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CALCIO - Fango sul “P. Poli”: rissa in tribuna, gara sospesa per 10', vittoria macchiata Un gruppo di teppisti ha rovinato la festa e seminato terrore fra gli spettatori: c'erano molti bambini
11 settembre 2006

MOLFETTA - Fango, tanto fango, gettato su società, squadra e gente perbene presente al “Paolo Poli” (nella foto, un momento tranquillo della gara prima degli incidenti). E' ciò che rimane di una domenica che avevamo immaginato di raccontare in maniera diversa. L'esordio in casa in Eccellenza dopo 8 anni, squadra ospite con ottime credenziali, il tecnico del Real Altamura, il molfettese Terracenere, per la prima volta da avversario nello stadio che lo ha visto crescere e per finire un “Molfetta calcio” reduce, dopo il pareggio a Locorotondo (0-0) nella prima di campionato, della convincente vittoria in Coppa Italia per 3-0 sul Trani. Per un'ora il match, sul piano tecnico e tattico, non tradiva le attese. Sugli spalti il clima era tranquillo. Gli ultrà molfettesi erano sistemati in gradinata, un centinaio di altamurani in tribuna, ognuno con le proprie bandiere e slogan. Poi i protagonisti del fattaccio sono stati un manipolo di pseudotifosi che si nascondono nelle fila del tifo organizzato locale. Correva il 5' del s.t., da un minuto il Molfetta era in vantaggio per 2-1, quando in tribuna, nel settore riservato ai tifosi ospiti, si scatenava un'incredibile rissa. In pratica, durante l'intervallo le solite 4-5 “teste calde”, lasciavano la gradinata e si sistemavano a ridosso dei tifosi ospiti in tribuna. Ben presto dalle parole si passava ai fatti ed era il caos. Volavano aste di bandiere, bottiglie, sassi. Abbiamo visto uno scalmanato dal volto coperto, un altro lanciare addirittura un fumogeno verso i tifosi ospiti, e la cosa più inquietante, un brutto ceffo salire in quella che una volta era la tribuna stampa e che oggi è a disposizione di tutti, e intimare agli operatori televisivi presenti di non riprendere le scene di violenza. Tutto ciò ha alimentato il sospetto che tutto fosse stato organizzato. Le scene da far west costringevano l'arbitro ad interrompere la gara per dieci minuti. Arrabbiatissimi i giocatori molfettesi cercavano di calmare gli esagitati. La situazione si tranquillizzava solo quando gli autori della bravata ritornavano da dove erano arrivati: la gradinata. E le forze dell'ordine? Neanche l'ombra e, se c'erano, erano altrove. Ad un certo punto abbiamo visto spuntare due carabinieri che non sapevano cosa fare, mentre i vigili usavano solo i polmoni, urlando ciò che gridavano tutti: calma! E' tutto qui l'ordine pubblico? La cosa che fa rabbia è che i protagonisti di questa “animalata” sono i soliti noti che spesso e volentieri creano casini allo stadio. Facce e nomi conosciuti, i quali, nonostante ciò, continuano indisturbati a frequentare il “P. Poli” e a considerarlo una sorta di extraterritorialità della legalità. E sono gli stessi che spadroneggiano in città, da sempre impuniti. Così è garantito l'ordine pubblico? Bisogna aspettare che succeda l'irreparabile per rinchiudere questi signori nelle loro case la domenica pomeriggio, così come dispone la legge? E non ci vengano a dire che la colpa è dello stadio “Paolo Poli”, strutturalmente carente per quanto riguarda l'ordine pubblico. Anzi, proprio per questo, chi ha la responsabilità dell'ordine pubblico, deve essere ancor più vigile nella prevenzione in quel fazzoletto di territorio che è lo stadio. Anteprima. Il pomeriggio calcistico inizia con una serie di lacune organizzative: i cancelli vengono aperti 20' prima dell'inizio della partita, perché si attendevano le Guardie Giurate, poi perché mancava la pinza per bucare gli abbonamenti. Altra novità: sala stampa sbarrata e solo grazie ad un volenteroso, le formazioni sono state dettate in piedi all'esterno, come se fossimo in 3ª categoria. Evidentemente per l'emozione della prima gara non tutto ha funzionato come avrebbe dovuto. La cronaca. All'inizio il doveroso omaggio all'indimenticabile capitano dell'Inter e della Nazionale Giacinto Facchetti, con un minuto di raccoglimento accompagnato da un lungo e caloroso applauso del pubblico (circa 700, cui un centinaio di tifosi ospiti). Il tecnico Di Giovanni a sorpresa schierava a centrocampo Carlucci e Di Bari, confermava la difesa delle ultime gare, e in avanti Paparella a fianco di Uva. In panchina i senior Spadavecchia, Sigrisi, L. D'Alessandro e Lobascio, accanto agli under Rinaldi, Masellis e Patruno. Come previsto Terracenere mandava in campo un Real impostato sul 4-3-3, con una prima linea di spessore: il tridente Nanè-Manno-Zinzzariello, supportato da un centrocampo esperto con Lucani, Vincenti e Esposito. L'Altamura parte con il piede sull'acceleratore, in pratica per i primi otto minuti gioca solo il Real, con i biancorossi a rincorrere gli avversari che sgusciavano da tutte le parti senza toccar palla. All'8' su punizione, Esposito impegnava Loporchio che rimediava in angolo. Sugli sviluppi si accendeva una mischia nell'area piccola, risolta dall'argentino Munno che infilava tra palo e portiere. I giocatori e il pubblico rimaneva ammutolito, sia per la rete a freddo che per la qualità della squadra avversaria. Da qual momento però iniziata la gara del Molfetta. Carlucci e Di Bari guadagnavano metri a centrocampo e le punte erano servite con più frequenza. L'Altamura, perdeva lo slancio iniziale. Dato il vantaggio sembrava una scelta, ed invece col passare dei minuti si capiva che gli avversari avevano già esaurito il carburante. Paparella e Uva si muovevano bene e gli avversari per bloccarli spesso erano costretti ad interventi fallosi. Il Molfetta cresceva sul piano del gioco anche se la supremazia territoriali si concretizzava in alcuni calci piazzati di Carlucci, che però non sorprendevano il giovane portiere Moramarco. Al 40' Uva proteggeva una palla al limite e costringeva al fallo l'avversario. Lo stesso Uva mirava sull'angolo protetto dal portiere che respingeva la botta, ma proprio sui piedi di Aloisio, che non falliva la rete del pareggio, il primo gol del Molfetta in campionato. La ripresa iniziava con i biancorossi in avanti. Carlucci pescava al limite Lobascio, subentrato alla fine del primo tempo a Paparella, tacco a liberare Aloisio che dal dischetto di rigore calciava sul portiere in uscita. Al 3' Aloisio nei pressi della bandierina, si liberava di un avversario, entrava in area lungo la linea di fondo, rientro e destro che era deviato sull'esterno della rete. Al 4' la rete del sorpasso. Carlucci serviva al limite per Uva che smistava di testa per l'accorrente D'Alessandro, partito dalla destra, che stavolta anticipava il portiere e metteva in rete. Gran bel gol, non casuale e tutto di prima. Poi la vicenda che condizionerà la gara fino alla fine. Dopo la ripresa della partita in campo e sugli spalti lo spirito era diverso. Alcuni spettatori, soprattutto coloro che avevano portato i bambini a vedere la partita, convinti d'assistere ad una festa, lasciavano lo stadio disgustati. Anche la penna del cronista si inaridiva. Avremmo voluto raccontare un pomeriggio sportivo diverso. Avremmo voluto scrivere di contenuti tecnici e tattici, sentire i commenti dei protagonisti. Invece il fango ha coperto tutto e ci rimane l'immagine di un papà che scende di corsa le scale della tribuna, in braccio una bimba con negli occhi, oltre alle lacrime, il terrore. E' questo lo sport? La situazione cittadina sta diventando insostenibile, noi abbiamo lanciato l'allarme da tempo: sarebbe ora di correre ai ripari. L'impunità alimenta l'arroganza di pochi facinorosi che si credono padroni del territorio. Questa brutta domenica costerà cara all'incolpevole società, anch'essa vittima, che però rischia una salata multa e due giornate di squalifica del campo, e forse anche alcuni punti di penalizzazione. MOLFETTA CALCIO – REAL ALTAMURA 2-1 Molfetta: Loporchio, Del Vescovo, Salamina, Carlucci, Campanella, Baldassarre, Uva (85' Sigrisi), Di Bari, Paparella (38' Lobascio), Aloisio (75' Patruno), D'Alessandro D. All: Di Giovani. Real Altamura: Moramarco, Caputo, Lojodice, Lucani, Abbrescia, Nuzzi, Nanè, Vincenti, Zizzariello (70' Cifani), Esposito, Manno ('27 Caserta). All: Terracenere. Arbitro: De Lorenzo (BR). Reti: 8' Monno, 40' Aloisio, 4' s.t. D'Alessandro D. Note: ammoniti Uva, Abbrescia, Nanè, Nuzzi. Al 5' del s.t. la gara era sospesa per 10' per incidenti in tribuna. Risultati 2ª giornata: Cerignola – Maglie (1-2), Fasano – Capurso (1-0), Francavilla - Locorotondo (0-0), Massafra–Copertino (2-1), Molfetta – Altamura (2-1), Nardò – Lucera (0-1), Ostuni-Bisceglie (1-0), Galatina – Novoli (1-0), Apricena – Noci (1-1). Classifica: Lucera e Maglie 6, Molfetta, Copertino, Ostuni, Fasano e Galatina 4, Bisceglie e Novoli 3, Locorotondo e Noci 2, Altamura, Apricena, Capurso, Cerignola e Francavilla 1, Nardò e Massafra 0. Prossimo turno 3ª giornata: Altamura – Francavilla, Bisceglie – Molfetta, Capurso – Apricena, Galatina – Massafra, Locorotondo – Cerignola, Lucera – Ostuni, Maglie – Copertino, Noci – Nardò, Novoli – Fasano. Commento del girone. Giornata ancor più povera di gol, appena 15, in sette vittorie e due pareggi. Spiccano i successi esterni del Maglie e Lucera che guidano la classifica a punteggio pieno. Molfetta e Ostuni sfruttano appieno il fattore campo, rispettivamente su Altamura e Bisceglie. Di carattere la vittoria del Molfetta che è riuscito a capovolgere il risultato, in una gara caratterizzata però da incidenti in tribuna, che ha costretto l'arbitro a fermare la partita per 10 minuti. Il Bisceglie di Leo De Gennaro è stato fermato alla prima trasferta in quel di Ostuni, mentre in ritardo il Francavilla bloccato sullo 0-0 sul proprio campo. Domenica prossima le gare di cartello saranno i derby tra Bisceglie-Molfetta e Maglie-Copertino, da seguire lo scontro tra le più accreditate alla vigilia Altamura-Francavilla.
Autore: Francesco Del Rosso
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Sono un molfettese, un ragazzo di 23 anni che segue il Molfetta dall'età di otto anni, ovvero da quando il Molfetta militava nel campionato di serie C2.. Allora l'entusiasmo e la cornice di pubblico era degna della categoria che si disputava.. Mi ricordo i derby con Il Bisceglie, con il Trani ( indimenticabile un famoso 3 a 3 con doppietta di Micciola ) e tengo gelosamente conservato il biglietto dei play out con l'Astrea... Allora c'erano i famosi H.M. e il tifo era bello, caloroso ma soprattutto coinvolgente.. Domenica ho provato ad accentrarmi in gradinata, nella zona dei pseudo ultras della squadra della mia città, ma nn ho resistito dalla voglia di allontanarmi... Non un coro fatto bene, un modo di tifare assolutamente brutto e poi tanta tanta tanata violenza gratuita che questi pseudo - ultras possono pure risparmiarsi... La colpa non è la loro, ma è delle istituzioni... E' mai possibile che non si capisce che ormai il Paolo Poli è uno stadio da buttar giù? E' mai possibile che nn si riescono a trovare le risorse per costruirne uno nuovo, magari con delle curve, in modo tale da creare i presupposti per una maggiore sicurezza nello stadio e soprattutto incentivare la presenza di un tifo più organizzato e corretto.. Guardate la curva del Monopoli, del Barletta quanto sono belle, calorose, vivaci e soprattutto quanta gente attirano allo stadio.. Purtroppo queste cose solo uno che frequenta le curve può capirle e quindi nn ci si può lamentare se ogni domenica si verificano gravi situazioni come quelle della scorsa giornata disputata in casa e soprattutto nn ci si può lamentare se vi è assenza di tifo vero a Molfetta.. Spero solo che domenica nn ci sia una figuraccia contro i nostri amati cugini biscegliesi ma rattrista poter affermare che purtroppo loro avranno alla meglio, in qualsiasi senso, spero solo non nel campo e nel risultato... Sindaco pensaci tu e dai delle risposte convincenti al pubblico, quello sano, quello vero del Molfetta perchè Molfetta merita tutt'altro rispetto ai tristissimi eventi, che ne stanno infangando il suo onore e la sua dignità


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