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Centro disabili Molfetta, riapertura il 12 settembre, rette più alte e sussidi di disoccupazione ai dipendenti
07 agosto 2016

MOLFETTA – Riaprirà il 12 settembre il Centro disabili del Comune di Molfetta, dopo aver provveduto ai lavori di ristrutturazione richiesti dalla Asl. E’ questa la conclusione dell’incontro fra il commissario straordinario Passerotti e i presidente del Consorzio Metropolis, vincitore del bando di assegnazione e delle Bottega delle Arti a cui era stata subappaltata la gestione del Centro. Presenti anche i sindacati che nei giorni scorsi avevano sollevato il problema dei 21 dipendenti messi in mobilità dal nuovo gestore.

In particolare Luigi De Ceglie della Cisl Puglia aveva accusato di insensibilità il commissario Passerotti, per aver rifiutato di incontrare il sindacato al fine di verificare una soluzione di salvaguardia per i dipendenti e tutelare le famiglie dei disabili rimaste senza servizio.

«Si impone, pertanto, una "rivolta" delle coscienze, prima fra tutti quella di chi deve amministrare la Città di Molfetta, seppure come Commissario

Prefettizio, affinché i risparmi di spesa colpiscano soltanto gli SPRECHI, e non i soggetti ammalati, svantaggiati e con handicap fisici e psichiatrici, tali da renderli disabili, sarebbe come penalizzarli due volte. Si chiede pertanto, che il Commissario voglia immediatamente rivedere la volontà di chiudere il Centro, e ciò sia nell'interesse degli utenti, che delle 21 famiglie dei lavoratori ivi impiegati, i quali resteranno senza lavoro e senza stipendio dal 1 agosto 2016, con invito al Consorzio e alla sua consorziata, a rivedere la volontà rescissoria dei contratti di lavoro, mediante l'utilizzo di ammortizzatori sociali nel tempo che sarà necessario per l'auspicata risoluzione di questa vertenza», scriveva De Ceglie in un comunicato.

Nei giorni scorsi gli stessi dipendenti e le famiglie dei disabili si erano recate al Comune inscenando una manifestazione di protesta.

Ma il servizio non sarà più dispensato come in passato: verrà messo ordine, anche per razionalizzare la spesa.

Intanto gli operatori saranno assunti in numero proporzionale agli ospiti; solo i primi 15 disabili con redditi minimi, potranno usufruire dei 120mila euro stanziati per il centro, la restante somma sarà divisa tra gli altri disabili, ma non in parti uguali, bensì, come è più giusto, in base al modulo Isee (che misura il reddito).

Infine ci sarà la compartecipazione delle famiglie alle rette del disabile, da parte delle famiglie. Le rette mensili passeranno dall’irrisoria somma di 15 euro a 150 euro, sempre insufficienti, ma sicuramente più basse dei 700mila previsti in un primo momento.

Agli operatori in esubero del Centro, sarà corrisposto assegno di disoccupazione.

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