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CALCIO - Eccellenza, il Molfetta s'accende solo in casa
15 ottobre 2006

Due gare in casa, due vittorie, 5 reti fatte e una subita; fuori casa: due sconfitte e un pareggio, 4 gol subiti e uno realizzato, per un totale di 7 punti e una posizione mediana in classifica. Con questo marchio di squadra casalinga, il “Molfetta calcio” si è presentato in Eccellenza. Un avvio altalenante, con luci ed ombre, che però esprime la consistenza attuale della squadra. Consapevole di avere una rosa ristretta, il tecnico Di Giovanni ha lavorato in funzione di un'idea di squadra e di una stagione lunga, tecnicamente competitiva e fisicamente dura, con la speranza di aver poi qualche altro elemento in organico. Tra campionato, Coppa Italia, eventuali play-off o play-out, i giocatori arriveranno alla fine con oltre 40 gare ufficiali nelle gambe. Invece la rosa è la stessa di quella presentata a luglio e le lacune cominciano ad emergere. La prima gara ufficiale dei biancorossi coincideva con la prima di campionato a Locorotondo. Lo 0-0 finale rispecchiava un match tra due squadre alla ricerca del ritmo partita. Dopo quattro giorni il Molfetta liquidava in Coppa Italia la Fortis Trani, squadra di Promozione, per 3-0 (doppietta di Uva e Lobascio). Una vittoria che lanciava un preciso messaggio: al “P. Poli” sarà difficile per chiunque fare risultato. La conferma, nell'esordio in campionato contro il Real Altamura di Terracenere. Sotto di una rete dopo 8', i biancorossi prima pareggiavano alla fine del 1° tempo con Aloisio, rapido a riprendere la ribattuta del portiere su una punizione di Uva, e poi si portavano avanti all'inizio della ripresa con l'altro under D'Alessandro, che sfruttava un assist sempre di Uva. Purtroppo una rissa scoppiata in tribuna tra le opposte fazioni soffocava una gioia che i giocatori avrebbero voluto festeggiare insieme ad un numeroso pubblico, accorso allo stadio per salutare il ritorno in Eccellenza. Alla terza giornata andava in scena al “G. Ventura” il derby con il Bisceglie di Leo De Gennaro. La sconfitta per 2-0 metteva in luce le potenzialità e le lacune dei biancorossi. Con un Bisceglie esperto, cinico e fortunato, il Molfetta non reggeva il confronto a centrocampo. I nerazzurri nell'ultimo quarto d'ora del primo tempo costruivano quattro occasioni che fruttavano le due reti. Nella ripresa i nostri creavano cinque palle-gol, alcune neutralizzate dal portiere avversario, altre sprecate per imprecisione. La sconfitta in campionato era mitigata quattro giorni dopo dall'1-1 (rete di Uva per il Molfetta) nel derby di Coppa, che consentiva al Molfetta di accedere ai quarti di finale. L'avversario sarà il Corato: andata il 19/10, il 2/11 il ritorno. Nella gara successiva di campionato il Molfetta riaffermava la legge del “P. Poli”. Secco 3-0 contro un Lucera evanescente in avanti e statico in difesa. I padroni di casa prima lasciavano l'iniziativa agli avversari, per poi carburare con il passare dei minuti. Apriva le danze Di Bari con un eurogol da 30 metri: palo interno e rete gonfia. Poi entrava in scena Uva, con una doppietta alla sua maniera: rapidità, tecnica e coraggio. Da incorniciare la seconda rete in tuffo di testa. A Noci il Molfetta ritornava piccolo. In vantaggio con Uva, i biancorossi beccavano due reti su due azioni d'angolo. In questa gara emergevano altre lacune: la difficoltà di gestire le palle inattive degli avversari e i limiti dell'organico. Infatti, in panchina, con Paparella e Sigrisi indisponibili, c'erano solo due senior, Del Vescovo e L. D'Alessandro. Impostata sul 4-4-2, il punto di forza della squadra molfettese è la difesa con i centrali Tridente e Campanella. Entrambi giocano a testa alta, bravi nelle chiusure, sprecano pochi palloni e spesso danno il via alle ripartenze. Completano il reparto gli affidabili Baldassare, Del Vescovo, Sigrisi e l'under Salamina, ancora timido nelle incursioni. Il centrocampo è il reparto più leggero con Carlucci a fare il regista arretrato, Di Bari a coprire gli spazi, i giovani Aloisio e Davide D'Alessandro sulle fasce. Limitate le alternative con il solo senior Luigi D'Alessandro. In questa zona la squadra concede troppo spazio agli avversari, con le punte sostenute solo da lanci lunghi e spesso Uva, Lobascio o Paparella si propongono come rifinitori. Lo schema è efficace, ma non può essere l'unico. Un giocatore di qualità a centrocampo, capace di dettare i tempi, i cambi di ritmo e d'inserirsi negli spazi, amplierebbe il ventaglio delle soluzioni a beneficio delle punte, che nello scambio stretto pungono che è un piacere. Insomma, la squadra ha delle potenzialità e con qualche altro innesto potrebbe esprimerle al meglio. Per ora il presidente non si è mosso, tanti contatti ma nessuna iniziativa concreta. Forse De Nicolò aspetta il famoso contributo pubblicamente promesso dal sindaco Azzollini, oppure di capire la reale forza della squadra prima di aprire i cordoni della borsa. Saranno cruciali i prossimi impegni (8 in campionato e 2 in Coppa) fino a metà novembre: Capurso (c. 8/10), Novoli (15/10), Coppa Italia (19/10), Galatina (c. 22/10), Fasano (26/10), Apricena (c. 29/10), Coppa Italia (2/11), Nardò (5/11), Ostuni (c. 9/11), Massafra (c. 12/11). Classifica dopo la 5ª giornata: 13 Fasano, 11 Ostuni, Maglie, 9 Noci, 8 Galatina, 7 Molfetta, Copertino, Bisceglie, Lucera, 6 Nardò, Francavilla, Locorotondo, 5 Altamura,Cerignola, 4 Apricena, Capurso, 3 Novoli, 2 Massafra.
Autore: Francesco Del Rosso
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