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Battaglia a colpi di manifesti fra i commercianti a Molfetta
18 novembre 2004

MOLFETTA – 18.11.2004 Guerra fra commercianti a Molfetta. Agli acquirenti piacerebbe fosse combattuta a colpi di sconti, invece trattasi di battaglia di manifesti. Scatenata dalle bandiere fatte sventolare dall'associazione “Molfetta shopping” su cui compare il logo del Comune di Molfetta, assieme alla scritta “segui l'insegna” (nella foto). È proprio l'avvallo comunale all'iniziativa che ha fatto scattare i nervi degli altri commercianti, non aderenti all'associazione, ma distribuiti nella stessa zona centrale della città, che hanno risposto affiggendo nei loro negozi manifestini intitolati “Figli di un dio minore”, nei quali attaccano i concorrenti, accusati di aver fatto un gioco sleale invitando i molfettesi ad acquistare solo da loro, seguendo, appunto, l'insegna blu di “Molfetta shopping”, ma soprattutto l'Amministrazione che, concedendo il simbolo comunale sulle bandiere, avrebbe discriminato fra “commercianti di serie A”, chiaramente quelli affiliati alla “Molfetta shopping”, e “commercianti di serie B”, loro stessi, orfani dell'appoggio comunale. Il manifestino chiude invitando i cittadini a ristabilire la giustizia, boicottando i negozi aderenti a “Molfetta shopping” e facendo compere, quelle sostanziose di San Nicola e di Natale, solo da loro, in modo da por rimedio a questo trattamento da parenti poveri del commercio molfettese. La risposta di “Molfetta shopping” non si è fatta attendere. L'associazione l'ha data con un altro manifesto, firmato dal segretario, Corrado Minervini, e dal presidente, Mauro Panunzio, in cui l'accusa di slealtà è ribaltata sui concorrenti. Chiariscono che i finanziamenti per l'intera operazione sono venuti da fondi P.O.R., l'amministrazione ha dato solo il patrocinio, non danaro, quindi non vi sarebbe trattamento disuguale fra commercianti e commercianti. Ribadiscono di essere impegnati ormai da quattro anni in un'operazione di “difesa del commercio di prossimità, attraverso la riqualificazione urbana”, di collaborare ad “una serie di iniziative mirate a vivacizzare l'intero centro commerciale”, oltre alla bandiere ci sono le poltroncine davanti ai negozi, gli spettacoli, le fioriere, in vista anche dell'apertura della “Città della moda”, dalla quale non ci si può far cogliere impreparati, ma a cui intendono contrapporre il “progetto di ipermercato all'aperto naturale”. I cittadini per ora guardano, i manifesti affissi sulle plance e sulle porte dei negozi in rivolta, ma anche le merci esposte, nella speranza che questa concorrenza, tanto auspicata in tempi di liberismo trionfante, comporti magari una diminuzione dei prezzi che non faccia più sentire loro “figli di un dio minore”, quando si fanno i conti in tasca. Lella Salvemini
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