ai 7 consiglieri al momento del voto abbandonano l'aula in silenzio. In pratica come se il Consiglio comunale fosse di 24, tra cui 5 dell'opposizione, e non di 31 elementi. Numeri che non preoccupano il sindaco, di certo non lo fanno sorridere, se mai il buon Tommaso abbia mai sorriso. La controprova di ciò nei prossimi mesi, quando partirà la campagna d'autunno con il rinnovo degli incarichi alla Multiservizi e nel Collegio dei revisori dei conti del Comune. Ma passata l'estate e la Festa Patronale, si stanno diffondendo in città le note del valzer delle poltrone, probabilmente diffusa dagli stessi interessati. Ancora una volta al centro della pista c'è Pino Amato, sempre pronto ad occupare posizioni e poltrone sempre più comode: ora, dopo aver dichiarato a “Quindici” di essere parte integrante dell'Udc e di voler far pace con la Minuto, starebbe per passare in Forza Italia. Ma il buon Pino non fa mai nulla per niente ed ecco spuntare l'entrata in Giunta, con la promozione ad Assessore all'Annona al posto di Ancona. Si dice che Amato per lasciare la presenzialista fascia blu di presidente del Consiglio e il seggio di consigliere, avrebbe richiesto in prima battuta la delega ai Servizi Sociali, ma si è dovuto accontentare. Per ora. Non sarebbe questa l'unica novità alla tavola del sindaco. Infatti, pare che all'Assessorato allo Sport ci sarà un'ennesima sostituzione (sarebbe la terza), con lo scambio di poltrone tra l'attuale assessore Solimini, primo dei non eletti in “Molfetta che vogliamo”, e il consigliere Vincenzo Spadavecchia. Insomma, sembra che fare l'assessore per questa amministrazione sia un modo come un altro per ingannare il tempo, un'occasione per mettere qualcosa nel proprio scarno curriculum. Sul fronte del centrosinistra i partiti continuano ad interrogarsi su come far germogliare i timidi segnali positivi espressi dalle urne. Anche qui si naviga in ordini sparso. Democratici di Sinistra, Comunisti Italiani, la Margherita e Rifondazione si fanno sentire con manifesti di denuncia sui temi che la cronaca propone: inceneritore, ospedale, spiagge e Piano regolatore, mentre è assente un'iniziativa per un progetto generale d'alternativa da proporre alla città tra 20 mesi, che significa in primo luogo l'identikit del candidato sindaco. In molti auspicano anche per Molfetta il “modello Emiliano”: personalità esterna ai partiti, ma che esprima e soprattutto che si senta parte dell'area di centrosinistra, anche se un'esperienza del genere l'abbiamo già vissuta con il primo mandato di Guglielmo Minervini. Insomma, gira e rigira, il centrosinistra sembra in un vicolo cieco e neanche da quella parte dell'associazionismo, delle professioni, dell'imprenditoria in qualche modo vicino all'area progressista, sembra venire un qualche sussulto. Forse è ancora presto perché nel 2005 ci saranno le regionali dal forte sapore proporzionale. Speriamo che sia così, altrimenti la città sarà destinata ad essere ancora governata da personaggi mediocri che hanno fatto dell'arrivismo sociale la loro ragion d'essere. Francesco del Rosso
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