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Betta Mongelli: il Pulo abbandonato a se stesso dalla Provincia e dall'indifferenza del presidente Schittulli. La proprietà deve tornare a Molfetta L'intervista. L'assessore alla Cultura del Comune
15 marzo 2015

Sulla situazione di degrado e abbandono del Pulo di Molfetta, Quindici ha sentito l’assessore alla cultura del Comune, prof. ssa Betta Mongelli che del sito archeologico si è occupata per anni, sia come presidente dell’Archeoclub che del consorzio Polje. Assessore qual è la situazione attuale della gestione del Pulo? E’ ancora di proprietà della Provincia di Bari oppure è già passato alla città metropolitana? «Come tutte le proprietà della Provincia di Bari, anche la dolina del Pulo e le pertinenze dell’area dei servizi e del parcheggio, oggi sono transitate all’Area Metropolitana. La gestione è stata affidata dal 2008 al 2013 all’Associazione Consortile Polje. Oggi non c’è più un gestore, con gravissime conseguenze sul piano del controllo, della salvaguardia e della diffusione della conoscenza di questo importantissimo sito naturalistico e archeologico». Cosa fa l’attuale proprietario per difendere il sito archeologico? Chi deve provvedere intanto alla manutenzione ordinaria? Dopo i recenti furti, l’ingresso è accessibile a tutti: chi risponderebbe di eventuali danni alle persone? «Purtroppo l’attuale proprietario non ha ancora attivato alcuna azione di manutenzione e tutela del sito, come si può evidentemente osservare avvicinandosi, anche solo dall’esterno al sito, violato pesantemente dagli accumuli di rifiuti, dalle effrazioni alle recinzioni e ai cancelli, dall’inselvatichimento della vegetazione che sta invadendo oltre che i vialetti del percorso in dolina, anche le cosiddette “tettoie” della Nitriera Borbonica e il vialetto di accesso al fondo Azzollini di proprietà comunale. Per non parlare dello stato dei servizi, saccheggiati delle ringhiere di recinzione, con le travi frangisole cadenti. Alla manutenzione ordinaria dovrebbe provvedere il nuovo ente proprietario, che, mi preme sottolineare, ha ereditato una situazione pesantissima, visto che nell’ultimo anno il sito è stato totalmente abbandonato dalla Provincia, nonostante i numerosissimi appelli che, attraverso un fitto carteggio, l’Ente gestore (Polje) e il Comune di Molfetta hanno indirizzato, senza alcun esito, al Presidente uscente della Provincia, il prof. Schittulli. Responsabile di danni eventuali alle persone dovrebbe essere il nuovo proprietario del sito, che oggi, in questa situazione di inaccessibilità, dovrebbe darne esplicita comunicazione a chi vi entri senza autorizzazione e senza accompagnatori autorizzati». Cosa ha fatto il Comune dopo lo scioglimento della Provincia e gli ultimi atti di vandalismo? «Non solo lettere e appelli senza risposta del Sindaco Paola Natalicchio al Presidente Schittulli. Lettere nelle quali il Comune di Molfetta si è detto pronto ad attivare ogni possibile forma di collaborazione volta alla riapertura del sito e al riaffidamento seppur temporaneo della gestione all’associazione consortile, Polje, che ha saputo dar prova negli anni, nonostante le mille difficoltà derivanti dalla complessa natura del Pulo, di saper gestire in maniera virtuosa il sito, che era diventato ormai un punto di riferimento del turismo non solo scolastico ed era sede durante l’estate di manifestazioni culturali di pregio. Il Sindaco Natalicchio ha evidenziato a Schittulli che la riapertura del Pulo risponde alla necessità di attivare finalmente quell’improrogabile sistema integrato della Preistoria, che deve vedere in rete il sito neolitico con il Museo Archeologico del Pulo nell’ex Lazzaretto, che è regolarmente aperto al pubblico come luogo non solo di visita al deposito museale dei reperti delle campagne di scavi degli ultimi vent’anni ma anche di laboratori didattici, concerti, reading, performance teatrali. Nell’ottobre del 2104 ho personalmente incontrato, insieme alla dott.ssa Francesca Radina della Soprintendenza ai Beni Archeologici della Puglia, il Presidente Schittulli per presentargli la gravità della situazione e la disponibilità dell’Amministrazione Comunale di Molfetta a collaborare in un processo di recupero del sito ma, insieme a un’accoglienza a dir poco frettolosa, abbiamo potuto registrare solo disattenzione e indifferenza per una realtà della quale non sono stati evidentemente apprezzati né il valore simbolico e neppure le potenzialità turistiche. Ho avuto nelle ultime settimane contatti con Francesca Pietroforte, assessore alla Cultura e al Turismo dell’Area Metropolitana, che ha mostrato molto interesse per le problematiche da me esposte. La incontrerò la prossima settimana, per pensare insieme delle linee di intervento per il Pulo». È sufficiente per il Comune inviare una lettera per segnalato lo stato delle cose oppure sarebbe più opportuno rivendicarne la proprietà e gestirlo in proprio? Quali ostacoli ci sarebbero? Troppo costoso? «Non ci sono state solo lettere e incontri personali e denunce fatte attraverso vari canali. Il Comune di Molfetta chiederà proprio questo all’Area Metropolitana: il ritorno del sito nel patrimonio comunale, a garanzia di una gestione organica e unitaria del circuito archeologico del nostro territorio. Spero che non ci siano ostacoli in questo senso. I costi di gestione potranno rientrare nel bilancio comunale, ma se l’abbandono continuerà nella progressione che oggi è sotto i nostri occhi, diventerà veramente un’impresa complessa restituire il sito alla sua bellezza e alla sua integrità». Come mai assistiamo al paradosso di un Museo archeologico ben tenuto e fiore all’occhiello della città, perché non si può far sì che anche il Pulo sia tenuto nella stessa condizione? «Il Museo di proprietà comunale, affidato con avviso pubblico a un raggruppamento di associazioni (Polje, Antiqua Mater, Voce di Sant’Andrea) che cura le visite guidate e ogni attività di promozione turistica è regolarmente aperto per tutto l’anno, in estate offre il servizio degli Open Days promosso da Puglia Promozione e da quest’anno entrerà in un circuito virtuoso, che sicuramente saprà attivare l’ATI che ha vinto l’avviso pubblico comunale per la gestione dello IAT assegnato da Puglia Promozione alla città di Molfetta. Il Pulo può essere tenuto nelle stesse condizioni, purché ci sia interesse per il luogo da parte dell’Ente proprietario e ci sia soprattutto un gruppo di gestione attivo, competente e dinamico». Perché da parte della Provincia non è stata rinnovata la convenzione con il Consorzio Polje? Per la custodia non si potrebbero impiegare, almeno in via provvisoria, coloro che usufruiscono dell’assegno comunale di assistenza, con i cantieri di servizio? «La Provincia di Bari, nelle sue componenti di governo, a partire dal 2013, ha dimostrato totale e colpevole disinteresse per il luogo e non ha mai attivato alcuna procedura per una riattivazione della convenzione con Polje. Il servizio di apertura e di visite guidate al Pulo può essere affidato solo ed esclusivamente a personale che abbia specifiche competenze in campo naturalistico e storico, che abbia le necessarie capacità comunicative e relazionali, che abbia una preparazione specifica per condurre visitatori di ogni età e di ogni livello culturale nella visita del luogo. I cittadini che saranno impegnati nei cantieri di servizio comunali potranno essere sicuramente destinati ad altre attività di tutela del sito ma solo se il Pulo rientrerà fra i beni del patrimonio comunale. Cosa che tutti i molfettesi credo si augurino insieme all’Amministrazione Comunale».

Autore: Marina Mongelli
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